Guidonia – Solo «false accuse, calunnie e diffamazioni»: parola di Mauro Lombardo. E la missiva shock finisce in Procura
GUIDONIA – Il dirigente dell’Ambiente «non si sentiva tranquilla» nell’affidare la chiacchierata gara dei rifiuti del valore di 100 milioni alla Cuc (Centrale unica di committenza) della IX Comunità del Lazio e per questa ragione, in assenza di un atto di indirizzo della giunta, ha scelto motu proprio la stazione appaltante della Città metropolitana di Roma. È solo una delle strabilianti rivelazioni del sindaco Mauro Lombardo, intervenuto in aula nel corso del consiglio comunale di martedì 30 settembre sulla ormai famosa (e dirompente) missiva vergata e protocollata dall’ex funzionario comunale Salvatore Mazza, padre dell’assessore all’Ambiente Andrea (NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Amministrazione Lombardo, gravi irregolarità e abusi di potere: le denunce shock arrivano dal padre dell’assessore).
Una lettera, sono ancora parole del sindaco, dove «circostanze, considerazioni, illazioni che vengono riportate in quella missiva dicono qual è la società che vincerà l’appalto, c’è scritto che è già deciso chi sarà il presidente di gara, di più: che l’ho deciso io» […] «C’è scritto il nome di una società indicata come quella che deve vincere la gara, e Dio non voglia – ha aggiunto – che questa società sia proprio tra i partecipanti». I termini per la presentazione delle offerte, è nostra cura ricordarlo, sarebbero scaduti mercoledì 1 ottobre, ossia a 24ore di distanza dalle esternazioni in consiglio comunale di Mauro Lombardo. Il quale ha voluto sottolineare di non essere comunque sicuro che questa missiva non rappresenti lo stesso «un potenziale turbamento, una potenziale turbativa d’asta. È anche per questo l’ho istantaneamente trasmessa alla Procura della Repubblica».
Ma perché il dirigente, avrebbe avuto dei dubbi sulla Cuc, ente convenzionato con il Comune di Guidonia Montecelio per svolgere le gare dal lontano 2021 e che di recente ha preso in carico l’altro importante appalto sull’affidamento in concessione dei tributi ? Per Lombardo «questo dirigente che si è fatto le ossa in tanti Comuni, ed è stato apprezzato in tanti Comuni, quando ha letto che questo Comune aveva una convenzione con la Cuc dei Monti Lucretili, tiburtini, con poche persone che caricano le gare per tutto il Comune, e lasciano ai Comuni per convenzione di dover svolgere la gara in proprio, decidendo tutto e nominando la commissione di gara, quel dirigente ha detto non mi sento tranquillo. Una gara di 90 milioni a casa mia si fa fare alla Città Metropolitana di Roma, l’Ente sovraordinato diretto, strutturato e con una stazione appaltante estremamente qualificata, gestito in modo egregio da più di 10 anni dal Partito democratico e lo decideranno loro chi fa il presidente e come sarà composta la commissione e ci dirà chi ha vinto».
Secondo il sindaco è stata dunque una fortuna l’essersi affidati alla CMRC in tempi non sospetti, prima della lettera accusatoria inviata da Salvatore Mazza, in quanto – sono ancora parole di Lombardo rivolte ai consiglieri – «immaginate cosa avrei dovuto rispondere se avessimo scelto la Cuc dei Monti Lucretili, Tiburtini e Prenestini e poi vi avessi dovuto dire oggi qui, scegliamo la commissione di gara. Sapete chi avrebbe deciso la commissione? Il dirigente di cui nella missiva si dice che ha già deciso la gara. Provate ad immaginare con quale leggerezza avrebbe assunto decisioni». Lombardo ha dunque indugiato sul «lavoro pericoloso del sindaco», esposto a chiacchiere, calunnie e diffamazioni destinate inevitabilmente a creare «un clima di sospetto». Così, poche ore dopo aver ricevuto la missiva, Mauro Lombardo ha detto di averla immediatamente inoltrata alla Guardia di Finanza «prima via Pec e poi con una consegna brevi manu», recandosi direttamente dall’autorità giudiziaria per «tutte le determinazioni e gli approfondimenti del caso rispetto ai quali non ho alcuna preoccupazione ma non ho neppure voglia di non approfondire».
Una lettera dove ci sono nomi e cognomi, «rappresentazioni di comportamenti altrui che configurano reati, che per quello che posso sapere, per quello che io conosco, per la valutazione che posso fare in piena scienza e coscienza, nel pieno delle responsabilità che devo assumere, io considero tutte false, nessuna esclusa. In questo giudizio – ha spiegato ancora Lombardo – sono corroborato dalle altre persone che sono colpite da queste accuse, che hanno preso in considerazione e attivato i meccanismi che l’ordinamento giudiziario consente a tutela della loro onorabilità». Insomma, il dossier sulla chiacchierata gara dei rifiuti è ora all’attenzione dell’autorità giudiziaria.
