GUIDONIA – Le voci si rincorrono, i sondaggi circolanti e sussurrati sarebbero impietosi e darebbero il M5S in caduta libera, lontanissimo da quel 20% (abbondante) di voto d’opinione che nel 2017 condusse Michel Barbet alla guida del Comune di Guidonia Montecelio. Il termometro di questo logoramento è stato l’appuntamento con Giuseppe Conte. L’ex premier giunto in città venerdì 27 maggio per sostenere il candidato progressista di centrosinistra Alberto Cuccuru si è ritrovato a stringere poche decine di mani, praticamente quelle dei candidati nella lista pentastellata che, è noto, alle elezioni amministrative del 12 giugno fa squadra con il Partito democratico.

Un flop dai contorni netti, nonostante sulle chat e nei canali social, da giorni, il passa parola invitasse tutti «a partecipare numerosi». La scelta di sfidare la piazza Due Giugno, pieno centro della Città di Fondazione, non si è dunque rivelata felice, anche per via di fattori evidentemente non indagati adeguatamente dagli organizzatori: gli alleati hanno disertato in massa quasi a voler prendere le distanze da 5 anni di fallimenti grillini; nella terza città del Lazio, ormai è chiaro, i curiosi di Conte si contano sulle dita di una mano; gli attivisti fedeli volevano dare una  dimostrazione di forza, da dilettanti hanno invece consegnato alla città la fotografia (definitiva) di un Movimento con i fasti nel passato e un presente in affanno, ad annaspare è la stessa figura di Giuseppe Conte. 

La piazza di Di Silvio più affollata

I paragoni non si dovrebbero fare, ma per definire la portata del flop è d’obbligo il confronto con l’altra piazza di Colle Fiorito dove, sabato 28 maggio, perfino un singolo candidato del Pd al consiglio comunale (Emanuele Di Silvio) con la sua iniziativa di componente è riuscito a fare meglio di tutti i grillini messi assieme, richiamando più gente dell’ex premier. Ma un altro accostamento tra eventi può identificare la parabola discendente del M5S e dell’ex premier: nel settembre dell’anno scorso Conte arrivò in questa parte di provincia per sostenere la candidata a sindaco del Comune di Mentana, ad attenderlo alle 3 del pomeriggio di un assolato giorno di fine estate c’erano centinaia di persone. L’esatto contrario di quanto è avvenuto venerdì scorso a Guidonia Montecelio.

La crudele attualità raccontata sui social. La gente non partecipa perché i grillini  hanno fallito la prova di governo e si sono lasciati assimilare dai sistemi di potere, uniformandosi alla politica dei partiti che volevano combattere. Anche la scelta di non riconfermare il sindaco uscente e di declassarlo a candidato per il consiglio comunale è finita nel mirino degli osservatori commentatori di Facebook sulla vigilia elettorale dei 5Stelle. La piazza semivuota di Conte è la conferma dell’inesorabile declino del movimento: a Guidonia come altrove, queste iniziative si potrebbero tenere in una cameretta e si farebbe fatica a riempirla, l’entusiasmo si è spento e il fuggi fuggi dei simpatizzanti è lì a dimostrarlo.

Le elezioni prossime e il futuro incerto. Le urne resteranno aperte nella sola giornata di domenica 12 giugno, l’alleanza che sostiene la candidatura a sindaco di Alberto Cuccuru regge fondamentalmente sulle gambe pentademocratiche e sarà chiamata a una prova di tenuta per portarsi ballottaggio, il secondo turno elettorale previsto per il 26 giugno. Certo, se la piazza di Conte è stata la prova generale del voto, per i grillini e i progressisti tutti c’è poco da stare allegri e ben sperare. E non ci sono orgoglio, o voglia di vincere, che sembrino in grado di invertire questo stato di cose: il M5S somiglia sempre di più a una candela arrivata alla fine.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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