GUIDONIA – Il tipo di provvedimento che verrà adottato sta ancora nella testa di Mauro Lombardo. Il sindaco civico-politico di Guidonia Montecelio è dato lontano da Palazzo Guidoni in queste ore e, soltanto il suo rientro atteso per la serata di oggi, potrà chiarire almeno con i fedelissimi i dettagli della crisi del governo locale. Le possibili mosse sono due. Il ritiro delle deleghe o, scelta più radicale, l’azzeramento dell’intera giunta. La differenza tra l’una o l’altra scelta sta nell’effetto che queste azioni avranno nell’immediato sull’organo di governo locale. L’azzeramento comporta la revoca dei decreti di nomina a tutti gli assessori, lasciando la giunta in una condizione di «vuoto» nella sua composizione, mentre il solo ritiro delle deleghe lascerebbe intatte le funzioni collegiali dell’esecutivo, attraverso la semplice revoca delle singole responsabilità assegnate a ciascun assessore. Una scelta che Lombardo starebbe ancora meditando, non escludendo, come avrebbe chiarito nell’ultima riunione di maggioranza dello scorso venerdì 27 giugno, il ricorso all’uso delle sue dimissioni, pure contemplate dalla legge ma con un effetto ritardato di 20 giorni sulla decadenza definitiva dalla carica sindacale. Intraprendere ognuna di queste strade, nel tentativo di restituire «serenità» ad ogni singolo componente la eterogenea maggioranza che sostiene l’azione di governo in consiglio comunale, in ogni caso, aprirebbe una crisi al buio. I cui esisti incerti potrebbero manifestarsi come perfino più dannosi rispetto alla scelta di tenere le cose come stanno.

La scelta di Mauro

Sarebbero state le avvisaglie di malpancismi più volte percepite dal sindaco tra i consiglieri comunali e gli assessori a prospettare la possibilità di rimescolare le carte del mazzo. La riunione di maggioranza aveva avuto proprio lo scopo di fare emergere le criticità o le eventuali rivendicazioni da parte dei singoli o dei gruppi consiliari. Eppure, nessuna richiesta chiaramente espressa è arrivata dagli interessati in quella sede, comunque tale da giustificare l’apertura di una fase di crisi amministrativa. Un rimpasto di giunta, tra l’altro, nascerebbe condizionato dalla generale consapevolezza della inamovibilità di alcune pedine. Come, ad esempio, le due caselle di giunta appartenenti al gruppo di «Guidonia Montecelio Domani», il quale, pur rimasto con un solo consigliere di riferimento (Mauro De Santis), continuerebbe a contare i due assessorati all’Urbanistica e ai Servizi sociali (rispettivamente per Paolo Ruggeri e Cristina Rossi) in un eventuale Lombardo ter. Una situazione immodificabile in quanto dettata da equilibri politici a loro volta immodificabili. Lo stesso si può dire dei Lavori Pubblici saldamente nelle mani dei consiglieri de «Il Biplano» con Mario Proietti predestinato a rimanere saldamente al suo posto. Certo, i biplanisti in aula sono in sei ed esprimono un solo assessore, in una condizione di evidente sproporzione rispetto a «Guidonia Montecelio Domani» che annovera, tra l’altro, lo stesso Aldo Cerroni nel ruolo di plenipotenziario dirigente dei Servizi sociali, Sport e Cultura con funzioni di capo di gabinetto del sindaco. E proprio tra i biplanisti potrebbero annidarsi le insoddisfazioni più profonde quanto pubblicamente impronunciabili durante la riunione di maggioranza. In questo quadro, le uniche carte che potrebbero uscire dal mazzo della giunta sono quelle di Paola De Dominicis, magari per la sola delega di vicesindaco (rimarrebbe in giunta?) e di Claudio Zarro, assessore alla Cultura pescato all’opposizione e nominato da Lombardo all’indomani del primo rimpasto avvenuto un anno e mezzo fa con l’uscita del PD. Insomma, uno scenario del tanto rumore per nulla che potrebbe rimettere in ballo, verso l’ottenimento di un secondo assessorato (dopo quello ottenuto per Valentina Torresi), anche Fratelli d’Italia dei consiglieri Augusto Cacciamani e Adalberto Bertucci, magari in una partnership fifty fifty con i gemelli diversi de «Il Biplano».

La panchina corta di Mauro

Con l’uscita da «Guidonia Montecelio Domani» di Francesca Valeri confluita nel gruppo Misto, già casa ospitale per un’altra dissidente della maggioranza come Arianna Cacioni, i numeri in aula si sono assottigliati, nonostante le compensazioni portate dall’arrivo dei due consiglieri di Fratelli d’Italia passati dall’opposizione alla parte che governa il Comune. Numeri considerati risicati per navigare tranquilli e a vele spiegate, quando la maggioranza dovesse proporre, per l’approvazione, provvedimenti di una qualche rilevanza ma anche criticità. Fare quadrare i numeri tra assenze giustificate e defezioni ingiustificate rischierebbe di procurare un eccessivo stress al sindaco, in rappresentanza della massima carica istituzionale, e non solo di natura amministrativa. Ecco allora spiegata la necessità di provare a blindare la maggioranza rimasta, attraverso un nuovo assetto degli incarichi e delle cariche tornati disponibili. Nella mente di Lombardo potrebbe balenare, perfino l’idea di rafforzarsi con la scelta di un vicesindaco vicario che ne svolgesse le funzioni, anche quelle delicate di mediazione tra le diverse anime e sensibilità presenti nella maggioranza. Un profilo che mostrasse questi requisiti ci sarebbe e, qualcuno tra i bene informati, prova anche a farne il nome. Per accomodarsi in giunta, tuttavia, l’avvocato Michele Venturiello dovrebbe dimettersi dall’aula lasciando il posto a Veruska Sirimarco, primo dei non eletti di «CittàNuova», figura già vicina a Laura Cartaginese (consigliere regionale della Lega), e nell’attualità considerata maggiormente in sintonia politica con Anna Mari e Andrea Mazza (oggi assessore all’Ambiente), tutti ex della lista che hanno scelto di abbandonare il gruppo di «CittàNuova» (lasciando Venturiello da solo) per confluire in un nuovo gruppo («Innova») con altri due consiglieri – Alessia Croce e Maurizio Remoli – originariamente eletti con «Guidonia Montecelio Domani» (che baraonda).

Decisioni rinviate a lunedì o martedì

Persone vicine all’avvocato, parlano di una eventualità che potrebbe essere discussa in modo approfondito e solo dopo avere tracciato una chiara pianificazione degli obiettivi da raggiungere nei due anni di amministrazione rimasti. Solo allora, eventualmente e se chiamato da Lombardo a compiere lestremo sacrificio Venturiello potrebbe dare il semaforo verde per traslocare in giunta lasciando l’aula. I rumors nelle ultime ore registrano uno slittamento delle decisioni ad inizio della prossima settimana, tra lunedì e martedì quando Lombardo potrebbe azzerare tutto o dimettersi aprendo formalmente la crisi.        

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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