BURLONI alla Regione Lazio, si pensava scherzassero taluni consiglieri regionali, invece l’iter di approvazione corre veloce, e solo poche ore fa, se ne discuteva (ancora) in commissione Urbanistica alla Pisana, dove è partito «il primo ciclo di audizioni relativo alla proposta di legge sul recupero dei vani e dei locali seminterrati». La norma, di prossima discussione in consiglio regionale, servirà – fanno sapere i promotori – ai cittadini del Lazio a cambiare l’uso delle loro cantine, dei loro garage, dei loro magazzini in superfici residenziali, commerciali e direzionali». Così, alla Regione Lazio a trazione centrodestra, nasce la cultura dell’abitare nei seminterrati. Sottoterra. Come avviene in quelle parti del mondo che fanno da sfondo al film Parasite. La pellicola premio oscar nel 2020 racconta le «case sotterranee» di una metropoli sudcoreana. Vive lì la famiglia protagonista, in un minuscolo e sporco seminterrato di un quartiere povero e squallido che, come tanti nella realtà, diventano luoghi di emarginazione. Nel film lo scantinato si allaga, fuori dalla finzione succede spesso. E quando piove si contano morti e sfollati. Nelle «case sottoterra» vivono le fasce più povere della popolazione. Sarà così nel Lazio?. Nelle periferie romane o nelle città cintura dell’area metropolitana cresciute in deroga ai piani regolatori?.

La proposta di legge vedere prime firmatarie le consigliere regionali Laura Cartaginese (Lega) e Micol Grasselli (Fratelli d’Italia). Ne vanno orgogliose, e, giovedì 8 febbraiio, alla Pisana, hanno aperto la fase di discussione del testo di legge con le categorie professionali interessate, vale a dire gli Ordini professionali di architetti, ingegneri, geologi, costruttori interessati a sanare abusi edilizi esistenti. La norma, in linea di massima, stabilisce che cantine, seminterrati, garage e magazzini potranno diventare abitazioni in deroga a molte delle leggi vigenti sull’abitabilità. Previste anche agevolazioni e sgravi, come ad esempio il mancato versamento del contributo di costruzione. Un disegno di legge annoverato tra quelli sulla rigenerazione urbana, nella sostanza, però, una follia amministrativa che, dovesse approdare in consiglio ed essere approvato, getterebbe il Lazio nel caos rispetto alle politiche abitative e urbanistiche ma anche alle più elementari norme di sicurezza sul rischio idrogeologico. Lo scenario è quello del film Parasite.

Al momento, l’unica voce davvero contraria alla legge è stata del consigliere regionale del M5S Valerio Novelli, che non a caso ha parlato di accanimento contro «i più i deboli, che la destra vorrebbe stipare come topi, nelle cantine».«Si vogliono concedere una serie di deroghe ai regolamenti urbanistici per rendere abitabili locali simili a loculi, senza, tra l’altro, pagare alcun onere di costruzione. Da un lato un vero e proprio regalo a costruttori ed affini, dall’altro un caos urbanistico che penalizzerebbe le persone economicamente più fragili che non possono permettersi di vivere in un appartamento dignitoso».

All’inizio le proposte di legge erano tre per ciascuno dei partiti del centrodestra, sintomo di «quanto il tema fosse importante per chi, probabilmente, ha qualcosa da rendere a chi l’ha sostenuto».  Poi, le tre proposte sono diventate una. Un testo unico su cui, le prime firme, sono state di Grasselli e Cartaginese. Giovedì scorso, tra i tecnici intervenuti in commissione si notava la presenza dell’architetto Eligio Rubeis, l’ex sindaco di Guidonia Montecelio. «Da geologi, architetti, ingegneri e geometri di Roma e del Lazio è arrivato (ovviamente) un consenso generale per l’impianto del testo normativo e gli obiettivi che si prefigge, soprattutto per quanto riguarda il risparmio di suolo», scrivono in una nota stampa dalla Regione. «Anche se tutti i professionisti del settore hanno annunciato l’invio di proposte correttive, con lo scopo di rendere più facilmente applicabile la proposta. Fra i punti critici citati, le norme sul radom, quelle sui centri storici, sul rischio idrogeologico, sulle altezze minime e sulla quota fuori-terra dei seminterrati».

Nelle realtà metropolitane di Roma, come le località di Setteville Nord e Marco Simone di Guidonia, o Tor Lupara e Santa Lucia di Fonte Nuove, questa tipologia di locali sono già utilizzati ai fini residenziali e, pertanto, la proposta di legge agevola la sanatoria di situazioni preesistenti. Va bene ai costruttori che hanno realizzato vani abusivi che potranno regolarizzare e mettere sul mercato. La legge va contro l’obiettivo di aumentare l’offerta di spazi abitativi di qualità a costi accessibili, contribuendo così a rendere le città sostenibili. Con questa norma, la Regione Lazio va in tutt’altra direzione. (foto di copertina presa dal web)

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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