REGIONE – Non solo i capoluoghi di provincia, adesso tutte le grandi o piccole città del Lazio potranno introdurre – con apposita delibera di consiglio comunale – l’imposta di soggiorno. Decidendo così di investire nella valorizzazione e promozione del proprio patrimonio artistico e monumentale, attirando i turistici e capitalizzando le entrate derivanti dai siti culturali. Tutto grazie alla approvazione della legge regionale di semplificazione e sviluppo (la numero 7 del 22 ottobre 2018), che attribuisce ai comuni del Lazio una «rilevanza turistica».

Ciò significa che tutti i Municipi, non più soltanto i capoluoghi di provincia e le unioni di Comuni, potranno applicare l’imposta si soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive del territorio di competenza. Lo ha deciso la Regione Lazio che in questi giorni ha inviato ai sindaci una lettera per comunicare l’opportunità loro offerta. «L’introduzione dell’imposta di soggiorno – scrivono dall’assessorato al Turismo – può costituire un’opportunità aggiuntiva di finanziamento degli interventi a sostegno del turismo e di recupero dei beni culturali e ambientali che ogni amministrazione può valutare al fine di contribuire alla valorizzazione del territorio e allo sviluppo economico della nostra regione».

 

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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