TIVOLI – La comprensione del pensiero tradotto in parole di Laura Cartaginese non è mai facile, men che meno lo è stata dell’ultima comunicazione giunta ai followers qualche ora addietro tramite Facebook. Una richiesta-appello, partita all’indirizzo dei vertici nazionali del Cdx, affinché si occupino della crisi, da lei localmente aperta, sulla designazione del candidato sindaco di coalizione. Ecco cosa ha scritto: 

«Colgo il delicato momento per ribadire quanto io creda nella politica territoriale, troppe volte ignorata nei tavoli di trattativa cari ai vertici nazionali del centrodestra. Ecco perché invito i ‘vertici nazionali’ perché intervengano personalmente nelle vicende. Perché il territorio non è solo un serbatoio di consenso da visitare sotto scadenze elettorali. Ecco perché urge riaprire il confronto, e i connessi tavoli per intese provinciali e regionali. Come s’usava nella buona e vecchia politica».

Cartaginese, è fatto noto, ha tentato in tutti in tutti i modi di imporre agli alleati il nome di Emanuele Di Lauro, civico presidente del consiglio comunale a maggioranza Proietti, ricevendo indietro il secco «no» di Forza Italia, Fratelli d’Italia e di 4 liste civiche d’area, che, contestualmente convergevamo come Cdx sul coordinatore cittadino di FdI Marco Innocenzi, presentato alla stampa ormai quasi un mese fa (era il 15 febbraio): è lui il sindaco in pectore per la coalizione e fine dei giochi.

La presentazione del candidato sindaco del Cdx Marco Innocenzi lo scorso 15 febbraio

 

Una scelta figlia di una conventio ad excludendum sulla figura di Di Lauro, viziata secondo Cartaginese da preconcetti insuperati, che rischiano di lasciare la Lega fuori dal Cdx, isolandola in vista delle elezioni dei prossimi 8 e 9 giugno. Anche se, va detto, il partito di Salvini localmente è molto cambiato negli ultimi mesi proprio nella prospettiva delle urne. Arrivando ad arruolare, sotto la regia di Cartaginese, non solo Di Lauro, ma due assessori e altri 5 consiglieri della attuale maggioranza civica di Giuseppe Proietti ancora in carica come Alessandro BaldacciFederica UnisoniSimonetta D’Ignazi, Gabriele Terralavoro, Paola Sordini, oltre agli assessori Maria Luisa Cappelli Domenico CecchettiUna lega diventata un Proietti ter per il resto del centrodestra, indicatore di una continuità con l’attuale amministrazione da cui prendere le distanze. Una regola ad excludendum non accettata dalla consigliera regionale, capogruppo del Carroccio alla Pisana. Un tira e molla andato avanti per giorni, passato per i «pizzini» inviati da Cartaginese agli alleati dal tenore (politico) minatorio, reiterati qualche ora fa: attenzione, sembra scrivere tra le righe Cartaginese rivolgendosi ai vertici nazionali: se non tutelerete i «nuovi leghisti», queste figure a me vicine che ho convinto ad entrare nella Lega, poi non avrete da lamentarvi per il  proliferare di liste civiche, spendibili a destra quanto a sinistra. All’occorrenza anche con il Pd di Marco Vincenzi, l’amico ex capogruppo del Pd al consiglio regionale, sintonico (dai tempi) con Cartaginese nonostante i diversi schieramenti. Per alcuni attenti osservatori dei fatti tiburtini, la leghista si starebbe precostituendo un alibi per collocare almeno una parte del suo gruppo a fianco del candidato sindaco del Partito democratico, attraverso l’uso di liste civiche civetta.

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Il fatto certo, ad oggi, è che Laura Cartaginese perseveri nella richiesta di una riapertura delle trattative interne al Cdx. Trovare spazio al suo Proietti ter sembra la strada maestra, nel triangolo territoriale attualmente all’attenzione del tavolo regionale di coalizione, che dovrà definitivamente indicare i candidati sindaco nei tre più importanti Comuni della provincia di Roma chiamati al voto: Tivoli, Monterotondo e soprattutto Civitavecchia. Quest’ultima particolarmente attrattiva per gli ingenti fondi (500milioni) di soldi del PNRR da gestire in project financing con investitori privati per la costruzione di un porto turistico. L’uscente Ernesto Tedesco, sindaco leghista eletto nel 2019, è dato sulla via del tramonto come certe vecchie glorie da film. Al suo posto, il plenipotenziario nel Lazio per Fratelli d’Italia, l’assessore al Bilancio e consigliere regionale Giancarlo Righini, ha trattato per mettere uno dei suoi. Una settimana fa l’annuncio: fin qui posso dire che il candidato sindaco sarà di FdI. Una fase sfruttata da Cartaginese per tentare di riaprire  le danze nella sua Tivoli. Dove, per logica spartitoria, l’equivalente sarebbe in quota Lega. Nei desiderata della Nostra così è. Anche se, dicono i locali di Forza e Italia e FdI il nome di Marco Innocenzi è blindato da Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida in persona. Difficile a questo punto rimetterlo in discussione. Semplicemente, Cartaginese farebbe manovre per fare digerire agli alleati una lista della Lega con le sembianze di Proietti. Una soluzione però antitetica e incompatibile con il programma del Cdx, nato sulla discontinuità a Proietti e alla sua squadra di assessori e consiglieri ancora in attività. Mentre il tempo passa, Cartaginese non sembra voler demordere. Continua a postare foto dei sui acquisti neoleghisti, accompagnate da slogan sibillini quanto privi di significato come «andiamo avanti per il bene del nostro territorio». Ma anche lo sguardo a sinistra e a Vincenzi potrebbe complicarsi per la consigliere regionale alla disperata ricerca di una collocazione. È di oggi l’annuncio delle Primarie di coalizione che guardano a un «campo larghissimo», sul modello abruzzese, fatto dal Pd che intanto scommette su Teo Russo.Le aperture a sinistra e al M5s da parte dei Dem, escluderebbero automaticamente qualunque coinvolgimento del gruppo Cartaginese anche sotto le mentite spoglie del civismo. Una condizione di isolamento totale per Cartaginese e i suoi?. Si vedrà. (immagine di copertina presa dal web)

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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