ANCHE i rifiuti possono essere fonte di contagio da Covid-19, per questo motivo la Regione Lazio, attraverso una ordinanza contingibile e urgente a firma del presidente facente funzioni Daniele Leodori pubblicata ieri 25 marzo sul Bollettino ufficiale, stabilisce i modi per trattare «i rifiuti provenienti dalle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena obbligatoria» e che «siano prioritariamente avviati a incenerimento senza alcun trattamento preliminare», secondo le disponibilità fornite dell’impianto di San Vittore del Lazio. In alternativa, tali scarti domestici, potranno essere trattati nei Tmb purché ne «garantiscano l’igienizzazione durante il trattamento meccanico biologioco». Soprattutto a garanzia della salute dei lavoratori. Il codice Cer attribuito a questi rifiuti è il 200300, ossia «altro rifiuto urbano». Che da subito dovrà essere escluso dai mastelli della raccolta differenziata, quindi sottratto alle normali modalità di raccolta, sotto la responsabilità degli stessi cittadini. Quindi, l’ordinanza Leodori, dispone che siano i sindaci, con l’adozione di provvedimenti ciascuno per il comune di competenza, a stabilire i modi di svolgimento del servizio «differenziato» da garantire a malati e soggetti in quarantena, come stabilito dalle direttive in tempi di emergenza da Covid-19. La Regione invita infine i Comuni a concordare con le aziende di gestione l’ igienizzazione di tutti cassonetti.

Quindi, chi è positivo al tampone o in quarantena obbligatoria, deve smettere di fare la raccolta differenziata. Gli altri possono continuare a farla come sempre, usando però l’accortezza, se raffreddati, di smaltire i fazzoletti di carta nella raccolta indifferenziata.

Per chi è positivo al virus o in quarantena. Non differenziare più i rifiuti domestici. Tutti i rifiuti (plastica, vetro, carta, umido, metallo) vanno gettati nello stesso contenitore per la raccolta indifferenziata, inclusi fazzoletti, mascherine, guanti e salviette monouso. Utilizzare due o tre sacchetti possibilmente resistenti (uno dentro l’altro) all’interno del contenitore utilizzato per la indifferenziata, se possibile a pedale. Chiudere bene i sacchetti indossando guanti monouso, senza schiacciarli, utilizzando dei lacci di chiusura o nastro adesivo e non far accedere gli animali da compagnia nel locale in cui sono presenti i rifiuti. Una volta chiusi i sacchetti, i guanti usati vanno gettati nei nuovi sacchetti preparati per la raccolta indifferenziata (due o tre sacchetti possibilmente resistenti, uno dentro l’altro). Lavare subito dopo le mani e far smaltire i rifiuti ogni giorno come con un normale sacchetto di indifferenziata.

Per chi non è positivo e al tampone e non è in quarantena. Continuare la raccolta differenziata come fatto finora. Gettare nell’indifferenziata mascherine, guanti e, in caso di raffreddore, anche i fazzoletti di carta. Per i rifiuti indifferenziati utilizzare due o tre sacchetti all’interno del contenitore abitualmente utilizzato, chiudere bene il sacchetto e smaltirlo normalmente.

Elisabetta Aniballi
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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