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Set 2025
Guidonia – Gara dei Tributi, scrive Tre Esse Italia: «Andreani alimenta sospetti per intimidire l’amministrazione»
GUIDONIA – Dalla Tre Esse Italia Srl e dal suo amministratore Delia Corsi, riceviamo e pubblichiamo,
«Solitamente, per non alimentare ulteriori strumentalizzazioni, preferiamo non replicare alle contestazioni che ci vengono rivolte. Nel caso in esame, tuttavia, la polemica pretestuosa che Andreani Tributi ha innescato con la diffusione della nota inviata al Comune di Guidonia Montecelio impone una presa di posizione».
«Il silenzio rischierebbe infatti – proseguono dalla Tre Esse Italia – di essere letto come un tacito avallo a un presunto disegno illecito contrario all’interesse pubblico. Per questo riteniamo doveroso intervenire e chiarire i seguenti aspetti essenziali. I riferimenti richiamati da Andreani Tributi nella sua missiva provengono dalle nostre memorie difensive depositate il 2 settembre 2025 presso il Consiglio di Stato, unitamente ai documenti della nuova gara, in una fase temporale quindi successiva alla pubblicazione della procedura e nell’ambito di un giudizio di merito per il quale attendiamo ora la Sentenza. Pertanto, sostenere che la scrivente avesse una “conoscenza preventiva” degli atti di gara significa travisare i fatti e distorcere intenzionalmente la realtà, con l’unico scopo di alimentare un clima di sospetto e di intimidire l’Amministrazione».
«Venendo al merito della vicenda e con buona pace di Andreani Tributi, è pacifico che i requisiti tecnici previsti dal disciplinare di gara costituiscano, per unanime giurisprudenza, esercizio di una facoltà ampiamente discrezionale che può essere contestata solo se illogica ed irrazionale, caratteri che nel caso di specie non è possibile ravvisare, perché non può non convenirsi sul fatto che gestire un importante e delicato servizio pubblico nel Comune di Guidonia Montecelio, che per numero di abitanti è il terzo comune della regione Lazio, è oggettivamente diverso dalla gestione dello stesso servizio in comuni più piccoli e meno complessi.
La scelta dell’Amministrazione appare dunque priva di vizi logici e pienamente coerente con l’interesse pubblico».
«Non a caso – continuano dalla Tre Esse – al di là dell’iniziativa intrapresa di diffondere accuse artatamente costruite su presunti favoritismi, Andreani Tributi non ha neppure impugnato il bando in sede giurisdizionale amministrativa. Dimostrazione evidente che la contestazione è chiaramente un’iniziativa polemica volta a destabilizzare l’ambiente piuttosto che a sollevare una reale censura giuridica. Questo perché l’Andreani Tributi è perfettamente consapevole che non corrisponde al vero sostenere che il requisito previsto dal bando di gara sarebbe appannaggio esclusivo della scrivente, essendo notorio che in Italia vi sono numerosi Comuni con una popolazione superiore a quella di Guidonia Montecelio che hanno esternalizzato i servizi oggetto di gara, garantendo così a diverse società concessionarie il possesso del requisito richiesto».
«Peraltro, è bene ricordare che, sia il TAR, sia il Consiglio di Stato in seguito, hanno già definitivamente accertato la carenza dei requisiti tecnici di partecipazione in capo all’Andreani Tributi nella precedente procedura di gara e, dunque, è manifestamente paradossale la recriminazione oggi sollevata in quanto l’esclusione per mancanza del requisito di capacità tecnico-professionale, nella logica delle cose, non può certo trasformarsi in un diritto automatico di partecipare alla successiva gara. Né, tantomeno, la semplice condizione di operatore del settore può equivalere a un diritto indiscriminato di partecipazione. Ma, ad ogni modo, a conferma della pretestuosità delle contestazioni di Andreani, va anche evidenziato che la stessa società, nelle controdeduzioni alle nostre memorie al Consiglio di Stato (Consiglio di Stato R.G. 3640/25), ha dichiarato di possedere il requisito che oggi contesta. Una contraddizione lampante, che dimostra ulteriormente quanto la sua rappresentazione dei fatti sia priva di fondamento. Coinvolgere la stampa e altri soggetti estranei al procedimento di gara prima della scadenza per insinuare sospette collusioni ha avuto il solo scopo di intimidire l’amministrazione e di condizionare – questa sì in maniera indebita e contraria alle regole – un procedimento improntato a criteri chiari e trasparenti di accesso al mercato».
«Per parte nostra – concludono dalla Tre Esse – valuteremo eventuali iniziative a tutela dell’immagine e dell’onorabilità della società. Nel frattempo, abbiamo partecipato alla procedura presentando l’offerta nei modi e nei termini prescritti dal bando e dal disciplinare, e attendiamo con serenità l’esito della gara».

Giacomo Ruffini
Intanto oggi il consiglio di stato ha confermato che la proroga fatta dal comune a tre esse era illegittima..