GUIDONIA – «Muore» il Polo civico, che nel 2017 sfidò i partiti con poca fortuna e voti insufficienti a superare la barriera del primo turno, e nasce la «costituente» delle civiche (sarà una federazione): la rivisitazione linguistica è necessaria a soddisfare le esigenze dei nuovi entrati. In campo, sullo stesso terreno, con l’ambizione di aggregare consensi oltre i colori politici, gioca però anche Claudio Zarro, ex Udc, già 5Stelle, ormai impegnato in un lavoro certosino di assemblamento del consenso bottega per bottega, condominio per condominio.

È così che nella terza città del Lazio, dove salvo tracolli anticipati si voterà nella primavera 2022, la campagna elettorale è già nel vivo. Da un paio di giorni si vedono in giro i manifesti  firmati dal (ex) Polo civico di Aldo Cerroni (che ha già detto che non si candiderà), Mauro De Santis, Mauro Lombardo, Mario Proietti e Mario Valeri. L’idea di un’officina del programma, sintetizzata in 5 punti o mosse da cui partire per provare a governare Guidonia, è intanto finita in un manifesto sui muri di Guidonia. Punta alla qualità delle proposte e soprattutto alla competenza dei propri candidati, in larga parte provenienti dalle professioni come il medico Roberto Gagnoni. Anche l’avvocato Marco Berlettano lavora alla lista Secondo Noi che potrebbe federarsi.    

La costruzione di quella che i civivi chiamano «un’alternativa seria, competente, attenta, coraggiosa» ai 5Stelle è lo spirito con cui «si è costituita nelle scorse settimane Officina del Programma, un tavolo permanente di ascolto e proposta» fanno sapere in una nota stampa. Nella quale annunciano (anche) di avere scelto di declinare «i lavori ed il futuro programma in 5 verbi: curare, facilitare, aiutare, sognare, realizzare». I cinque verbi sono i pilastri fondanti del futuro programma, essi «sintetizzano le azioni di cui la città, oggi, ha più bisogno». 

«Le sei forze civiche animatrici di questo tavolo programmatico – scrivono – si pongono l’obiettivo di chiudere già per fine anno la costruzione di una bozza di programma da presentare alla nostra città certi della convinzione che affrettarsi a costruire, negli ultimi mesi pre voto, piattaforme raccapezzate e poco credibili non sia quello di cui ha la bisogno la nostra città». Partire con largo anticipo rispetto alla data delle elezioni è stata l’Azione di Carlo Calenda, candidato sindaco di Roma al momento accreditato di un terzo posto nei sondaggi dopo Roberto Gualtieri del Pd ed Enrico Michetti del centro destra, proprio a Calenda è vicina Giovane Guidonia, una delle sei liste in campo nella costituente civica assieme alle storiche Guidonia Domani e Il Biplano, oltre all’Onda, a La Nuova Storia e Guidonia Civica. 

Polo che va Polo che viene, a un progetto civico alternativo alla federazione civica di Cerroni e De Santis (+ altri) lavora Claudio Zarro che ha annunciato la nascita di Colleverde in Comune, lista civica costituita da un gruppo di cittadini pronti a impegnarsi per il territorio. Colleverde in Comune si unisce a Essere Guidonia Montecelio e Identità civica Guidonia Montecelio.

«Colleverde, Colleverde 2, Poggio Fiorito, Parco Azzurro, Vena d’Oro: nel nostro logo è rappresentata la frazione di Colleverde nella sua interezza. Non un mera sommatoria di istanze – scrivono i promotori in una nota stampa – ma 10.000 e più cittadini che vogliono far sentire la loro voce all’unisono». «Quale è il fine della creazione di una lista civica qui a Colleverde che unisca le esigenze di tutti? Avere qualcuno che finalmente si attivi per la soluzione delle problematiche inerenti al nostro territorio e teso all’attuazione di iniziative propositive. Come? Tramite un gruppo di persone locali che deciderà di spendersi attivamente proponendo propri rappresentanti all’elezione nel prossimo consiglio comunale». 

Considerazione: la moltiplicazione delle coalizioni civiche, se da un lato restituisce le scelte ai cittadini elettori proiettandoli nelle istituzioni locali, dall’altro potrebbe polverizzare il voto diluendolo in un numero considerevole di liste, tutte ideatrici di proposte simili su istanze particolari nei quartieri,  nei condomini, addirittura all’interno delle stesse famiglie. Un limite che ne delimita il campo rendendolo poco attrattivo per un elettorato più ampio. L’effetto inflattivo potrebbe pesare sul risultato finale: raggiungere il turno di ballottaggio. Troppe liste in coalizioni tra loro contrapposte, rischiano insomma di annullarsi a vicenda frammentando il voto oltre la soglia di utilità. Un modello a rischio?     

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • Silvano Micozzi

    Mi sembrano troppi galli in un pollaio , giusto per perdere !!

    giugno 20, 2021

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