GUIDONIA – Quattro disinfestazioni l’anno che Tekneko non avrebbe nemmeno fatto. Almeno stando alle informazioni pubblicamente divulgate in commissione Scuola ieri l’altro da un consigliere dei 5Stelle. In effetti, nel contratto sottoscritto tra Ente e azienda nel 2015, è indicato il numero esatto degli interventi obbligatori e già in conto all’amministrazione. Altri, eventualmente richiesti per esigenze sopraggiunte, sono invece da prevedersi a parte. Attraverso specifici impegni di spesa assunti del settore competente: l’Ambiente. Insomma, se in un quartiere tra i nove che compongono una città di 100mila abitanti, ad un certo momento si fosse resa necessaria una disinfestazioni extra contratto – 4 l’anno è un numero di per sé irrilevante – il Comune avrebbe dovuto attingere alla spesa corrente. A Villanova ad esempio sono state decine le richieste avanzate dai cittadini durante l’estate ai consiglieri 5Stelle eletti nel quartiere, la risposta – ne hanno raccontato su facebook – era solo una: non ci sono i soldi.

Montecelio, Setteville e Guidonia, ancora Colle Fiorito sono le circoscrizioni che pure hanno denunciato una inefficacia, o insufficienza degli interventi di disinfestazione, finché nel Borgo a fine ottobre non si è registrato un caso di chikungunya, malattia virale trasmessa dalla cosiddetta zanzare tigre (leggi qui), rendendo necessaria una disinfestazione extra contratto in un raggio di trecento metri dal punto di contagio. Trecento e rotti euro la spesa, determinata e liquidata a Tekneko con relativo atto pubblico a fine ottobre. Non dopo un fitto scambio di note tra settori della pubblica amministrazione, funzionari e addetti al controllo sul rispetto del contratto con l’azienda. Una procedura figlia di una burocrazia asfissiante che ha rallentato la bonifica di giorni dal momento dell’allerta Asl, nonostante l’irrisoria entità alla spesa. Che se prevista preventivamente avrebbe potuto, in una condizione non emergenziale, evitare l’insorgenza del caso virale e dare sicurezza ai cittadini. Però non c’erano i soldi né programmazione e non si voleva investire al di fuori delle clausole contrattuali finché non c’è scappato il malato.

Ora che l’affaire è scoppiato la chiarezza sarebbe d’obbligo. Quattro disinfestazioni di routine sono poche e secondo fonti interne allo stesso movimento 5Stelle nemmeno sono state fatte. Eppure c’è un addetto che dovrebbe controllare che l’azienda rispetti il capitolato d’appalto e il relativo contratto in ogni sua parte. Si tratta di un consulente che l’Ente, a cura dei propri interessi, ha individuato nell’ingegner Michele Di Pasquale (leggi qui), figura alla quale vengono corrisposti 50mila euro l’anno per due di contratto. E che dovrebbe essere chiamato a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che le quattro disinfestazioni sono state effettuate e con efficacia, smentendo i cittadini che lamentano il contrario e certa stampa che dà loro retta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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