GUIDONIA – Il fenomeno della subsidenza è uscito dalla sua fase critica ma il quartiere di Villalba ora ha bisogno di un piano straordinario di interventi, tra manutenzione e costante monitoraggio, di cui l’amministrazione 5Stelle tarda a farsi carico. Senza contare il problema irrisolto dei «dannati dell’abitabilità perduta». Quei cittadini che hanno avuto la casa lesionata, già oggetto di intervento di consolidamento, senza però ottenere indietro il titolo di agibilità, diventando così «abusivi in casa loro». Impossibilitati a disporre del bene a piacimento perché il Comune di Guidonia Montecelio non ha istituito un servizio efficace che sbrighi le centinaia di pratiche.  È per certi versi un duro atto d’accusa la relazione divisa tra «sintesi e suggerimenti» firmata del geologo Primo Falcioni, correlata allo studio condotto dall’Università delle Marche su mandato del settore Ambiente tra gli anni 2014-2018. Complessivamente un lavoro mastodontico di centinaia di pagine necessario a fotografare situazioni di rischio idrogeologico nel territorio comunale anche in relazione al fenomeno della subsidenza e dei sinkhole, lo sprofondamento del terreno che ha riguardato Villalba.

Un piano straordinario per Villalba

Falcioni per svolgere il suo lavoro è stato costretto a girare per il quartiere incontrando gente. Scrive che sentendo le persone «parlare del problema, oltre ad una competenza sui fatti perché accaduti sulla propria pelle, si nota un segno di rassegnazione al fenomeno vissuto e che però continuano a vivere». Il dissesto della strada, la buca, l’avvallamento presente nei pressi dei tombini, i marciapiedi sconnessi, i cancelli che non si aprono ed avrebbero costante bisogno di manutenzione sono, per il geologo, le conseguenze della subsidenza alle quali non si è posto rimedio dopo il consolidamento degli stabili. Criticità vissute nel quartiere con la rassegnazione che fa montare la rabbia tra i cittadini. Sopratutto se il ripristino arriva solo, per esempio, quando la strada non è più percorribile. Senza programmazione né interventi mirati di cui Villalba avrebbe necessità. Come – consiglia il geologo – «la manutenzione costante di strutture quali: muri perimetrali e di separazione dei giardini, marciapiedi interni alle abitazioni, controllo degli scarichi dei pluviali che preferibilmente non dovrebbero essere interrati, manutenzione dei giardini con le opere annesse, sistemazione e manutenzione costante dei cancelli».

Una Rete fognaria da sostituire per evitare altri danni

La prima opera che maggiormente ha risentito della subsidenza per Falcioni è il sistema fognario che per questo motivo andrebbe adeguato con interventi straordinari e urgenti. Come il completamento della Rete in tutta Villalba, e verifiche su tutto il sistema attraverso «videoispezioni». Scopo del lavoro, scrive il geologo, quello «di controllare l’integrità della rete e di porre rimedio là dove esistono problemi e ce ne sono tanti», arrivando «man mano nel tempo a sostituire le tubazioni rigide con altre flessibili. Particolare attenzione va poi posta nella sistemazione dei tombini di raccordo che tendono a sprofondare e a creare, di conseguenza, altri danni. Quindi, occorre «la urgente e costante necessità di un controllo per qualsiasi cosa succede. Perché la «minima manifestazione di precarietà deve essere tempestivamente analizzata e controllata e, solo in tale maniera, possono essere anticipate e/o neutralizzate situazioni di precarietà più gravi».

I «dannati dell’abilitabilità perduta» 

Infine la situazione più disastrosa per Falcioni riguarda i «dannati dell’abitabilità perduta» negli stabili lesionati e poi consolidati. A distanza di anni il Comune ancora non provvede ad aprire un ufficio che sbrighi le centinaia di pratiche in giacenza. Con il risultato, per i proprietari, di «una condizione di abusivi in casa propria». Ciò vale per tutte quelle abitazioni di Villalba che, inserite nei 4+2 comparti d’intervento (il quinto comparto è la chiesa di Santa Maria Goretti, il sesto riguarda due palazzine al Bivio di Guidonia), che «pur avendo ottenuto un documento tecnico che certifica i lavori realizzati sotto il controllo tecnico della Regione, di fatto, ancora oggi sono privi dell’abitabilità». È compito dell’amministrazione, consiglia il geologo, creare «un ufficio dove arrivino tutte le segnalazioni di ciò che succede sul territorio, allertando la popolazione a segnalare anomalie», imparando così a convivere con la subsidenza.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.