Guidonia – Avvisi sbagliati o parziali e caos Tari, responsabilità (e omissioni) del Comune «alla modica cifra di 80mila euro»
GUIDONIA – Una gestione dilettantistica dell’intera vicenda. Tre anni di caos per l’annullamento dell’appalto dei tributi (per mano della giustizia amministrativa) e delle successive «proroghe tecniche» disposte dal Comune di Guidonia Montecelio alla volta dell’agente della riscossione, tutte bocciate prima dal Tar del Lazio e poi, in via definitiva, dal Consiglio di Stato con sentenza dello scorso 17 ottobre (decisa in camera di consiglio il 18 settembre), lasciando l’Ente senza concessionario. Insomma, un pasticcio burocratico/legale senza precedenti, conclamato in questi giorni con gli uffici di via Lunardi 7 presi d’assalto dai contribuenti in attesa di pagare la Tari (Tariffa sui rifiuti) e con la decisione (non ancora formalizzata con atto amministrativo) di ulteriormente prorogare la prima rata, inizialmente in scadenza il 30 ottobre, al primo dicembre. Un «guazzabuglio» di errori ed omissioni che tanto basta e che, al momento, sembra lontano dall’essere risolto. Unica nota positiva in tutto questo bailamme, la imminente aggiudicazione della nuova gara dei tributi (a cura della Centrale unica di committenza – CUC- della IX Comunità Montana del Lazio) che dovrebbe rimettere a breve l’agente della riscossione nella sua posizione di soggetto legittimato a trattare tasse e tributi comunali.
Nelle ultime settimane, tuttavia, si è assistito all’inverosimile a Palazzo Guidoni, negli uffici delle Finanze e anche in consiglio comunale, dove (il 12 settembre) una delibera in discussione su proposta dell’assessorato al Bilancio aveva inizialmente previsto una prima proroga della rata Tari al 30 ottobre, con correlata possibilità di ottenere sconti per quanti avessero adottato uno dei cani ospitati nei rifugi affidatari (una mossa molto mediatica). Ma si vada, a questo punto, con ordine. Perché già la previsione di riuscire a riscuotere la Tari a fine ottobre con una gara aperta ma ancora (in quel momento) in alto mare, era apparsa agli osservatori più attenti irrealistica. Senza un concessionario riconosciuto da un valido contratto, il Comune è dovuto ricorrere (aumm aumm) al fai da te, pensando di spedire in house – direttamente – gli avvisi attraverso Poste Italiane. E così, il 29 settembre 2025, presso gli uffici delle Finanze (determina n.37) si impegnavano gli 80mila euro per l’acquisto del servizio «di stampa, imbustamento e recapito degli avvisi Tari 2025 a favore della società Poste Italiane Spa», da liquidarsi successivamente salvo verifiche sulla correttezza dell’esecuzione.
Cosa sia successo nei giorni scorsi è invece (e purtroppo) cronaca. Con gli uffici di via Lunardi presi d’assalto da cittadini ignari del pasticcio burocratico/legale, infuriati e confusi per avere ricevuto avvisi con numeri identificativi del contributo sbagliati, o peggio ancora per non averli ricevuti affatto. Un caos che si è fatto fatica a contenere prima dell’annuncio dello slittamento al primo dicembre arrivato urbi et orbi dal sindaco Mauro Lombardo. Un rinvio «concesso» per prendere tempo e nella speranza che, nelle prossime settimane, l’iter di aggiudicazione della gara si concluda, così da poter riconoscere al concessionario di nuovo legittimato, un aggio per la ristampa dei bollettini mancanti. Una corsa contro il tempo. Un ultimo rilevamento va fatto in ordine alla totale carenza di comunicazioni all’utenza. L’amministrazione Lombardo tende, al solito, a nascondere sotto il tappeto la cenere che rischia di rovinare l’immagine pubblica del sindaco a svantaggio di una informazione politico istituzionale congrua e corretta.
Intanto, sulla questione, sono intervenuti i consiglieri comunali d’opposizione Arianna Cacioni del gruppo misto (supportata dalla collega Francesca Valeri che con lei firma il comunicato) e Mario Lomuscio del Partito democratico, preannunciando battaglia in aula nel corso del prossimo consiglio comunale. Cacioni chiede le «dimissioni del sindaco» per una vicenda gestita in modo dilettantistico, Lomuscio invoca «chiarezza» e «trasparenza» da sempre sconosciute nell’amministrazione Lombardo. Ma ecco cosa hanno scritto nelle rispettive note stampa diffuse nelle scorse ore.

