GUIDONIA – Raffigurato come Giano Bifronte, il misterioso dio romano con due facce segno della doppiezza. Solo qualche giorno fa Mauro Lombardo era finito sui manifesti firmati dal Partito democratico a seguito del clamoroso cambio di rotta del sindaco civico di Guidonia Montecelio, che richiamato dalle sirene di Fratelli d’Italia aveva deciso di rinunciare all’appoggio (sia in maggioranza che in giunta) dei democratici, estromettendo dall’esecutivo Alberto Cuccuru dopo averlo definito «il più bravo tra i miei assessori durante questi primi 19 mesi di amministrazione». Un patto elettorale tradito, quello tra Lombardo e il Partito democratico, siglato prima del turno di ballottaggio delle comunali di 20 mesi fa e determinante per la sua elezione a sindaco di Guidonia Montecelio. 

Uno smacco per i 4 consiglieri dem Emanuele Di Silvio, Rossella Nuzzo, Mario Lomuscio e Simone Guglielmo, che dopo avere battagliato in aula optavano per la denuncia pubblica dei fatti accaduti, attraverso l’affissione di alcune centinaia di manifesti in giro per i quartieri dal titolo esplicito «Il voltafaccia del sindaco Lombardo, prima civico poi di destra». Sottotitolo: «Disattende i patti elettorali e svende la città a Fratelli d’Italia». Stamattina l’amara sorpresa. Nella centralissima via Roma, a ridosso dell’aeroporto Alfredo Barbieri, nel cuore della città di fondazione, uno dei manifesti è stato imbrattato con una croce celtica e il simbolo del Partito democratico cancellato sotto una mano di vernice nera. «Imbrattati i nostri manifesti – scrive su Facebook Emanuele Di Silvio – con celtiche e coperto il simbolo del PD, il tutto al centro della nostra Città. Gesto che condanniamo sotto ogni fronte». 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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