L’Italia intera e dunque il Lazio e ogni singola città e paese sono adesso in «zona rossa». Da oggi lunedì 23 marzo, per gli effetti del Dpcm (Decreto del presidente del consiglio) in vigore dalla mezzanotte, ogni comune è «chiuso» in entrata e in uscita. Il decreto ha recepito la ordinanza interministeriale Lamorgese Speranza, emanata ieri domenica 22 marzo, la cui efficacia di legge si è esaurita nelle 24 ore con l’entrata in vigore del decreto del 23 marzo. Una soluzione studiata da Palazzo Chigi per impedire l’esodo dal nord verso il sud dell’Italia e comunque da una città all’altra durante la giornata di domenica 22 marzo. Ma cosa cambia con il decreto ultimo in vigore da oggi? È fatto divieto fino al 3 aprile alle persone fisiche di spostarsi dalle città di residenza se non per motivi di comprovata necessità: lavoro e salute. Il decreto cancella inoltre la possibilità «di raggiungere il proprio domicilio o luogo di residenza». Tradotto e ad esempio: chi si trova a Milano per qualunque ragione, lavoro o famiglia, non potrà più raggiungere la propria abitazione se ubicata in altro comune. Un provvedimento che limita quasi del tutto la capacità di spostamento delle persone. Resta vigente l’articolo 650 del codice penale: chi viola i provvedimenti del presidente del consiglio rischia l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda di 206 euro. Chi è positivo al Covid-19 o costretto alla quarantena e non rispetta le disposizioni, uscendo dal proprio domicilio, viola l’articolo 452 del codice penale (delitti contro la salute pubblica) che prevede l’arresto da 1 a 12 anni.

Ma più o meno era così anche ieri direte voi? Cosa cambia allora con l’ultimo decreto Conte? Cambia che il ministero dell’Interno potrà istituire una cintura imponente di forze dell’ordine stesa lungo il perimetro dei comuni per sorvegliare il rispetto delle restrizioni, intensificando i controlli o istituendo i varchi. Potrà farlo con l’impiego di forze dell’ordine, se necessario dell’esercito a presidio dei territori, di strade in entrata e in uscita dalle città, delle stazioni e degli aeroporti. Il decreto di oggi dispone regole estremamente restrittive, valide in ogni angolo d’Italia. Sollevando le Regioni dall’incombenza di dover intervenire con proprie ordinanze sui singoli casi, come quello del Comune di Fondi, determinando eterogeneità nei provvedimenti da adottare. Va ricordato che il centro di 40 mila abitanti in provincia di Latina è stato «chiuso» la scorsa settimana con provvedimento del vice presidente della Regione Lazio Daniele Leodori per la presenza di un focolaio di Covid-19 con 40 contagiati poi saliti a 50. Ieri mattina Jole Santelli, la governatrice della Calabria, disponeva analoga ordinanza per «chiudere» l’intera regione. Contagi in aumento su tutto il territorio nazionale, è scritto nel decreto, per il «carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia» e l’incremento dei casi in Italia. Da oggi insomma, «chiude» ogni comune: Mentana, che più altri ha fatto registrare contagiati in rapporto alla popolazione: 18 casi su 20mila abitanti. Monterotondo che con i casi diffusi ieri l’altro dalla Asl Rm5, gli ultimi disponibili, sale a 15 casi. Guidonia Montecelio che raggiunge 28 casi. Fonte Nuova, 4 contagi in totale dall’inizio dell’epidemia, ma con un focolaio importante dentro la casa di cura Nomentana hospital, dove secondo le informazioni diffuse dalla Regione Lazio, sono 18 gli ammalati tra gli ospiti e 4 tra il personale per un totale di 22 persone contagiate dal Covid-19.

Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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