GUIDONIA – Amministrazione Lombardo, presunti scandali e abusi messi nero su bianco dal padre dell’assessore. Sì, perché Salvatore Mazza prima di essere dipendente comunale in quiescenza abbastanza noto tra gli addetti ai lavori è soprattutto il padre di Andrea Mazza, spedito dal sindaco ad occuparsi del settore Ambiente, Cimitero, Cave e chi più ne ha ne metta. Insomma, un pezzo da 90 della giunta civico politica che governa la terza città del Lazio. Il papà, poi, divenuto oggi accusatore senza soluzione di continuità, è stato anche strenuo sostenitore di Mauro Lombardo nelle elezioni del 2022. Qualcosa da allora si è rotto nei livelli di fiducia cieca che il quel momento sembrava avere per il futuro sindaco?

Si proceda con ordine. Salvatore Mazza è un arzillo signore ormai pensionato con un chiodo fisso nella testa: la gestione del cimitero comunale che egli ha diretto, con incarichi di responsabilità, fino al giorno di una decina di anni fa quando l’allora amministrazione di centrodestra a guida Eligio Rubeis, decise di esternalizzare il servizio, individuando in un consorzio di imprese (il Comor) il concessionario che avrebbe, di lì a poco, preso in carico bilanci, entrate e uscite e altre cose derivanti da un contratto tipo tra il soggetto pubblico e un privato. A fronte di una gestione delegata totalmente a Comor, il consorzio avrebbe dovuto corrispondente al Comune di Guidonia Montecelio un canone concessorio di circa 200mila euro l’anno. Per vicissitudini ormai ultra decennali, che hanno occupato le cronache giornalistiche e poi quelle giudiziarie, i versamenti risulterebbero effettuati sono nell’annualità 2016, per lasciare poi spazio ad una controversia legale infinita e ancora indefinita nelle aule dei tribunali civili. Insomma, una soap giudiziaria divenuta l’alibi per non pagare, con gravi perdite economiche per il Comune. La storia raccontata da Salvatore Mazza comincia proprio da qui. Dal cimitero. Messa nero su bianco dettagliatamente e puntigliosamente in una nota/lettera inviata e protocollata lo scorso 17 settembre, all’indirizzo di molte personalità politiche e amministrative, tra cui il sindaco, alcuni assessori, dirigenti e segretario generale, il suo stesso figlio.

L’intestazione della lettera/nota protocollata da Salvatore Mazza

Un manifesto che in 24 pagine, di cui 12 scritte densamente, diventa un duro atto di accusa verso una gestione, colpevole di girarsi dall’altra parte creando nocumento all’Ente e a tutti i cittadini. Da dieci anni i soldi incassati per i servizi cimiteriali finiscono sui conti correnti del consorzio e il Comune non prende un euro, come è possibile? Mazza indugia sui dettagli, descrivendo connivenze tra organi politici e dirigenti per i quali invoca ripercussioni di carattere risarcitorio per gli errori, le negligenze, i comportamenti assunti che, in taluni casi, arriva a definire di natura dolosa. Tutto facendo nomi e cognomi. Come quando, in raccordo tra l’indirizzo politico e la gestione amministrativa, nella stanze delle finanze comunali decisero di cancellare il capitolo di spesa dedicato alle entrate cimiteriali, dirottando oltre 800mila euro su altre poste di bilancio. Erano gli anni in cui si consumavano gli scandali giudiziari, ma per Salvatore Mazza l’attuale amministrazione tutto ha fatto tranne che ripristinare il capitolo di spesa e predisporre la rinternalizzazione del servizio, lasciando il bilancio in una condizione economico finanziaria che non ha dubbi a definire artefatta. E da anni. Sono, a suoi dire, i bilanci «falsati» che il consiglio comunale ogni anno è chiamato a ratificare in aula per alzata di mano.

Da sinistra, Salvatore Mazza, Mauro Lombardo, Andrea Mazza e Veruska Sirimarco proclamata recentemente consigliere comunale

Un modo di vivacchiare, tra opportunità e opportunismo, che l’ex dipendente estende anche ad altri settori della pubblica amministrazione. In primo luogo, quella di diretta competenza del figlio assessore Andrea Mazza: l’Ambiente. Dove, l’attenzione del tribuno ex lombardiano, si concentra sulla gara d’appalto da 100milioni recentemente ultimata dalla stazione appaltante e attualmente aperta presso la Centrale unica di committenza della Città Metropolitana di Roma. La lettera mette nel mirino una ridda di retroscena sugli interessi che sarebbero sorti intorno all’appalto nei mesi scorsi, da parte di un dirigente in particolare, di cui Mazza non si limita a fare il nome, piuttosto gli attribuisce attività extra ufficio anche di natura delatoria e calunniosa ancora nei confronti di altri attori, sempre presenti nell’amministrazione con ruoli e incarichi apicali.

