Guidonia – Una Variante urbanistica la ricetta contro «la fuga dei cervelli»: parola di Paolo Ruggeri, assessore
GUIDONIA – «Noi abbiamo l’ambizione di ridurre di un punto, un punto e mezzo in percentuale e incrementare l’occupazione. Come? Anche con delibere come questa». È un fiume in piena Paolo Ruggeri, poco più di anno fa (era l’11 febbraio 2024) collocato da Mauro Lombardo nella casella di giunta dell’Urbanistica: nella Guidonia dell’espansione edilizia un settore da sempre strategico. Il quale, negli ultimi mesi (temporalmente coincidenti con il mandato di Ruggeri) ha lavorato alacremente alla stesura di una delibera, portata in aula e illustrata dall’assessore un attimo prima di essere consegnata al gradimento del consiglio comunale. Succedeva nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 12 giugno. Quando, nell’accorato appello, il delegato di Lombardo a gestire le faccende del mattone, con il cuore in mano, svelava il nobile e principale obiettivo di quell’atto amministrativo: impedire la fuga dei cervelli dalla terza città del Lazio. Come? Creando le condizioni per impiegarli in una futura struttura logistica (modello Amazon o Bartolini) figlia della delibera portata in discussione (NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Politica e mattone, si torna a mordere il mercato. Pronta la Variante di Prg: 15 ettari agricoli per la Logistica. Una Variante urbanistica che, cambiando la destinazione d’uso, ha consegnato (con ogni probabilità) 15 ettari di agro romano (in località Riserva delle Tavernucole) ad uno dei colossi dell’e-commerce – quale al momento non è dato sapere – sui cui avviare una attività industriale produttiva (capannone) di «55mila metri quadrati lordi» più pertinenze: ancora parole dell’assessore.
Una certezza però c’è. La proposta di Variante urbanistica interessa direttamente la Edil Moter. Una società molto attiva a Guidonia Montecelio sia sul fronte degli appalti pubblici legati ai fondi del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) ai quali ha partecipato, spesso aggiudicandoseli, sia per operare in proprio con dirette attività imprenditoriali: sono i casi del Tmb dell’Inviolata voluto da Manlio Cerroni e costruito con il contributo dell’azienda di Mauro Ceci, dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Albuccione di proprietà della stessa Edil Moter. Ora, grazie alla delibera Ruggeri, licenziata dall’aula a maggioranza dei voti, la società si è intanto assicurata una importante plusvalenza. Data dal valore incrementato dei terreni a destinazione agricola, diventati edificabili a vocazione industriale produttiva grazie ad una semplice alzata di mano. Qualcuno azzarda perfino un’attribuzione del nuovo valore: 45milioni di euro. Una operazione che somiglia ad altre condotte in porto nel passato. Stessi metodi, identiche trasformazioni. Il ricordo non può che andare all’Inviolata di inizio nuovo millennio (era il 2003). Quando i cambi di destinazione d’uso previsti in altrettante varianti urbanistiche, fecero schizzare alle stelle il valore delle nuove aree industriali, cedute al colosso Bartolini e a Manlio Cerroni. In quest’ultimo caso con la mediazione determinante tra cessionario (il latifondista Carlo Todini) e i nuovi acquirenti svolta da Paolo Morelli, all’epoca segretario cittadino della ex margherita, imprenditore di suo nel settore estrattivo, soprattutto mentore politico di Paolo Ruggeri, l’uomo a sostegno della componente civica rappresentata nell’attuale consiglio comunale dalla lista «Guidonia Montecelio Domani» di Aldo Cerroni e Mauro De Santis.
La delibera Edil Moter doveva passare dall’approvazione dell’assemblea potendo contrare su ogni singolo voto utile? Parrebbero essere andate così le cose. Questo spiegherebbe l’accoramento assunto dall’assessore nel suo intervento. Le cui parole val la pena leggerle integralmente di seguito, autopolemica compresa.
Cosa ha detto Ruggeri ieri in aula
«Guidonia è una città a vocazione industriale, produttiva, lavorativa – ha detto -. Noi abbiamo circa il 70% di pendolarismo in uscita, con la cementeria ridotta ai minimi termini, l’aeroporto che sono andati via importanti enti come il comando generale della scuola, con le cave che ormai lavorano a ritmi ridotti, non abbiamo una grande capacità di occupazione. E allora questa amministrazione, già nel 2017, 2018, 2019 che poi l’abbiamo perfezionata noi nel 2022 ha deciso, ha deciso, e allora bisogna che qualcuno se ne renda conto e accetti queste cose, non chiediamo le battute di mano e taccia, taccia per sempre. Noi abbiamo l’ambizione di ridurre di un punto, un punto e mezzo percentuale e incrementare l’occupazione anche con questa delibera […] Guidonia si può salvare solo se la rendiamo attrattiva e portiamo avanti uno sviluppo ordinato e sostenibile, solo così ne possiamo uscire, sennò anche noi abbiamo la fuga dei cervelli. Quanti bravi ragazzi, oggi, io direi diverse decine, hanno deciso di andare a Stoccolma, all’estero, nel nord est europeo proprio perché non ci sono sbocchi. Non perché noi dobbiamo con questa delibera tene’, come dire, i nostri ragazzi»… Però il senso era quello.
I benefici collettivi derivanti dalla trasformazione urbanistica
Ruggeri ha tenuto a spiegare che non ci saranno solo i benefici economici (molto importanti) del privato proprietario delle aree ma anche della collettività. L’assessore parlando della convenzione appena improntata dagli uffici, sul punto di essere sottoscritta con Edil Moter, ha ricordato che il Comune di Guidonia Montecelio introiterà dalle opere di urbanizzazione un totale di 1.675.000 di euro, una metà di oneri concessori e un incremento dell’Imu (Imposta municipale unica) nel Bilancio dell’Ente, i cui proventi potranno essere riutilizzati per interventi di pubblica utilità come le riparazioni delle buche. Insomma, ha decritto i termini della Variante urbanistica, un affarone per la collettività oltre ai futuri benefici lavorativi che dovrebbero frenare la fuga dei cervelli guidoniani verso Stoccolma. Un intervento appassionato, a tratti polemico di una polemica, però, che nessuno aveva sollevato, quantomeno in aula. Un caso di excusatio non petita, accusatio manifesta?. È un proverbio latino che significa scusa non richiesta, accusa manifesta. In italiano è anche conosciuto come chi si scusa si accusa. Indica che se non hai niente di cui giustificarti, non devi giustificarti. Se ti scusi senza che nessuno te lo chieda, stai implicitamente ammettendo qualcosa.
