Guidonia – Misero il Centro disabili adulti nella sede già inagibile, ora lo spostamento a Palombara contro la volontà delle famiglie
GUIDONIA – Dicembre 2022. Mauro Lombardo (da poco eletto sindaco e accompagnato da Cristina Rossi e Aldo Cerroni, rispettivamente assessore e dirigente ai Servizi Sociali/Piano di Zona del Comune di Guidonia Montecelio), tagliava il nastro all’ennesima inaugurazione dei locali di via Carlo Todini, 87 a Setteville, che avrebbe ospitato il Centro diurno per disabili adulti.
Ottobre 2022. Ancora il sindaco, stavolta affiancato dall’assessore (all’epoca) alla Pari opportunità Michela Pauselli annunciava la decisione di «trasferire» dai medesimi locali il Centro antiviolenza, in quanto considerati «inidonei a garantire la continuità del servizio». Fino al mese di novembre 2021, infatti, l’attività della struttura aveva subito varie interruzioni a causa di «problemi strutturali inerenti i locali assegnati, poi risultati inagibili» (dichiarazioni delle stesse operatrici). Dimostrare che fosse più di un azzardo riassegnare la medesima sede ai disabili adulti era dunque solo questione di tempo. Ora quel momento è arrivato. Dichiarata di nuovo l’inadeguatezza della struttura per riscontrate infiltrazioni d’acqua, dall’amministrazione hanno comunicato alle famiglie degli ospiti che di lì dovranno andare via e anche a breve. Tutti trasferiti a Palombara Sabina (Comune del deputato di Collegio Alessandro Palombi) dove originariamente (nel 2022) era nato un Centro diurno «gemello»: dopo l’accorpamento rimarrà l’unico.
I famigliari ovviamente fanno muro e si oppongono. Preferirebbero una soluzione interna alla Città di Guidonia Montecelio. Lasciando intendere che la scelta sia orientata più alla tutela del bilancio con un contenimento dei costi che ai diritti dei loro figli. Sempre con i fondi del Piano di Zona, secondo quanto è stato ricostruito dai consiglieri comunali, nel 2023 il Comune aveva definanziamento per 70 mila euro il servizio «Dopo di Noi» che dà assistenza alle persone disabili adulte e sole, preferendo, con una scelta politica controversa, dirottare le risorse sui nomadi abusivamente accampati all’Albuccione, piuttosto che integrare i capitoli di spesa dedicati alle fragilità e degli alunni disabili nelle scuole, determinando una «discriminazione» sanzionata dal giudice ordinario del Tribunale di Tivoli.
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Una catena di errori, sottovalutazioni, culminata con il «caso» degli adulti con disabilità trasferiti «a forza» a Palombara Sabina con tutti i disagi conseguenti. Alla luce degli episodi che si stanno verificando in un settore così delicato, l’opposizione consiliare chiede con forza le dimissioni di Cristina Rossi. E, dopo quella dell’alunna disabile a cui sono state tagliate le ore di assistenza integrativa, un caso comunque non isolato, è stata deposita una seconda interrogazione riguardante il Centro di via Todini. Nel pomeriggio, i consiglieri Arianna Cacioni, Francesca Valeri e Alfonso Masini di Forza Italia; Alessandro Messa capogruppo e segretario della Lega; Valerio Massini a capo della segreteria cittadini degli azzurri, hanno anche diffuso una nota stampa per sottolineare l’inadeguatezza delle scelte operate dal sindaco e dall’assessore. Di seguito, il testo del comunicato:
«La vicenda del centro diurno per disabili adulti di Guidonia Montecelio è estremamente preoccupante – scrivono -. Una struttura inaugurata nel 2022 viene oggi dichiarata inagibile. Nel frattempo, secondo quanto segnalato da una cittadina, si prospetterebbe la chiusura del servizio e il trasferimento degli utenti presso una struttura nel Comune di Palombara Sabina. Risulterebbe inoltre che i genitori non condividano questa scelta.
Ci chiediamo: come è possibile che un centro aperto pochi anni fa risulti oggi non idoneo? Chi ha certificato l’agibilità al momento dell’inaugurazione?
E soprattutto: perché non è stata trovata una soluzione alternativa nel territorio comunale?»
«Il Comune di Guidonia Montecelio è capofila del Distretto Socio Sanitario RM52. Essere capofila significa assumersi responsabilità. Significa programmare, prevenire e risolvere i problemi, non spostare il servizio fuori Comune. Se esiste una criticità strutturale, perché non si è intervenuti per risolverla? Perché non si è individuata una sede alternativa interna? Perché le famiglie vengono messe davanti a un trasferimento che non condividono?»
«Quando si parla di disabili non sono ammesse leggerezze né mancanza di programmazione. Per queste ragioni chiediamo risposte immediate e trasparenti e riteniamo che l’assessore alle Politiche Sociali, Servizi Socio Sanitari/Integrazione e Sport Cristina Rossi, debba assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto, presumibilmente non è in grado, è tempo che faccia un passo indietro. Le famiglie meritano rispetto – concludono – Il territorio merita serietà amministrativa».
