GUIDONIA – Quelli nominati un anno e mezzo fa «sono eccezionali, per questo mi sento di ringraziarli tutti senza però escludere di rimaneggiare la giunta. Qualche assessore che ha lavorato bene potrà essere sostituito da un assessore che io penso possa lavorare meglio». Le parole del sindaco Mauro Lombardo, sgorgate come un fiume in piena alla vigilia di Capodanno nell’aula rovente del consiglio comunale, continuano a  riecheggiare nelle stanze del potere di Palazzo Guidoni. Non senza effetti. I postumi del brindisi e qualche malanno di stagione, hanno dilatato i tempi del chiarimento in maggioranza, ma i bene informati raccontano di tensioni alle stelle nei sottogruppi di consiglieri che potrebbero assistere alla «rimozione» del proprio assessore di riferimento dalla giunta. La domanda che corre di voce in voce è solo una: chi rischia il posto e, con esso, l’indennità ancora più ricca (per i vertici politici degli enti locali) dopo gli aumenti scattati dal primo gennaio?.

Tensioni in maggioranza, si intravede una maggioranza alternativa

Lombardo in consiglio comunale ha detto anche altro. Spiegando intanto che intende agire nella formazione della nuova giunta «senza condizionamenti». «Se il cambio di qualche assessore produrrà allontanamenti o avvicinamenti nella maggioranza – ha dichiarato –  lo considererò un effetto collaterale inevitabile ma dal quale non voglio essere condizionato perché non faccio le giunte con il “Manuale Cencelli“. Le faccio tenendo presente che gli assessori devono avere competenze e rappresentatività e questo mix deve stare più dalla parte della competenza». C’è poi la questione legata al metodo con il quale intenderà procedere il primo cittadino per arrivare al rimpasto. Non è chiaro se Lombardo, già nei prossimi giorni, deciderà di ritirare le deleghe, azzerare la giunta. La cosa abbastanza certa è che sta lavorando per trovare «assessori molto bravi su cui cercare una maggioranza che li supporti, non necessariamente quella uscita dalla urne».

Nelle parole del sindaco il momento difficile

Lombardo non ha nascosto il «il difficile momento che attraversiamo, e i pericoli insiti nella fase che sto aprendo, la mia serenità sta nel fatto che l’obiettivo che voglio perseguire non è politico, non penso al Partito democratico o alla soddisfazione di Fratelli d’Italia (il primo è dato in uscita, il secondo in entrata ndg) o delle liste civiche ho contribuito a formare e aggregare, il mio interesse è l’efficacia dell’azione amministrativa».

Chi rischia il posto e la ricca indennità

Con il Pd formalmente fuori dalla maggioranza (e dalla giunta), il posto dell’assessore al Bilancio Alberto Cuccuru – su quella poltrona in rappresentanza dei democratici – sarebbe il maggiore a rischio. Tuttavia, l’avvocato ed ex candidato sindaco di Pd e M5S, continua ad avere dalla sua le competenze. Difficile farne a meno per Lombardo. Coi numeri delle finanze Cuccuru è stato più che bravo, l’unico a brillare in un esecutivo modesto di titoli e curricula. Intoccabile?. Quasi. Gradito (pure) al capogruppo di Fratelli D’Italia Adalberto Bertucci, grande teorico (e stratega) della nuova maggioranza allargata al suo partito.

A fare parecchio gola c’è anche l’assessorato all’Ambiente. In attesa di sciogliere i nodi sull’appalto più ricco (oltre 67 milioni di euro) dell’igiene urbana, la poltrona occupata dalla civica renziana Paola De Dominicis è la più desiderata dagli assetti, anche perché somma la delega di vice sindaco. L’equivalente di una indennità complessiva (lorda) mensile di 4.376 euro per il fortunato/a che dovesse accaparrarsela. Stesse motivazioni per le quali, De Dominicis, difenderà con le unghie le sue cariche. Altro nome dato in bilico  è anche quello di Stefano Salomone, il civico espressione del duo di consiglieri Alessia Croce e Maurizio Remoli, lista «Guidonia Montecelio Domani» e tanta vicinanza a Fratelli d’Italia (nella corrente di Fabio Rampelli). Nell’attuale giunta ormai al capolinea, Salomone si occupa di Personale e Commercio, è considerato da Lombardo tra quelli che hanno «lavorato bene e potrà essere sostituito da qualcuno che io penso possa lavorare ancora meglio»?. Si vedrà. C’è poi la cadrega dell’assessore all’Urbanistica Anna Mari ad essere bollente. Il settore è bloccato su se stesso e non funziona sono i giudizi maggiormente gettonati in città, ed è l’operato dell’avvocato (con un trascorso negli scout) a finire costantemente sotto i riflettori della critica. I suoi sostenitori (più o meno convinti) provenienti dalla lista «Città Nuova» dei consiglieri Michele Venturiello, Arianna Cacioni e Andrea Mazza potrebbero abbandonarne i destini e affidarsi a nomi altrettanto qualificati ma più tecnici nella materia dell’Urbanistica. Ma a rischio, in caso di azzeramento della giunta, ci sono i posti (e le indennità dal primo gennaio schizzate a 3.726 euro mensili) degli assessori Cristina Rossi (Servizi sociali); Michela Pauselli (Cultura); Mario Proietti (Lavori Pubblici). Proprio quest’ultimo settore (ma anche l’Urbanistica) sembra particolarmente appetibile e conteso dai gruppi di potere rappresentati in consiglio comunale. 

Su le indennità di funzione per tutti

L’ultimo scatto di stipendi per la politica arriva quest’anno. Sindaco e giunta riceveranno un’indennità pari al doppio rispetto a quella percepita dagli amministratori fino al 2021. Gli aumenti sono stati progressivi e, a cascata, anche le retribuzioni dei consiglieri comunali beneficeranno di un aumento. È l’effetto della legge di Bilancio 2022 voluta dall’allora governo Draghi. Una norma che riguarda tutte le amministrazioni dei Comuni italiani e che si basa sul principio che la retribuzione del primo cittadino sarà parametrata su quella del presidente di Regione, in relazione alla popolazione del Comune. Ecco allora che il sindaco di Guidonia Montecelio, fino al 31 dicembre 2021, prendeva una indennità di funzione di 4.130,66 euro, passata a 4.840 nel 2022, e a 6.210 dal 1 gennaio 2024. Il presidente del consiglio e gli assessori (l’indennità è la stessa) sono passati dai 2.478 euro lordi mensili del 2021, ai 2.903 del 2022, per arrivare ai 3.726 previsti dal primo gennaio 2024. L’assessore con delega di vicesindaco è, come detto, abbondantemente sopra i 4mila euro mensili di indennità complessiva. A cascata, i gettoni cumulativi dei consiglieri comunali sforeranno, sempre dal dal 1 gennaio2024, il tetto dei 1.300 euro mensili.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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