GUIDONIA – Un unico, identico «contatore promiscuo» per soddisfare le esigenze energetiche di centro anziani, scuola, palestra, dell’impianto sportivo a gestione privata, perfino della banda musicale. È così da sempre. Per l’intera durata dell’amministrazione 5 Stelle, a pagare, è stato pantalone (ovvero il Comune di Guidonia Montecelio). Ora, si scopre, che anche nel nuovo corso civico del sindaco Mauro Lombardo si perpetua nella pratica (tutto cambia perché nulla cambi). Infatti, senza aver risolto l’annoso problema del «contatore promiscuo», che ha dato luogo a contenziosi e richieste di risarcimento (oltre il danno la beffa), il Comune ha aperto un nuovo bando e avviato l’iter di affidamento (ai vincitori) del centro polisportivo Francesco Fantozzi a La Botte. Nonostante i vecchi gestori abbiano fatto causa contestando, tra altre irregolarità, la impossibilità di poter quantificare i propri consumi di energia su cui l’Ente ha chiesto conto.

Un caos che, senza possibilità di smentita, prende forma negli uffici della Pubblica Istruzione, Cultura, Sport e deleghe varie, sotto la gestione del dirigente Carola Pasquali, recentemente traslocata al Mef (Ministero dell’Economia e Finanze) per un periodo di 3 anni. Ma anche il nuovo corso civico dell’assessorato, incarnato da Cristina RossiGuidonia Montecelio Domani»), causa una fretta ingiustificata, non è stato capace di valutare pro e contro di una faccenda – l’affidamento dell’impianto – da oltre sette anni caratterizzata da omissioni, inefficienze e inadempienze da parte degli uffici. In ultimo, il più grave, dal problema del «contatore promiscuo» rimasto irrisolto. 

Mettiamo dunque in ordine i vari capitoli di questa vicenda incredibile sotto il profilo amministrativo. A seguito di un primo avviso pubblico del 2015, il centro sportivo polivalente Francesco Fantozzi, realizzato dall’ex amministrazione di Eligio Rubeis nel piccolo quartiere periferico di La Botte a Villanova di Guidonia, veniva affidato in gestione a un Rti (Raggruppamento temporaneo di impresa) formato dall’Aad La Botte e dall’associazione Pro La Botte. Forti delle determinazioni dirigenziali di affidamento temporaneo prima e definitivo poi, gli associati, in primo luogo il presidente della Pro La Botte Andrea Grimaldi, hanno atteso invano la stipula del contratto di concessione come ritualmente dovrebbe avvenire. Invece, nonostante la consegna dell’impianto da parte del Comune, nessuno ha mai provveduto. Nemmeno dopo il pronunciamento del Tar che, nel 2017 (in piena era 5Stelle), aveva intimato all’Ente di procedere prima di subito. LEGGI Alcune sentenze si rispettano più di altre, così Strani «sfratta» il Guidonia calcio ma non firma il contratto con le associazioni di La Botte.

Fino ad oggi la questione è andata avanti con le carte bollate. Tra l’altro, nel 2019, l’amministrazione approvava un nuovo Regolamento sul funzionamento degli impianti sportivi, applicato retroattivamente anche alla Pro La botte, in forza del quale chiedeva un rimborso di 30mila euro per le utenze nonostante il bando di assegnazione le prevedesse a carico dell’Ente. Quindi, con una serie di atti apparentemente illogici destinati a non produrre effetti (come l’ordinanza di sfratto rimasta senza seguito), nel 2021, con il contratto mai sottoscritto e un contenzioso all’orizzonte, il Comune chiedeva all’associazione la restituzione della struttura e la riconsegna delle chiavi.

Senza che intervenisse alcun cambiamento, di fatto, nella gestione del campo tuttora occupato dalla Pro La Botte per le sue attività di scopo, si arrivava così al nuovo avviso pubblico, approvato dal dirigente Pasquali con la determina numero 142 del 15.09.2022.

L’associazione di Grimaldi ha preso parte al bando ma, a causa delle presunte morosità relative alle utenze elettriche, è stata esclusa per mancanza dei requisiti di partecipazione. Inoltre, l’amministrazione Lombardo, nel caso della Pro La Botte, prima di bandire la gara non ha voluto tener conto dei due anni di sospensione per covid, riconosciuti ad altri appaltatori e concessionari attraverso una proroga sui contratti, formali e di fatto, della durata della pandemia. Un caso di «discriminazione», che sarà prossimamente oggetto di valutazione del Tar del Lazio, a cui Grimaldi si è di nuovo rivolto per chiedere l’annullamento di tutti gli atti amministrativi prodotti dall’Ente negli ultimi tempi, compreso l’avviso pubblicato a settembre.

Una situazione, dunque, rimasta in stand-by sotto il profilo procedurale per via delle pendenze giudiziarie, ulteriormente complicata dall’entrata sulla scena delle 7 associazioni potenziali nuove affidatarie del centro (composto da un campo di calcio a 5 e una palestra) per fasce orarie, i cui associati e legali rappresentanti, legittimamente dal loro punto di vista, rivendicano l’uso della struttura, in forza di una determina dirigenziale di presa d’atto del verbale di affidamento adottato dalla commissione giudicatrice. Al Comune, però, tutto si è fermato. Anche se iter imporrebbe la pubblicazione degli atti di affidamento temporaneo e poi definitivo, quindi la stipula dei contratti per chiudere la procedura amministrativa. Invece, nessuno farà niente prima che il Tar si sia pronunciato. Il «caso» è davvero un gran pasticcio.

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • Alvaro Crocchiante

    E una vergogna e non condannano chi non ha ottemperato a risolvere il problema dall’ex sindaco e al nuovo eletto compreso i dirigenti e assessori responsabili
    Ossia un bando vinto mel 2015 con le utenze a carico del comune vengono poi richieste a carico dei gestori e la firma non effettuata la negligenza d irresponsabilità dei vari assessori e dirigenti ec amministrazione .cji balbet
    Vergogna !!! Chi risponde è l:ex gestore della palestra al quale hanno causato danni fino a fallire bravi. Doppiamente vergogna

    Ottobre 26, 2022

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