MENTANA – Lo spazio era stato strappato in extremis a una attività che lo avrebbe usato per scopi commerciali. Il contratto di locazione era pronto e l’amministrazione dell’epoca, subentrata agli scandali dei primi anni ’90 del secolo scorso, faticò non poco a destinare invece la Galleria Borghese a fini collettivi. Mantenendola nella disponibilità del patrimonio comunale. L’allora sindaco Luigi Cignoni e l’assessore alla Cultura Sergio Barbadoro, consegnarono così lo spazio ad anni di intensa attività comune. Con nostalgia li ha ripercorsi sui social Marcello Ciabatti, maestro dell’arte raffigurativa, anchorman, organizzatore di eventi culturali quali mostre, premi letterari. Chiunque di noi può dire di avere partecipato almeno una volta alle sue iniziative. Ora, la Galleria Borghese come l’abbiamo conosciuta, non esiste più. Trasformata in museo archeologico. Il Mucam – Museo Civico Archeologico di Mentana e dell’Agro nomentano – definito dall’assessore alla Cultura di oggi, la civica Barbara Bravi, un vero gioiello. «Una struttura – ha avuto modo di dire –  per valorizzare al massimo gli eccezionali reperti presenti nel territorio comunale di Mentana». Il Mucam è stato appena inaugurato ma i mentanesi non gradiscono. E rivogliono la Galleria Borghese aperta per le mostre, le sagre, i premi letterari.

La Bravi ha giustificato la scelta con la necessità di far uscire i reperti archeologici «da quel sottoscala buio e inaccessibile ai più perché sconosciuto e non visitabile» che era la sede della biblioteca comunale.Non è così ha replicato Roberto Tomassini, storico e studioso dell’arte, un passato di assessore ai Servizi sociali in quell’amministrazione Cignoni che la Galleria l’aveva destinata a spazio aperto per il mondo della Cultura. «I reperti si trovavano conservati (sottolineo conservati) in una sala della biblioteca perché già in passato era stato istituito un antiquarium all’interno della biblioteca stessa intitolato a Roberto ed Enrico Paribeni come del resto dimostra una targa all’ingresso della biblioteca – scrive Tomassini -. Semmai era stato trascurato e va bene. Il loro lavoro (degli attuali sindaco e assessori ndg) è stato solo quello di spostarli da un posto ad un altro ossia la galleria Borghese e secondo me non poteva esserci posto più inadatto per allestire un Museo». Sui reperti, Tomassini ha ricordato il caso dell’antico sarcofago che si trovava al Carnale ed era usato come abbeveratoio per le bestie. «L’allora ispettore onorario della Soprintendenza Eugenio Moscetti dovette chiamare i carabinieri perchè il proprietario che lo deteneva (illegalmente) si rifiutava di lasciarlo. Fu un’avventura. Insomma non è che sono venuti i salvatori della patria anche prima di loro c’era chi lavorava e si dedica alla cultura e alla ricerca». 

 

 

Voci autorevoli che si uniscono ai cittadini comuni che rivogliono la Galleria Borgese di prima. Quel Mucam proprio non piace. «Io dico solo che rivoglio la mia Galleria Borghese e come me tanti altri cittadini – scrive su Facebook Elisabetta, e riferendosi al sindaco Marco Benedetti e alla Brava aggiunge -. Si devono pure sbrigare a rimettere le cose a posto. Non credo possano sempre fa’ come gli pare e piace …senza tener conto dei cittadini…. chiedo a chi sa meglio di me, cosa possiamo fare?». L’idea per ora è quella di una petizione.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

2 Commenti
  • Marcello Ciabatti

    Grazie cara Elisabetta hai interpretato magistralmente il pensiero di tanti cittadini che in questi giorni mi hanno espresso le stesse considerazioni… speriamo bene. Un caro abbraccio

    Novembre 13, 2020
  • Tomassini Roberto

    Ciao Elisabetta. Grazie per la citazione nel tuo interessantissimo blog …. Non vuol essere una sterile polemica, ma mi è sembrato giusto fare alcune precisazioni

    Novembre 14, 2020

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