GUIDONIA – Una difesa costruita sull’imminente entrata in funzione del Tmb dell’Inviolata. Il Comune di Guidonia Montecelio, chiamato in causa al Tar del Lazio da Tekneko, attraverso la Cuc (Centrale unica di Committenza) della IX Comunità montana in relazione all’appalto integrato dei rifiuti, dà l’impianto già per acquisito. Tanto da prenderne a parametro le tariffe di smaltimento fissate dalla Regione Lazio nella determina del 6 luglio scorso, che autorizza la gestione in capo all’ex Colari (oggi Ambiente Guidonia di Manlio Cerroni) ad attivare le linee di separazione e trattamento degli Rsu. È scritto nella memoria difensiva depositata dalla Cuc agli atti di causa che verrà decisa nel merito tra oggi e domani. I giudici amministrativi dovranno stabilire se l’appalto in corso presso la Comunità montana, ha caratteristiche «immediatamente escludenti» come la società avezzaneze sostiene. Bando considerato discriminatorio da Tekneko che ha quindi scelto di non partecipare all’appalto per un importo a base d’asta di quasi 60 milioni per 3 anni eventualmente rinnovabili di 2. Un passo indietro dell’impresa che negli ultimi 5 anni ha svolto il servizio di raccolta e trasporto del rifiuto urbano (contratto scaduto e prorogato fino al 31 dicembre) che è un vero colpo di scena.

Tra le contestazioni di Tekneko, c’è la scelta del Comune di avere ricompreso nel servizio integrato anche lo smaltimento con costi eccessivamente compressi ai danni dell’appaltatore. Creando le condizioni escludenti di non competitività per le stesse aziende. Ma a difesa della congruità delle somme messe a base d’asta il Comune ribatte con motivazioni strabilianti. Nella memoria affidata all’avvocato Alberto Costantini, la determina autorizzatoria del Tmb è finita agli atti di causa. I prezzi di smaltimento sono quelli di mercato è la tesi del legale. Basta leggere i prezzi stabiliti dalla Regione per lo smaltimento della frazione umida e indifferenziata per euro 124,53/tonn al netto di ecotassa, benefit e iva (qualora dovuti) ai quali il Comune dovrà attenersi. Detta tariffa è largamente inferiore al costo unitario di smaltimento stimato dal Comune di Guidonia Montecelio. Per l’avvocato dell’Ente, l’impianto dell’inviolata è quindi reale, autorizzato e pronto al funzionamento, tanto da diventare oggetto di contrattazione nell’appalto di servizio, strumento imprescindibile ai fini dei costi da sostenere. Carta canta, le parole invece se le porte via il vento. Quelle del sindaco Michel Barbet che invece continua a negare l’eventualità di un Tmb funzionante. Lasciando intendere l’esistenza di margini per annullare tutto.

Quindi al Comune di Guidonia Montecelio la mano destra non sa quel che fa la sinistra? Mentre negli uffici, la gestione, dà per chiuso il caso Tmb senza possibilità di tornare sui passi calpestati delle procedure autorizzatorie, ormai definitivamente chiuse a favore di Manlio Cerroni, l’indirizzo politico rappresentato da Barbet continua a ciurlare nel manico al solo scopo di mantenere un consenso effimero e sottraendo ai cittadini la verità sulla vicenda. C’è una foto del sindaco che ha fatto il giro del Web dove è al tavolo con il non deputato Sebastiano Cubeddu e il consigliere regionale Valerio Novelli,  come lui dei 5Stelle, dove o giocano a battaglia navale o esaminano carte sul Tmb. Per evitarne il funzionamento. Nella seconda ipotesi la domanda ci sta: saranno al corrente di quel che scrivono gli uffici comunali e i legali dell’Ente?

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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