GUIDONIA – A finire sotto la lente degli osservatori non è solo il sindaco (il 5Stelle Michel Barbet) che annunciava con anticipo sospetto il nome del vincitore, prima che la determina di affidamento nell’incarico venisse firmata e pubblicata. Ma anche i comportamenti della fortunata Ilaria Morini, nuovo sovrintendente alle attività culturali del museo civico archeologico Rodolfo Lanciani. Raccontata dagli astanti – nel giorno della riapertura del sito (sabato 10 novembre) – già munita di discorso scritto con tanto di convenevoli di rito e ringraziamenti. Eppure nessun atto dell’amministrazione guidoniana l’aveva ancora incoronata. Gli esiti della selezione pubblica per titoli, progetti e colloqui avrebbero preso corpo amministrativo solo il 12 con la firma del dirigente. Fatte proprie le decisioni della commissione, i risultati venivano quindi pubblicati sull’albo pretorio online dell’Ente il 14 novembre producendo i necessari effetti di legge. Ogni anticipazione sindacale, come i convenevoli  manifestati anzitempo da Morini, gettano dunque un’ombra sulla legittimità dell’intera procedura di affidamento. Tirando in causa non solo Michel Barbet (e il modo in cui sia venuto a conoscenza di esiti di selezioni non ancora definiti), ma anche la vincitrice.

Un punto focale di questo vero e proprio giallo sul quale intendono fare chiarezza alcuni dei sei esclusi. In corsa per l’incarico ma «bocciati» dalla commissione di valutazione. I non vincitori che, convinti di avere maggiori titoli e esperienza per dirigere il museo civico archeologico di Montecelio, stamane hanno protocollato richiesta di acceso agli atti. Pretendono di sapere, attraverso i verbali commissariali, come sia stato possibile affidare l’incarico a un conservatore e storico dell’arte, che non annovera però tra le proprie competenze quella di archeologo. Convinti così di poter avanzare richiesta di riapertura dei termini del bando, in caso contrario pronti a impugnare l’intera procedura in sede di giustizia amministrativa.

L’affidamento a Ilaria Morini, conservatore, restauratore e insegnante di lettere, non piace nemmeno alla Soprintentenza. Che nei giorni scorsi ha alzato la voce con il sindaco, contestando a Barbet la scelta di un non archeologo alla guida del museo. I reperti conservati nel sito sono infatti di proprietà esclusiva dei Beni culturali che ne dispongono la conservazione e l’utilizzo. Per ora le teche contenenti i preziosi ritrovamenti emersi dalle aree di scavo sono sotto chiave. Nella non disponibilità del direttore e del Comune di Guidonia Montecelio. Uno strappo con la Soprintendenza non di poco conto.

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

2 Commenti
  • simonetta spinelli

    gentile giornalista,
    vorrei dare alcuni chiarimenti su quanto da lei dichiarato; non so se lei fosse presente alla presentazione, ma poichè c’ero mi preme sottolineare che la dott.ssa Morini ha parlato a braccio senza alcun discorso preparato prima.
    La qualifica rivestita poi dalla dott. Morini era tra quelle previste nel bando e dispiace che il dott. Mari consideri non qualificata la dott.ssa Morini che ha una laurea in conservazione dei beni…vorrei sapere che ne pensa il dott. Mari della sua soprintendente che ha una laurea in architettura: è qualificata o no?
    http://www.sabap-rm-met.beniculturali.it/it/148/la-soprintendenza
    cordiali saluti

    Novembre 22, 2018

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