Uno scenario perfino diffamatorio nei confronti di terzi in posizioni di rilievo all’interno del Comune, che Salvatore Mazza non ha esitato a mettere nero su bianco e «in piazza» con il passaggio al protocollo dell’Ente. Una bomba a orologeria innescata, secondo quanti hanno letto la sceneggiatura di questo film degno della regìa di Francesco Rosi dopo Le Mani sulla Città. Dei risvolti squisitamente giudiziari, si occuperà, nel caso, la magistratura delegata alle indagini, il giornalista altro non può che limitarsi a sottolineare le ripercussioni che un bucato così lavato in pubblico comporti nei rapporti umani e politici all’interno della già sgangherata maggioranza Lombardo. Davanti a tali e gravi accuse mosse dal babbo verso sé e l’amministrazione di cui fa parte, Andrea Mazza rassegnerà le dimissioni? Lombardo gli chiederà il più naturale dei passi indietro? Un genitore è legame familiare di prima sostanza, Saltavatore Mazza ha agito in modo incauto senza minimante pensare alle conseguenze politiche sul figlio? Si immagini se la mamma o il papà di uno dei ministri che compongono la squadra della premier Giorgia Meloni avesse protocollato, da privato cittadino qual è l’ex dipendente, un durissimo atto di accusa contro il governo e l’amministrazione centrale dello Stato, quale sarebbe stato il naturale epilogo se non le dimissioni o l’allontanamento?

Oltre ogni tentativo di tenere il «caso» sotto traccia, qualcosa dentro e intorno a Palazzo Guidoni si muove. Su quei fogli sono scritte cose di una gravità assoluta, dalle quali emerge una Guidonia fuori controllo sugli appalti, le consulenze a società e liberi professionisti strapagati e scelti nel mazzo, gli incarichi affidati a gente priva di titoli per esercitare le delicate funzioni dirigenziali, ingerenze inammissibili tra e nei settori della pubblica amministrazione e inadempienze tali da non poter trovare giustificazione alcuna. Questo dicono opposizioni consiliari che hanno tutta l’intenzione di dibattere la vicenda in aula e pubblicamente. Chiederanno una convocazione dell’assemblea a porte aperte. Tuttavia gli spifferi delle scorse ore, riportano a un’assise da tenersi semmai lontano dai clamori, senza pubblico e senza streaming per salvaguardare la privacy delle persone menzionate senza remora alcuna da Salvatore Mazza. Un quadro nel quale potrebbe uscire presto anche Gloria Di Rini, il segretario generale dell’Ente nonché responsabile dell’Anticorruzione comunale, la quale nei giorni scorsi avrebbe avanzato a Lombardo l’ intenzione di approdare ad altra sede. Vuole andare via la Di Rini, raggiungere lidi più tranquilli?

Anche il partito di Forza Italia chiede con forza la convocazione di un consiglio comunale straordinario deciso dal partito in forma plenaria, istanza portata all’attenzione della stampa dal segretario cittadino Valerio Massini attraverso una nota diffusa ieri in serata. Il «caso» aperto è solo agli albori e, ad oggi, nel gioco del domino la prima pedina è caduta portandosene dietro altre, se tutte lo si vedrà alla fine di questa vicenda che definire politicamente sciagurata per Lombardo è un eufemismo. 

La nota stampa di Forza Italia
«Sulle gravi affermazioni di Salvatore Mazza, ex funzionario del Comune, chiediamo al Sindaco Lombardo che convochi un consiglio comunale sstraordinario per renderne partecipe la città».
«Nella giornata del 17.09.2025, con nota indirizzata al sindaco a dirigenti ed assessori, oltreché a consiglieri comunali, il Geom. Salvatore Mazza, ex funzionario del Comune di Guidonia Montecelio, ha formalizzato gravi affermazioni che gettano dubbi circa la corretta gestione politico amministrativa dell’Ente. Il partito di Forza Italia, riunito in assemblea plenaria, preso atto della serietà e gravità delle affermazioni del Geom. Salvatore Mazza, ha deciso unitamente  al segretario politico Valerio Massini di esternare la seguente dichiarazione: le affermazioni formalizzate dal Geom. Salvatore Mazza, assumono i caratteri, qualora fossero vere, della gravità, gettando ombre sull’operato di politici e dirigenti della amministrazione del sindaco Lombardo».
«Proprio per tali ultime ragioni, si ritiene di chiedere – aggiunge Massini – allo stesso Lombardo, la convocazione di un consiglio comunale straordinario nel quale, si confida, sarà lo stesso sindaco a fornire i doverosi chiarimenti che potranno vanificare le serie e screditanti affermazioni dell’ex funzionario del comune Salvatore Mazza».
«Forza Italia – conclude Massini – come è noto alla opposizione dell’odierno governo cittadino, in linea con i propri principi di serietà e responsabilità, chiede, quindi, al al sindaco Lombardo un gesto forte che possa chiarire la situazione in essere alla intera città, evitando, così, facili strumentalizzazioni».

               

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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