GUIDONIA – Non manca di certa disturbante protervia Tiziana Guida, attrice di sitcom, speaker radiofonica con derive «parolaccesche» («Guidonia città di mer.d»), soprattutto assessore (all’Ambiente e deleghe varie) nella terza città del Lazio. Così ieri, in piena bufera social sulla decisione di affidare a figure istituzionali e loro congiunti ruoli di volontariato nel Gruppo comunale di Protezione civile (leggi qui), rispondeva ai commenti (sgraditi) con tono polemico e con l’esistenza di un fantomatico «Regolamento approvato nel 2014». Che avrebbe vincolato le scelte dell’amministrazione. Niente di più falso o sbagliato, la valutazione è legata al grado di buonafede che si intenda attribuire a Guida.

La vicenda è da ripercorrere. Nel giugno di quest’anno l’amministrazione 5Stelle decide di aprire un bando rivolto ai cittadini per la selezione di personale volontario da inserire «negli organi comunali di Protezione civile » come disposto dall’articolo 3 del regolamento approvato con delibera del commissario prefettizio dell’11 giugno del 2009, quello del 2014 lo conosce solo Guida. È il momento in cui l’assessore profonde ogni energia nella formazione di una coscienza collettiva sui rischi del dissesto idrogeologico, la faglia e i sinkhole. Sui pericoli che corre il territorio inizia un tour nelle scuole, coinvolge il sindaco Michel Barbet, tecnici, associazioni e comitati. La iniziativa non riscuote successo particolare, ma il fine è riportare la giusta attenzione su quel Regolamento impolverato, vecchio di 9 anni e ancora da applicare nella parte che istituisce il Gruppo comunale, un veicolo evidentemente di costruzione e consolidamento del consenso nella naturale propensione dell’assessore e della sua parte politica.

L’idea del bando è un automatismo. Anche se è lo stesso Regolamento, continuamente richiamato nelle scartoffie, a stabilire le modalità di scelta e di nomina. Entrambe attribuite al sindaco su criteri stringenti e strettamente previsti quali le competenze specifiche in materia di Protezione civile. Si legge:  i volontari singoli o associati ed organizzati, devono aver frequentato con successo gli appositi corsi di formazione ed avere acquisto una cultura di Protezione civile. Ora, come e dove gli attivisti, i consiglieri comunali 5Stelle e i rispettivi coniugi, abbiano guadagnato competenze specifiche è forse scritto nelle valutazioni della commissione che li ha esaminati e che sarebbe interessante consultare. Anche se il bando grazie al quale sono stati individuati, recependo in via estensiva il Regolamento richiamato, allargava in modo difforme i requisiti alle «esperienze maturate in campo di Protezione civile, associazionismo, volontariato o altre esperienze che si ritengano utili all’espletamento di volontario di Protezione civile». Arrivando inoltre e incredibilmente ad escludere, in modo discordante con le leggi in materia di volontariato di Protezione civile, i soggetti che abbiano «riportato condanne penali», o «abbiano procedimenti penali in corso a proprio carico». Cattivi e retroscenisti crederebbero a un bando «tagliato» a misura dei volontari con esperienze di terzo settore in Africa,  magari per arricchire di competenze (e potere) il variegato mondo dei 5Stelle.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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