GUIDONIA – «Un piano d’intervento operativo che dia attuazione alle direttive regionali in materia di inquinamento atmosferico». Il Comune di Guidonia Montecelio mette mano «al provvedimento già incardinato presso il settore Ambiente dal 2016» e affida una consulenza ad un tecnico esperto. Rigorosamente esterno. Dopo avere valutato «la impossibilità di utilizzare risorse umane interne all’Ente». Tredicimila 856 euro (più qualche spicciolo) la somma impegnata e affidata alla Ambiente Spa, società di Carrara contattata per le vie brevi e con urgenza. Le direttive regionali sono quelle previste nella delibera della giunta regionale del Lazio 536 del 2016. La cui adozione – scrive il dirigente Paola Piseddu nella determina d’incarico del 18 settembre scorso (leggi qui) – è stata sollecitata proprio dalla Regione Lazio con una nota del 7 luglio 2018. Riservata ai comuni che secondo una classificazione operata da Arpa Lazio nel 2017 ricadano all’interno di macro-aree particolarmente esposte all’inquinamento atmosferico: Guidonia Montecelio, come la vicina Tivoli, per l’agenzia regionale di protezione ambientale è appunto catalogata nella prima classe di rischio. Anche se a un livello considerato anomalo da Arpa Lazio ci sono solo alcuni particolati come le Pm2 (per chi fosse interessato ad approfondire documento 1  e documento 2); mentre sul fronte delle emissioni veicolari, agenti come il biossido di azoto (No2) e le concentrazioni di anidride carbonica (Co2), il centro urbano di Guidonia Montecelio ricade nella classe 3. Al pari di Viterbo e dei centri della Valle dell’Aniene, meglio di Rieti.

Guidonia si adegua, lo chiede la Regione Lazio

Tra le misure che la Regione Lazio ha richiesto ai comuni c’è il blocco del traffico veicolare. Roma Capitale, dove la situazione dell’aria è molto peggiore per la quantità di emissioni, a partire dal 2019 metterà progressivamente al bando i diesel inquinanti. A prevederlo, l’accordo di programma che il ministero dell’Ambiente e la Regione Lazio hanno sottoscritto a fine agosto, alla luce delle procedure d’infrazione avviate nel 2017 dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia. Nel Lazio le aree critiche, oggetto della procedura d’infrazione, sono due: gli agglomerati di Roma e Frosinone e la Valle del Sacco.
I termini dell’accordo riconoscono che «l’inquinamento atmosferico ha un significativo impatto sulla salute dei cittadini e sull’ambiente come evidenziato dalla letteratura scientifica dalle linee guida sulla qualità dell’aria dell’Organizzazione mondiale della Sanità».

Nuove disposizioni e aree interessate

In base all’intesa, la Regione Lazio s’è impegnata ad aggiornare il piano della qualità dell’aria, investendo i comuni sopra i 10mila abitanti – e in particolari condizioni di criticità – dell’obbligo di dotarsi di specifici piani d’intervento operativi, prevedendo anche «una limitazione della circolazione dal 1 novembre al 31 marzo di ogni anno» a condizione che sia presente un «adeguato servizio di trasporto pubblico locale». L’obiettivo è quello di adottare anche interventi omogenei non solo nei singoli comuni ma in tutti quelli che rientrano nelle zone stimate a rischio. Sarà compito della Spa carrarese studiare la condizione dell’aria a Guidonia e stabilire piani d’intervento operativi finalizzati a contrastare l’inquinamento atmosferico.  Anche con blocchi del traffico veicolare? Occhi puntati sull’amministrazione comunale.

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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