Guidonia – Missiva/2 la vendetta, Salvatore Mazza scrive ancora e torna all’attacco del sindaco e dell’amministrazione comunale
GUIDONIA – Torna a prendersi la scena Salvatore Mazza, l’ex geometra comunale capace di scuotere le già traballanti fondamenta della maggioranza civico politica del sindaco Mauro Lombardo, colpisce ancora e il 17 ottobre protocolla una seconda missiva al vetriolo, dai contenuti ancora più controversi della precedente (quella del 17 settembre), già foriera di polemiche e mozioni, di dibattito consiliare e di denunce all’autorità giudiziaria, insomma di strascichi senza fine. E fa sapere che non sarà l’ultima. In caldo ne conserverebbe altre sette. Già scritte. Ciascuna di «approfondimento» di ogni punto appena sfiorato nella precedente, quella più generalista e subito bollata dal sindaco come densa di «falsità».
Dunque, l’ex dipendente e padre dell’assessore all’Ambiente Andrea Mazza non ci sta alle smentite che gli sono piovute addosso, «mi avete dato pure del matto» e torna a denunciare analiticamente negligenze e abusi, sperpero ingiustificato di soldi pubblici. Cominciando con la faccenda della palazzina in stato di abbandono di via Domizia. Una storia legata in qualche modo all’esternalizzazione del servizio di gestione cimiteriale al Consorzio Comor dell’imprenditore ormai defunto Innocenzo Morasca. Lo stabile tirato su in regime di edilizia a basso costo doveva diventare la dimora di una ventina di famiglie in lista per avere una casa, poi l’abbandono del cantiere e il deterioramento dell’immobile mai ultimato avrebbero determinato un danno erariale di oltre 1milione di euro di soldi pubblici, dopo i 2 investiti per costruire, questa almeno è la versione di Mazza riportata nella nuova missiva ancora destinata a fare discutere la politica.
Per l’ex geometra comunale, nonostante numerose sollecitazioni tutte messe per iscritto e allegate alla missiva/2, negli ultimi anni in municipio nessuno avrebbe mosso un dito, tra dirigenti e funzionari, bollati come colpevolmente negligenti. Uno sperpero di denaro pubblico senza giustificazioni. Dunque, Salvatore Mazza scrive al sindaco, agli assessori (figlio compreso) e ai dirigenti comunali, per richiamare l’attenzione sulle mancate decisioni dell’amministrazione riguardo a diverse segnalazioni di irregolarità nel settore dei Lavori pubblici. Nel testo esprime delusione e indignazione per la totale inerzia amministrativa nonostante, da oltre due anni, abbia inviato più comunicazioni formali e documentate.
Inerzia amministrativa e politica
Mazza denuncia che le sue segnalazioni non hanno prodotto alcuna verifica né intervento. Anche dopo vari solleciti e dopo l’interessamento degli assessorati e settori competenti non si è arrivati ad alcuna conclusione o riscontro concreto. Rispedisce al mittente, ovvero al sindaco, le accuse di «tutto falso»: durante il consiglio comunale del 30 settembre 2025, Mauro Lombardo avrebbe definito «tutto falso» quanto contenuto nella prima missiva di Mazza. L’autore replica quindi duramente, sostenendo che ogni affermazione è al contrario supportata da documenti e atti, e giudica «disattenta» e «ingiusta» la posizione assunta dal sindaco nei suoi confronti.
Questione dei 20 appartamenti comunali
Mazza dedica l’ampio spazio della seconda missiva a una palazzina di 20 appartamenti di proprietà del Comune, costata circa 2 milioni di euro, oggi in stato di abbandono. Denuncia che, nonostante ripetute segnalazioni, nessuno avrebbe disposto verifiche tecniche o amministrative sul bene. Sottolinea che serviranno oltre 1 milione di euro per ripristinarla e che la vicenda rappresenta un grave danno economico e d’immagine per l’Ente. Evidenzia inoltre che non è mai stato nominato un Rup (Responsabile Unico del Procedimento) per la gestione della struttura, in violazione delle procedure previste e delle leggi. A suo giudizio, si tratta di un caso emblematico della negligenza e della scarsa attenzione della macchina amministrativa.
Richiesta di responsabilità e trasparenza
Mazza chiede sostenendo che il sindaco disponga relazioni ufficiali e scritte da parte dei dirigenti e della segreteria comunale su ciascun punto segnalato. Sollecita inoltre i presidenti delle commissioni consiliari competenti (Maurizio Remoli, Mario Lomuscio) a portare la questione in consiglio comunale, così da rendere pubblici gli atti e le verifiche.
Critiche politiche
Accusa il sindaco di gestione instabile e confusa, ricordando i frequenti cambi di assessori e consiglieri, e sostenendo che sia circondato da persone che «non gli fanno notare quando sbaglia». Descrive l’attuale maggioranza come disorientata e priva di consapevolezza della realtà.
Episodi specifici sui lavori pubblici
Cita anche un caso recente di lavori stradali mal eseguiti, per i quali il sindaco stesso avrebbe espresso critiche, chiedendo se siano stati applicati i contratti e le eventuali penali previste. Domanda inoltre se sia stato verificato il rispetto delle convenzioni nei lavori realizzati dai privati senza controlli, come nel caso del parcheggio del supermercato Maury’s. Mazza conclude ribadendo che tutto quanto scritto è vero e documentato; l’abbandono dei 20 appartamenti comunali rappresenta un simbolo della cattiva gestione; è necessario intervenire subito con trasparenza, disponendo controlli, relazioni e azioni correttive; invita infine il sindaco a prendere una posizione chiara e ad agire concretamente per ristabilire fiducia e correttezza amministrativa. Chiude la nota con un tono fermo, chiedendo al sindaco: «Ora che farà?». (Immagine di copertina reperita in Rete, Salvatore Mazza è con Laura Cartaginese, capogruppo della Lega al consiglio regionale del Lazio)
