GUIDONIA –  L’accortezza dovrebbe essere costante. Adeguata da una parte a garantire il diritto alla trasparenza, dall’altra alla riservatezza, laddove previsto, dei soggetti terzi che, per legge, nell’albo pretorio online vengono menzionati perché oggetto di provvedimenti di pubblica e vincolante rilevanza. «L’ errore materiale» al Comune di Guidonia Montecelio però ci scappa. Per disattenzione, sciatteria o stanchezza, negli uffici amministrativi  la violazione delle norme che tutelano la divulgazione dei dati personali sugli atti pubblici diventa un fatto. Di recente in circostanze dai tratti persino esilaranti.

Tra i tanti, è stato così il caso di una determinazione a firma del dirigente al Personale Maria Lombardi e del suo vice Antonina Di Francesco. Le cui intenzioni di proteggere la segretezza del nome del soggetto, nella specie un dipendente interessato da provvedimento di congedo per l’assistenza alla figlioletta, venivano perfettamente rispettate nel corpo dell’atto ma marcatamente tradite nell’oggetto, di prassi riportato in prima pagina, dove il nome e il cognome dell’ignaro lavoratore erano perfettamente leggibili e in stampatello. La determina «incriminata», la numero 184 del 19 dicembre 2018 del settore Risorse umane e Finanziarie, è ancora consultabile sul portale istituzionale dell’Ente ed è nella disponibilità del cronista. Un caso, tra altri rilevabili che hanno riguardato minori, di violazione del diritto alla riservatezza che espone l’Ente a figuracce e a altre possibili conseguenze, seppur strappando un sorriso a chi legge.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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