Arianna Cacioni
«Altro che ritardi delle Poste nell’invio degli avvisi – scrive la consigliera sul punto di approdare nel gruppo consiliare di Forza Italia-. In realtà il problema è tutto interno al comune, anche se il sindaco Mauro Lombardo e l’assessore Valentina Torresi si guardano bene dal dirlo ai cittadini imbufaliti, che quotidianamente scrivono loro sui social o bussano alla porta del municipio. Il 17 ottobre il consiglio di Stato ha infatti bocciato le ultime due proroghe del Comune alla Tre Esse Italia, lasciando di fatto la città senza agente della riscossione. Dalla sentenza esce un quadro impietoso di reiterati errori nelle determinazioni che prolungavano la durata del contratto a favore di Tre Esse, che si aggiungono alla bocciatura dell’esito della gara bandita proprio per affidare lo stesso servizio. Una catastrofe. Tutte cose (gravi) che il sindaco Lombardo, che pure per propaganda non si sottrae mai alla telecamera, e l’assessore Torresi sanno benissimo, sulle quali intendiamo fare chiarezza».
«Gli avvisi che stanno arrivando in questi giorni a domicilio, per i quali i cittadini lamentano errori e la mancanza del modello per il pagamento in un’unica soluzione, sarebbero stati emessi in fretta e furia dal Comune e affidati a Poste Italiane per la modica cifra di 80 mila euro. Possibile che nessuno in Comune avesse previsto questa situazione dopo le reiterate bocciature degli atti da parte dei tribunali amministrativi? Possibile che dal Comune abbiano speso così tanti soldi per spedire degli avvisi inutilizzabili? Possibile che sia stato internalizzato il servizio (anche parzialmente) senza nemmeno informare il consiglio comunale? Verificheremo, ma purtroppo parrebbe proprio di sì. Chiediamo a Lombardo di trovare un minimo di dignità per rassegnare le dimissioni, annunciate e poi ridicolmente negate, mettendo fine a questa traballante e deleteria amministrazione».

Mario Lomuscio
Per Mario Lomuscio «a Guidonia Montecelio, sulla gestione TARI e la programmazione amministrativa, serve maggiore chiarezza e responsabilità – scrive il consigliere del Partito democratico -. Ancora una volta l’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Lombardo dimostra una gestione confusa, raffazzonata e priva di programmazione sulle questioni che toccano direttamente i cittadini».
«Prima si fissa la scadenza al 31 ottobre, poi — di fronte alle difficoltà riscontrate — si cambia decisione annunciando la proroga al 31 dicembre. È evidente che manchi una pianificazione accurata e una comunicazione efficace con i cittadini, che si ritrovano disorientati da continue modifiche dell’ultimo minuto. Dalla (non) gestione del biodigestore e del TMB, fino ai ritardi nella pubblicazione del bando dei rifiuti, si ripete lo stesso copione: si agisce senza una visione complessiva e poi si cercano giustificazioni esterne, la colpa è sempre degli altri!. Amministrare significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte, non scaricarle altrove. A Lombardo è la sua amministrazione gli piace tanto giocare al pompiere che prima accende il fuoco e poi si autoincensa nel dichiarare di aver domato le fiamme!». Il consigliere conclude:«Il Partito Democratico continuerà a vigilare e a proporre soluzioni concrete, chiedendo trasparenza, pianificazione e rispetto per i cittadini di Guidonia Montecelio. Serve un cambio di passo: la città merita un’amministrazione più attenta e competente».

Pasquale Cicatiello
Semplicemente indecente. I cittadini devono preoccuparsi per avere gli avvisi di pagamento, siamo all,assurdo. VERGOGNA!!! Incompetenti e Anche non responsabili verso la cittadinanza. sono schifato!