GUIDONIA – I soldini in cassa ci sono. Circa 6 milioni di euro al 31 dicembre del 2017, importo da considerarsi “al lordo dei vincoli che sono in via di definizione presso al Ragioneria comunale”. Lo ha detto in aula consiliare il dirigente alle Finanze Maria Lombardi. Secondo una valutazione sommaria, un mese fa Aldo Cerroni, il candidato sconfitto alle elezioni comunali di un anno fa, aveva stimato in circa 10 milioni il saldo di cassa alla data in oggetto, soldi cash presenti sul conto corrente dell’Ente che possono essere spesi per fare fronte alle esigenze dei cittadini. Ma se le somme ci sono, allora perché non vengono pagati i fornitori e i professionisti?

Perché non vengono usati per liberare i conti dal soffocamento dei titoli esecutivi certi? Atti di precetto, pignoramenti verso terzi, decreti ingiuntivi, sono attualmente un centinaio i titoli certi a pesare sui residui passivi di bilancio, così come gli interessi galoppanti maturati dai creditori dal giorno di notifica, ai quali si devono aggiungere le somme per il pagamento delle spese legali, anche da mancata compensazione, cui quasi sempre l’Ente è stato condannato dai tribunali in ultima istanza. Ogni giorno che passa maturano nuovi debiti fino a prefigurare un danno erariale per l’Ente.

Per approfondire: Ne avevamo parlato qui Soldi, tanti soldi: in cassa un saldo attivo di 10 milioni cash ma il comune non spende. Né paga i creditori in possesso di titoli esecutivi. Danno erariale all’orizzonte, rischio abuso d’ufficio per chi non liquida

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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