GUIDONIA – Tempi duri perfino per montare le luminarie e gli addobbi natalizi. Le vecchie (e nuove) regole estese in apposite linee guida per la organizzazione di mostre, sagre, eventi brevi come concerti all’aperto diventano l’ostacolo. Un dedalo di prescrizioni che richiama decreti regi del 1931, norme di recente attuazione che rigidamente richiamate delegano a chi organizza ogni responsabilità in ordine agli obblighi di garantire la sicurezza a cose e persone. Presupposti abbastanza noti già nei mesi passati, che avevano impedito l’apertura di storici eventi come il festival della musica celtica e la sagra della pinciarelle, cancellati tra le polemiche dopo anni di successi in termini di pubblico. Se repetita iuvant ora i due atti distinti pubblicati ieri sull’albo pretorio online del Comune di Guidonia Montecelio (su disposizione del dirigente alle Attività produttive, commercio e quanto altro Paola Piseddu) sembrano fatti apposta per scoraggiare l’ideazione e la realizzazione di manifestazioni nei luoghi pubblici o privati anche per l’anno prossimo.

Dura lex sed lex e allora ecco, per i più temerari, l’elenco delle tipologie di richieste da inoltrare negli uffici comunali. Si va dalle modalità analitiche per l’occupazione di suolo, alle autorizzazioni in merito allo smaltimento dei rifiuti, all’impatto acustico, per non parlare delle relazioni tecniche e quelle documentali fotografiche (a colori) sullo stato dei luoghi. Senza farsi mancare le fidejussioni bancarie o le polizze assicurative a garanzia dell’Ente che gli organizzatori o promotori di eventi dovranno sottoscrivere. Le prescrizioni riguardano anche le tempistiche, ogni richiesta deve pervenire almeno 30 giorni prima per consentire agli addetti comunali di condurre le verifiche sui progetti, che avverranno nei termini di legge.

Contestualmente la Guidonia delle regole ferree prende forma nelle luminarie natalizie, caso contingente e emblematico che rischia di annegare nel magma della burocrazia comunale. I commercianti si sono autotassati di 80 euro  per abbellire le vie dello shopping ma ancora la pratica non è chiusa. Qualcuno tra i negozianti commenta di una «amministrazione che ha creato e crea problemi di natura idiota, prima cerca aiuti per ravvivare la città è poi ti ostacola con l’immobilismo». L’8 dicembre è dietro l’angolo ma ancora non si vede luce.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.