GUIDONIA – L’idea di un provvedimento destinato a limitare l’esposizione di merci private su pubblico suolo non è proprio nuova. Nella terza città del Lazio balla da sei anni senza soluzione. Nel 2015, poco prima di lasciare la giunta, l’assessore alle Attività produttive Valentina Torresi (oggi candidata consigliere al XIV Municipio romano per Fratelli d’Italia) ne aveva fatto un obiettivo prioritario. Ritendendo necessario già all’epoca «un giro di vite sugli esercizi commerciali al dettaglio che espongono abusivamente merci, soprattutto abbigliamento, frutta e verdura, con una occupazione selvaggia di suolo pubblico». Fin da allora, tuttavia, la difficoltà era stata l’individuazione degli strumenti amministrativi più adatti a contrastare gli abusi in via permanente e sopratutto efficace. Controlli, ripristino dei luoghi, applicazione di adeguate sanzioni per i trasgressori.

La Torresi aveva pensato di intervenire con una modifica al Regolamento di Polizia urbana, un provvedimento ordinario che introducesse nuove regole in via definitiva. I 5Stelle, subentrati nel 2017, ne hanno discusso per anni nella commissione Commercio senza arrivare a soluzione. Giovanna Ammaturo, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ne aveva fatto un cruccio del 2019. Quando, in riferimento al caso specifico di una frutteria suk a Setteville, presentava una interrogazione urgente. La questione, dibattuta, è rimasta però appesa fino al 25 giugno scorso quando, al Comune di Guidonia Montecelio, si sono inventati l’adozione di una ordinanza contingibile e urgente ( ECCOLA) del sindaco grillino Michel Barbet. Un provvedimento «straordinario» e limitato nel tempo, adottato da Barbet sulle «pressioni» (a scopo di sopravvivenza della stessa maggioranza stellata) del consigliere comunale pentastellato Claudio Caruso, da cui dipendono le sorti (e i numeri) dei 5Stelle in aula consiliare e che considera la questione di sua pertinenza politica. Da spendersi come un trofeo con gli elettori. Tanto era urgente il varo del provvedimento, che per radicare la legittimità dell’atto d’urgenza, gli estensori si sono aggrappati ad una sentenza del Tar (Tribunale amministrativo del Lazio) del 2012 sulla applicabilità dell’ordinanza contingibile e urgente in via ordinaria, nei casi di chiusure temporanee degli esercizi commerciali disposte dal sindaco. 

Le parole di Valentina Torresi 

«È inaccettabile che allo stato attuale l’unico strumento a disposizione del Comune sia multare i commercianti per la sola occupazione abusiva di suolo pubblico», le parole di Valentina Torresi nel 2015. «Trovo iniquo che la normativa nazionale preveda il sequestro per i venditori ambulanti e non per chi svolga l’attività in sede stabile. C’è da considerare anche che chi inonda i marciapiedi senza alcuna autorizzazione è paradossalmente avvantaggiato rispetto a chi espone merci su suolo privato, questi ultimi devono corrispondere infatti all’amministrazione somme maggiori perché tali aree maggiorano gli oneri sulle superfici di vendita. È impossibile tollerare situazioni fuori dalla legalità, con commercianti multati che cedono le attività pur di non pagare, spesso operano cambi di intestazione delle società e di frequente sono residenti all’estero, fuori Unione Europea, con ulteriori problematiche di notifica degli atti di contestazione». 

Claudio Caruso ha commentato l’ordinanza su Facebook. 

«Firmata ordinanza sindacale in materia di contrasto all’esposizione scellerata di frutta e verdura. Lo scorso 25 giugno è entrata in vigore la nuova ordinanza che vieta l’esposizione di frutta e verdura all’esterno degli esercizi commerciali sui marciapiedi o sulla strada occupando suolo pubblico o privato ad uso pubblico; Come avevo annunciato nei mesi scorsi abbiamo lavorato ad un dispositivo che vada ad interrompere questa quotidiana attività di menefreghismo da parte di qualche commerciante che occupano abusivamente marciapiedi e strisce pedonali.  L’ordinanza prevedere per il trasgressore la chiusura dell’attività con un minino di 5 giorni lavorativi, con annessa richiesta di ripristino dei luoghi entro le 48 ore.  Qualora non venga ritirata dall’esterno la merce nelle 48 ore successive alla notifica del provvedimento verrà emanata, senza ulteriore preavviso, in danno dello stesso, apposita ordinanza, immediatamente esecutiva, di rimozione della merce esposta in difformità del presente provvedimento. Gli alimenti e le installazioni oggetto del citato provvedimento di rimozione, non ritirati dal trasgressore, saranno smaltiti secondo la normativa in materia ambientale, in alternativa, qualora utilizzabili, potranno essere devoluti ad enti ed associazioni di volontariato che ne facciano richiesta per finalità benefiche. È ora che i cittadini siano liberi di non dover fare lo slalom per percorrere le strade della nostra città, e soprattutto per rispettare quelle attività commerciali che ogni giorno rispettano la legge anche a proprio svantaggio». 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • Cinzia basso

    Buongiorno visto che ora è in vigore l’ordinaza numero 151 chi dovrebbe farla rispettare ? io ad oggi e siamo al 05/07 non ho ancora visto alcun……. risultato, a Setteville dopo che i vigili hanno effettuato il controllo il giorno o2/07 la situazione non è cambiata………

    Luglio 5, 2021

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