GUIDONIA – Uno sportello per il progetto «Vita Indipendente». «Un passo fondamentale per una città che vuole ritenersi tale, moderna e all’altezza dei desideri dei cittadini».

Continua l’occhio attento di Adalberto Bertucci e Carmela Marullo, in ticket con Fratelli d’Italia in vista delle imminenti amministrative della Città di Guidonia Montecelio, alle questioni sociali che più interessano la cittadinanza. Una di queste è certamente il Progetto Vita Indipendente.  Di cosa si tratta? «Della attuazione di politiche, servizi e modelli organizzativi per la vita indipendente e l’inclusione sociale delle persone con disabilità, al fine – spiegano Bertucci e Marullo – di definire linee comuni per l’applicazione dell’art. 19 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, fissando i criteri guida per la concessione di contributi, per la programmazione degli interventi e servizi e la redazione dei progetti individualizzati, come si legge sulla pagina dedicata del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali».

L’obiettivo è quello di «cercare di costruire un modello di intervento condiviso in materia di vita indipendente, perché alla persona con disabilità sia consentito scegliere, in piena libertà ed autonomia, come vivere, dove vivere e con chi vivere, in un percorso che si compie insieme alle Regioni ed alle federazioni delle persone con disabilità, con cui sono state individuate le aree di intervento per giungere alla messa a punto di un modello operativo nazionale», ancora la descrizione del Ministero.

«Il progetto Vita Indipendente è distrettuale, ed è di grande importanza. Quello che intendo fare, con Masini sindaco, è offrire alla cittadinanza una assistenza puntuale e approfondita con la predisposizione di uno sportello ad hoc, servizio che andrebbe ad aggiungersi a quello distrettuale ed alla già lodevole attività svolta dai Servizi Sociali del Comune», proseguono i due candidati. Il perché è presto detto. «Spesso per mancanza di tempo o di informazioni chi potrebbe usufruire di alcuni benefici non riesce a farlo, quando basterebbe soltanto una riorganizzazione dei servizi ed una ottimizzazione delle risorse in dotazione all’Ente, di concerto con il distretto sanitario e con tutti gli enti preposti. Si risparmia su molto, non si dovrebbe farlo sulle politiche sociali, che sono la cartina di tornasole di un Comune vicino ai suoi cittadini», chiudono Bertucci e Marullo.


Simone di Ventura - 720
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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