GUIDONIA – «Figure dal mondo dei professionisti, dall’associazionismo, che vorranno trasformare il loro impegno in un contributo alla comunità locale». Questo era l’intento, nell’attesa la lista civica Alberto Cuccuru Sindaco ingaggia Filippo Silvi. Ex Rifondazione comunista, già assessore ai Lavori Pubblici nell’amministrazione di Filippo Lippiello (2005-2009), poi candidato (in coppia con Ludovica Ludovici) col Partito Democratico nel 2014 (aspirante sindaco, Domenico De Vincenzi), 5 anni fa aveva scelto la strada in solitaria (rispetto al centrosinistra) correndo con Sinistra Popolare, lista elettoralmente «autosufficiente» che prese il 3.69% dei consensi, 1.165 voti che nel turno di ballottaggio non confluirono sul candidato sindaco del centrosinistra Emanuele Di Silvio, infine sconfitto dal 5Stelle Michel Barbet. 

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Corsi e ricorsi. La candidatura di Emanuele Di Silvio non era nelle sue corde nel 2017, stavolta invece Filippo Silvi si ricolloca nel contenitore «progressista» a sostegno di Alberto Cuccuru e spiega cosi i motivi in una nota stampa inviata ai soli giornalisti «graditi»: «Ho preso questa decisione perché la considero in questo momento l’unica compatibile con la mia storia politica e umana, fatta di impegno civile a sostegno della mia città secondo dei valori precisi che mi rappresentano, diritti sociali, ecosocialismo, solidarietà, valori che cercherò ancora una volta di rappresentare con una politica popolare e di servizio che possa riaggregare i cittadini all’impegno politico per costruire una Guidonia Montecelio con una identità propria e non più semplice dormitorio di Roma». Cosa sia cambiato in 5 anni è difficile comprenderlo, dal momento che l’offerta elettorale di coalizione è perfettamente sovrapponibile a quella dell’epoca, sicuramente nei personaggi che si ripresenteranno (quando verranno ufficializzate le liste) al cospetto degli elettori: non vale solo per il centrosinistra.

Rocco Maugliani e Sebastiano Cubeddu

Intanto «i progressisti» Dem vanno avanti con le strategie sotto al cielo stellato. Trattative sono in corso per strappare i lembi delle altre coalizioni in corsa (ai civici su tutti), un’attività che parrebbe delegata al duo Rocco Maugliani e Sebastiano Cubeddu. Il «rosso» segretario (provinciale) e l’onorevolissimo movimentista (e farista) sono gli architetti di questa nuova, vecchia sinistra «ecosocialista» e PdSsina che ha trovato in Cuccuru il punto di sintesi. Maugliani è ormai di casa a Guidonia, dove staziona con frequenza quotidiana. Un paio di sere fa è stato «beccato» nella piazza razionalista a fianco del deputato stellato. Fitta la conversazione, non è da escludere che i confronti a carattere politico elettorale abbiano luogo all’interno della sede istituzionale, il Comune retto da una amministrazione Pd e M5S.

Così, mentre si riannodano le comuni istanze tra la sinistra ortodossa (che ha riassorbito gli stellati) e l’apparato rimasto dall’ex Partito comunista italiano (sponsor di Mario Lomuscio), dalla scena sono spariti gli altri big locali: di Simone Guglielmo, Emanuele Di Silvio non c’è traccia nelle pose di Cuccuru. Né i due hanno speso una parola (pubblica) di apprezzamento per le scelte e le strategie adottate, almeno utili a capire il livello di gradimento del candidato sindaco. Al momento, l’aspirante sindaco «progressista» s’è fatto vedere in giro con i soli 5Stelle e con Claudio Caruso di Articolo Uno. Oggi ha ringraziato Silvi e incassato i like, tra gli altri, di Lomuscio e della guardia (post) comunista sulla sua pagina Facebook. Dopo l’acquisizione, avvenuta nei giorni scorsi, dell’oggetto misterioso (per quella che ne sarà la composizione) della lista in franchising Demos, (Democrazia solidale) al momento dal «campo progressista» non c’è altro da segnalare.   

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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