GUIDONIA – L’antefatto: una riunione di maggioranza urgente, convocata in un luogo protetto (e sacro), lontano da occhi e orecchi indiscreti dove affrontare con la dovuta libertà di espressione il «caso» più spinoso dell’anno. La lettera missiva di Salvatore Mazza, risultata un duro atto di accusa dell’ex funzionario comunale rivolto, tra gli altri, al settore Ambiente dove il figlio Andrea, da oltre un anno, riveste l’incarico di assessore, mettendo principalmente nel mirino la gestione della gara più importante: quella sui rifiuti. Valore, 100 milioni di euro.

Così liquidano i rumors la faccenda con una battuta ironica: si sarebbe trattato di un incontro nella chiesa della Fraternità (a Villanova), organizzato da Mauro Lombardo a 24 ore dal consiglio comunale clou richiesto dalle opposizioni (e convocato martedì 30 settembre), con l’intenzione di portare la maggioranza alla confessione affidandosi alla provvidenza.

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La chiesa di Villanova dove si è tenuta la riunione di maggioranza

Inutile nasconderlo: la missiva vergata Mazza senior ha scosso le già provate fondamenta della maggioranza Lombardo, all’interno della quale per giorni si è discusso della inopportunità per Andrea Mazza di restare al suo posto, a meno di smentite clamorose e prese di distanza pubbliche dai contenuti diffusi dal genitore. Una lettera i cui effetti animeranno a lungo l’agorà guidoniana, interessando al contempo le professionalità della Procura della Repubblica. Dopo i momenti di tensione e le parole grosse volate tra i maggiorenti che guidano Lombardo nella sua avventura sindacale, la decisione presa è stata quella di portare Andrea Mazza in aula, il luogo più adatto dove plasticamente cospargersi il capo di cenere e mostrare pentimento al posto del fumantino papà. Tutto per mantenersi la poltrona di assessore e continuare a garantire al sindaco l’appoggio in aula dell’eterogeneo gruppo «Innova», altrimenti privato del proprio riferimento in giunta, una conseguenza da mettere in crisi il già labile equilibrio su cui poggia la maggioranza consiliare.

Detto fatto. Nell’attesa assemblea dei chiarimenti quantomeno politici, Andrea Mazza si è presentato con il compitino che ha poi letto all’aula. Ricordando così agli astanti di ricoprire fin dall’inizio incarichi istituzionali prima come consigliere e, dopo le dimissioni, di assessore. Sconfessando, quindi, le ricostruzioni paterne su presunti illeciti, abusi di potere e turbativa d’asta, presuntivamente avvenuti nell’amministrazione di cui egli stesso fa parte. «Il mio intervento di oggi non può prescindere dal doppio ruolo che mi vede coinvolto sia sul piano pubblico che su quello privato – ha spiegato l’assessore prendendo la parola-. Tuttavia, qui siedo esclusivamente nella mia veste pubblica di assessore e in quanto amministratore della terza città del Lazio ho il dovere di esercitare il mio incarico con la massima responsabilità, verità, imparzialità nel solo interesse della comunità che rappresento. Proprio per questo, il contenuto pervenuto al protocollo dell’Ente, contenuto che tra l’altro mi era del tutto ignoto e nel quale non mi riconosco, non mi rappresenta per l’uso di parole che non rispecchiano il mio pensiero né il mio operato».

«Chi mi conosce, sia in aula che fuori, conosce perfettamente il mio modo di confrontarmi sicuramente schietto, anche duro quando sono convinto delle mie posizioni – ha aggiunto – ma sicuramente cercando di non essere mai sopra le righe e rispettoso del pensiero altrui. Il mio essere qui oggi credo rappresenti senza dubbio quali siano le mie valutazioni sulle procedure di cui questa amministrazione si assume la responsabilità che non violino in nessun modo i principi cardine di trasparenza e legalità. Nel momento in cui avessi io stesso dubbi sull’operato sarei il primo a prendere le distanze e a segnalarlo nelle sedi opportune». Per l’assessore, dunque, il rapporto fiduciario con il sindaco e l’amministrazione tutta non è mai venuto meno, e per tale motivo continuerà nella sua azione. Confermando «anche domani il mio impegno», e «continuando a lavorare al fianco del sindaco e dell’amministrazione fino alla scadenza elettorale con l’obiettivo del miglioramento della città e per risolvere criticità purtroppo incancrenite da anni all’interno della macchina amministrativa».

Per Mazza, inoltre, occorre difendere sempre «la dignità e la professionalità di dipendenti e dirigenti che ogni giorno ci aiutano a portare avanti il lavoro dell’amministrazione, di donne e uomini e ricoprono questi incarichi». Ha quindi concluso ricordando a tutti quali siano la necessità e il rispetto «di non superare mai quella sottile linea che separa la vita pubblica da quella privata». Alla fine della fiera, Andrea Mazza non si dimetterà né Mauro Lombardo, al momento, sembrerebbe intenzionato a ritirargli le deleghe «pesanti» contenute nel portafoglio dell’assessorato all’Ambiente, tra cui i Rifiuti, il Verde pubblico per cui si prepara una nuova gara d’appalto, il Demanio e il Cimitero. Tutte le funzioni finite sotto accusa nella missiva di Mazza senior, nei contenuti ora al vaglio della Procura della Repubblica. Tutto bene e niente in ordine nelle stanze dei bottoni di Palazzo Guidoni, almeno fino alla prossima crisi politica.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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