GUIDONIA – Un gazebo non proprio stabile (e a rischio crollo) che dovrebbe essere rimosso e anche con certa celerità, emblema del degrado in cui versano le strutture scolastiche cittadine. E ancora: mensa incerta per la totalità degli studenti che ne avrebbero fatto richiesta, impossibile conoscere il numero, con l’incognita pasto da casa a pesare sul servizio e sul contratto con la Bioristoro. Infine lo scuolabus diventato un lontano ricordo, dopo il fallimento del bando per la ricerca delle sponsorizzazioni avviato dall’assessore Elisa Strani qualche mese fa, i genitori si sono organizzati in “cooperativa” ricorrendo all’utilizzo di pulmini privati. Una situazione da anno zero per l’intera organizzazione del sistema scolastico locale, dalla quale passa (anche) la mancata assistenza ai bambini disabili. Un caos senza precedenti.

La mensa questa sconosciuta

Il servizio di refezione doveva partire con l’avvio dell’anno scolastico il 12 settembre, ma è ancora in alto mare. Rinviato a data da destinarsi. I bene informati raccontano di qualche confusione perfino negli uffici comunali determinata dal metodo Strani sull’introduzione del famoso panino. In qualche istituto non si fa addirittura menzione della possibilità della opzione casalinga. All’Eduardo De filippo di Colleverde ad esempio è stata pubblicata la sola domanda ufficiale per l’adesione al servizio mensa di Bioristoro, mentre alla Garibaldi di Setteville, oltre alla domanda ufficiale, sono stati pubblicati la liberatoria il regolamento per il pasto domestico. Una situazione di disomogeneità di regole che avrebbe gettato in confusione non solo dirigenti e genitori ma gli stessi uffici chiamati a gestire il traffico di richieste. Sul portale istituzionale, che dovrebbe chiarire gli indirizzi, c’è disponibile il solo modulo per la domanda ufficiale, il Comune non fa menzione dell’altra opzione come se essa fosse prevista solo in subordine, e in via discrezionale, in quei quartieri particolarmente cari elettoralmente ai 5Stelle.

L’unico riferimento al panino, fanno notare alcune mamme, è nella domanda di iscrizione in cui viene chiarito che se si effettua richiesta per la refezione non si potrà poi più passare al pasto domestico. Comunque il servizio di refezione non riguarderà al momento la scuola di Colleverde, fin quando non tornerà agibile l’ultimo piano dell’edificio chiuso dopo i crolli del controsoffitto avvenuti alla vigilia dell’avvio dell’anno scolastico. A pesare come una incognita sul servizio di refezione è infine il numero minimo di pasti che il Comune deve garantire a Bioristoro per non incorrere nelle penali contrattuali. Con relativo danno erariale per le casse dell’Ente. Una stima approssimativa fatta dagli stessi genitori, al netto dei panini da casa, pesa le domande di adesione come inferiori a quelle dello scorso anno. Un rompicapo.

Scuolabus e bando flop

L’aveva spacciata come soluzione geniale, Elisa Strani solo qualche mese fa cercava sponsorizzazioni per finanziare il servizio di scuolabus; a maggio scorso il sindaco Michel Barbet aveva scritto al dirigente del settore pubblica istruzione perché avviasse una ricognizione della potenziale domanda, pre adesioni utili – in caso di numeri interessanti – a rimettere in piedi il servizio. Niente da fare e niente scuolabus. Così molte famiglie sono ricorse al fai da te. Pulmini privati che prelevano i ragazzini a casa e li portano in aula, viceversa a fine lezioni.

Pericoli a portata di bambino un po’ ovunque

Crolli nella scuola di Colleverde hanno costretto la direzione scolastica a sbarrare l’ultimo piano dell’edificio a qualche ora dall’avvio dell’anno scolastico. Ora si cercano soluzioni temporanee e aule disponibili perfino in parrocchia. Il sindaco, sabato scorso, ha fatto personalmente un sopralluogo per controllare lo stato d’avanzamento dei lavori di messa in sicurezza del controsoffitto nelle aule ancora agibili. Una rete metallica disposta lungo tutta la superficie per scongiurare nuovi crolli. Nessuna ditta, l’intervento lo stanno eseguendo gli operai del comune.  Poi c’è una immagine emblematica del degrado in cui versano le scuole comunali all’indomani della prima campanella. Arriva dalla Montelucci di Colle Fiorito. Dove alla ripresa delle lezioni, la dirigente scolastica, ha notato la ruggine alla base dei giunti che sostengono un gazebo a portata di bambino, proprio nei pressi dell’entrata dell’edificio. Temendo  per la incolumità degli scolari, lo ha delimitato con del nastro colorato, quello comunemente usato per indicare lavori in corso . Nonostante le segnalazioni ripetute al settore Pubblica istruzione del Comune di Guidonia Montecelio, ancora nessun sopralluogo o “verifica” sono stati disposti e da quelle parti nessuno s’è visto.

Il servizio Aec funziona male 

Dopo la gara voluta dalla amministrazione comunale nel marzo scorso (forse in ritardo?) per assegnare il servizio di assistenza specialistica e culturale (Aec) finalizzata all’inclusionje sociale degli alunni con disabilità, la Città metropolitana di Roma  è ancora in via aggiudicazione del bando. Un ritardo che ha spinto il Comune, nel mese di luglio, a ricorrere allo strumento della proroga – per ulteriori 2 mesi – alla cooperativa Mille e una notte che aveva svolto il servizio durante lo scorso anno scolastico. Solo che il servizio funziona a macchia di leopardo e le ore disponibili per l’assistenza sono insufficienti a coprire il fabbisogno. Risultato: disagi nelle famiglie e tra il personale docente. Manca la capacità di una puntuale programmazione fanno notare i genitori. Che nella scuola è indispensabile. Come dar loro torto?

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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