Guidonia – «Minacce e aggressioni digitali alla giornalista Elisabetta Aniballi»: la solidarietà dei consiglieri di opposizione
GUIDONIA – «Esprimiamo solidarietà e preoccupazione per l’attacco personale mosso sui social network dalla consigliera comunale di maggioranza Alessia Croce, nei confronti della giornalista Elisabetta Aniballi. Una reazione scomposta all’articolo con cui la Aniballi ha semplicemente evidenziato, sulla base di osservazioni legittime e conseguenti alle immagini diffuse dai profili social del Comune di Guidonia Montecelio, come durante i recenti lavori pubblici di rifacimento dei marciapiedi per l’eliminazione delle barriere architettoniche a Guidonia centro, fosse stato asfaltato un marciapiede privato su cui affaccia l’attività artigianale della consigliera. Di interesse pubblico era quindi approfondire se il lavoro fosse stato eseguito a spese dell’amministrazione. Si tratta di un’ipotesi che merita verifica e trasparenza, non minacce e aggressioni digitali». Lo scrivono in una nota stampa congiunta i consiglieri comunali di opposizione Emanuele Di Silvio, Mario Lomuscio e Rossellla Nuzzo (Partito Democratico); Arianna Cacioni e Francesca Valeri (Forza Italia); Alessandro Messa capogruppo della Lega.
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«La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e non può essere messa in discussione da reazioni impulsive – scrivono i consiglieri -. Invitiamo il sindaco (Mauro Lombardo ndg) a stigmatizzare e prendere le distanze dagli atteggiamenti della consigliera e a rispondere con fatti e documenti, promuovendo un dibattito sereno e istituzionale, anziché tacere condividendo toni che minano la credibilità delle istituzioni. Pretenderemo inoltre che l’amministrazione comunale faccia piena chiarezza sull’accaduto: quali tratti sono stati asfaltati, con quali risorse e a beneficio di quali proprietà? La trasparenza è un dovere verso i cittadini. Ribadiamo – concludono – il nostro sostegno alla giornalista per il suo lavoro di inchiesta, essenziale per vigilare sull’uso corretto delle risorse pubbliche».
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Bongi Franco
La verità spesso fa male lo