GUIDONIA – Hanno bisogno di un aiuto immediato e concreto. Un contributo economico anche una tantum per superare il momento drammatico. Dovrebbe farsene carico il Comune di Guidonia Montecelio attraverso l’interessamento dei Servizi sociali, ma i giorni passano e niente si muove nel palazzo. Nonostante i presìdi di piazza, gli appelli della politica, la vita di queste lavoratrici del servizio mensa erogato dalla Bioristoro, una novantina, è ferma a febbraio, mese nel quale hanno percepito l’ultimo stipendio. Da allora sono anche in attesa degli ammortizzatori sociali. Una condizione drammatica emersa con chiarezza lo scorso 3 luglio, quando le addette hanno manifestato sotto la sede del Comune a Piazza Matteotti e sono anche riuscite ad avere un breve colloquio con il sindaco 5Stelle Michel Barbet. La questione ora, dopo le evidenze pubbliche, rischia però di finire nel dimenticatoio. Ed è esattamente ciò che queste donne non vogliono che accada, ciascuna con una famiglia, molte separate e con figli e monoreddito, rientrano nelle categorie sociali fragili che Barbet durante la pandemia aveva promesso di tutelare. «Nessuno sarà lasciato solo» diceva il sindaco. Invece le addette sono state lasciate senza reddito, aiuti e ad oggi senza alcuna certezza sulla ripresa del servizio mensa a settembre. Il caso è già stato oggetto di una interrogazione del consigliere leghista Arianna Cacioni. Che ora pensa a una mozione urgente da portare in aula per chiedere subito l’individuazione di uno o più capitoli di spesa del bilancio comunale dove attingere risorse. Obiettivo: garantire borse lavoro con l’erogazione urgente di un contributo economico di 1000 euro una tantum a lavoratrice. In attesa della Fis (Fondo di integrazione salariale, l’ammortizzatore corrispondente alla cassa integrazione per questo settore) che le addette mensa non hanno ancora ricevuto dall’Inps.

«Dobbiamo trovare la chiave per consentire a questi operatori di avere qualche sostegno nei mesi estivi – spiega Cacioni – la risposta la dobbiamo trovare nei capitoli di spesa del bilancio comunale. Poi, occorre modulare con le autonomie scolastiche la ripresa del servizio in autunno. Non dobbiamo dimenticare, che parliamo di operatori spesso con orario settimanale ridotto, circa 15 ore, e stipendi al di sotto dei 500 euro mensili. Adesso hanno bisogno di aiuto».

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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