Guidonia – L’Onda abbandona la maggioranza e apre un «caso» Erick D’Alisa alla presidenza del consiglio comunale
GUIDONIA – «L’Onda» ringrazia ma annuncia: «Non faremo più da supporto a tale maggioranza». La lista, tra le sette che nel giugno del 2022 contribuirono a spedire Mauro Lombardo al secondo turno elettorale, si tira fuori dalla coalizione del Polo Civico, ritira la fiducia al sindaco e apre un «caso» Erick D’alisa che, alle ultime Comunali, fu l’unico dell’Onda ad entrare in aula grazie ai 192 voti di preferenza personali e al premio di maggioranza attribuito ai vincitori. In consiglio comunale, D’Alisa è iscritto al gruppo dell’Onda, lista in rappresentanza della quale prese forma la sua candidatura alla presidenza dell’assemblea elettiva, seconda carica istituzionale del Comune di Guidonia Montecelio.
Nella primissima fase della sua amministrazione, fu Mauro Lombardo a volerlo indicare per la presidenza del consiglio comunale, convinto, in quel momento, che ciascuna delle sette liste che aveva contribuito alla sua elezione, dovesse avere una rappresentanza nella giunta municipale o alla guida dell’aula. Una distribuzione di cariche e incarichi (manuale Cencelli alla mano), decisa, tra l’altro, in accordo con il Partito democratico, l’alleato di quel momento in forza di un patto elettorale poi tradito: il Pd è uscito dalla maggioranza un paio di settimane fa, anticipando «L’Onda» di pochi giorni.
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Il 14 luglio del 2022, nel primo consiglio comunale dell’era Lombardo convocato per eleggere il presidente dell’assemblea, sia Andrea Mazza per le 7 liste del Polo Civico sia Emanuele Di Silvio, capogruppo del Partito democratico, indicarono la candidatura di Erick D’Alisa, che venne eletto in quota «L’Onda» per il Polo Civico e grazie ai voti del Pd. Oggi le condizioni sono cambiate, come mutati sono gli assetti di potere nell’amministrazione dopo la nascita del lombardo bis e il passaggio dei democratici all’opposizione.
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Per gli osservatori, poco o niente di casuale avevano i rimbrotti riservati a D’Alisa nel corso dell’ultima assemblea di giovedì 15 febbraio, quando Simone Guglielmo (Pd) non ha perso occasione di riprendere il presidente per il suo modo di condurre l’aula. Non è escluso che dopo la defezione dell’Onda, proprio il Partito democratico arrivi a mettere in discussione la permanenza di D’Alisa in quella carica, rappresentando lo spirito di altri consiglieri di maggioranza, le cui liste civiche sono state private degli assessorati di riferimento con il rimpasto di giunta.
L’uscita dalla maggioranza dell’Onda è stata decisa dal presidente Roberto Gagnoni, che della lista è anche il primo dei non eletti con 156 preferenze personali sommate nelle urne di 20 mesi fa, dal vice Antonella Cavaliere e dagli associati che, a giugno 2022, portarono a Lombardo un bottino elettorale di 705 voti, pari al 2.395%. «Poiché gli elettori del comune di Guidonia Montecelio hanno scelto un governo di coalizione tra più liste civiche, non vediamo al momento che tale governo abbia dato dimostrazione di capacità di coesione – scrivono dall’Onda in una nota stampa -. Per tale motivo nessun gruppo o singolo appartenente all’Onda, nemmeno quelli più vicini alla linea di confine, farà più da supporto a tale maggioranza, dimentica di quanto fatto, delle promesse di collaborazione e di riconoscimento delle capacità fruibili da tale maggioranza che come una nave ha cambiato rotta. Noi usciamo dalla coalizione, ribadiamo di essere civici. Auguriamo a tutti voi buon lavoro ed ogni bene per la nostra amata città Guidonia Montecelio».
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Nelle parole di Cavaliere, tutta la delusione per il mancato coinvolgimento della lista nelle scelte e nelle decisioni prese dall’amministrazione fino ad oggi. Anche Erick D’Alisa avrebbe disertato il confronto, sparito dal giorno dopo la sua elezione. Si chiedono in tanti chi rappresenti in aula, e alla presidenza dell’assemblea, un consigliere il cui gruppo d’appartenenza è ora all’opposizione. Né potrebbe passare la linea che D’Alisa sia tenuto su quella poltrona da Mauro Lombardo in quanto suo fedelissimo, a discapito della terzietà del ruolo e dell’indipendenza del consiglio comunale rispetto alla figura del sindaco. Il «caso» D’Alisa è aperto. (foto di copertina presa dal web).
