Guidonia – Mauro Lombardo, dimissioni «congelate» fino a lunedì: prima c’è il rinnovo dirigenziale per Aldo Cerroni
GUIDONIA – Una situazione surreale. Dove 1 dei 122 candidati per un posto di dirigente amministrativo a tempo determinato con 3 anni di contratto (CLICCA E LEGGI QUI: DOC.), neanche 10 ore prima del colloquio davanti alla commissione esaminatrice era seduto accanto al sindaco in una riunione politica di maggioranza e addirittura interveniva per consigliare al capo dell’amministrazione di temporeggiare sulle dimissioni. Magari chissà, giusto il tempo necessario a concludere la procedura per la sua assunzione. L’incarico a carattere fiduciario viene, infatti, attribuito dal sindaco tramite un decreto a sua firma e qualunque cosa accada, compresa la fine anticipata del mandato, dura 3 anni. Senza sindaco, però, non c’è assunzione.

Il contratto dura tre anni, e segue l’assunzione ex articolo 110 del Tuel come è ben specificato all’articolo 1 del bando di selezione pubblicato dal Comune di Guidonia Montecelio in data 19 settembre 2025
Questa vicenda alquanto surreale si svolge a Guidonia Montecelio, terza città del Lazio proprio in queste ore. Cominciata ieri in serata (martedì 21 ottobre) con una riunione urgente e straordinaria della maggioranza chiamata a trattare la crisi strutturale che strangola da mesi l’amministrazione di Mauro Lombardo. Sede nella quale il sindaco avrebbe, a conclusione del confronto, deciso di prendersi ancora qualche giorno di riflessione sulla scelta di rassegnare le dimissioni, almeno fino al prossimo lunedì. Un consiglio arrivato dal fidato Aldo Cerroni, presente alla riunione allargata riservata sì ai consiglieri di maggioranza e agli assessori ma anche a figure esterne, al momento senza ruoli nell’Ente né politici né amministrativi.
Aldo Cerroni, infatti, nell’ultimo triennio ha ricoperto un incarico dirigenziale fiduciario proprio al Comune di Guidonia Montecelio prima di rientrare, qualche mese fa, alla Regione Lazio dove lavora come funzionario pubblico. La sua presenza alla riunione aveva, quindi, un carattere squisitamente personale nel ruolo di «consigliori» del sindaco. Decisiva, però, è stata l’impronta lasciata da Cerroni sugli esiti della riunione: soprassedere almeno fino a lunedì. Giusto il tempo di scavallare l’appuntamento con la commissione esaminatrice chiamata a valutare i 122 pretendenti che sperano nel posto fisso con qualifica dirigenziale e durata triennale. Proprio stamani era il turno di Aldo Cerroni di dover sostenere il colloquio. La selezione bandita dall’amministrazione rinvia ogni valutazione ai curricula e ad una prova orale al fine di stilare una classifica (che non ha valore di graduatoria) di candidati «idonei» a ricoprire il ruolo dirigenziale. La scelta finale spetta tuttavia al sindaco, ricoprendo l’incarico un carattere fiduciario come previsto dall’ex articolo 110 del Tuel.
Una procedura che permette agli enti locali di conferire incarichi a tempo determinato a dirigenti o figure di alta specializzazione, tramite un contratto di diritto privato o pubblico. Si tratta di una selezione pubblica, ma non di un concorso pubblico ordinario, basata su una valutazione di professionalità ed esperienza piuttosto che sulla stesura di una graduatoria. Insomma, così facendo l’aspirante nuovo (ma anche vecchio dirigente) avrebbe messo in salvo la firma di Lombardo sul suo decreto di nomina prima delle dimissioni del sindaco. Come sapesse che queste selezioni sono, in fin dei conti, una farsa ormai avallata dalle norme dove si sa già chi vince ancora prima di cominciare. La prossima settimana dovrebbe essere comunque quella decisiva per conoscere le sorti dell’amministrazione comunale in carica dal 2022. In caso di dimissioni, Lombardo avrebbe 20 giorni per eventuali ripensamenti, ma gli spifferi provenienti da Palazzo giurano che ripensamenti non ce ne saranno. In caso di dimissioni, l’ormai ex capo dell’amministrazione, punterebbe non a ricomporre quadri deteriorati di maggioranze altalenanti ma dritto a nuove elezioni. A ripresentarsi alle elezioni con chi ci sta e con chi volesse aggregarsi strada facendo. Il modello da seguire, avrebbe detto, è quello del governatore della Calabria Roberto Occhiuto. Sul fronte burocrazia, invece, i sindaci passano e dirigenti fiduciari dei sindaci restano, almeno per i tre anni successivi. (l’immagine di copertina è scaricata dal web)
