Guidonia – Stadio ristrutturato (anche) con i soldi pubblici ma chiuso al pubblico: inaugurazione blindata e proteste
GUIDONIA – I «numeri» relativi ai costi sostenuti per la riqualificazione e l’ampliamento dello stadio comunale di Guidonia li ha dati il sindaco Mauro Lombardo. Interventi per 3milioni di euro di cui, 500mila, arrivati con un contributo erogato dalla Regione Lazio. Soldi pubblici. Allora, perché si è deciso di chiudere le porte al pubblico, impedendo ai cittadini di assistere all’inaugurazione del nuovo impianto in una giornata definita «storica» dai tifosi i quali, però, nel pomeriggio di ieri (martedì 23 settembre) non sono riusciti ad entrare? Chi ha deciso che il taglio del nastro fosse blindato, alla presenza del solo sindaco, dell’assessore allo Sport Cristina Rossi e dei soliti, pochi e riconoscibili consiglieri comunali che orami formano una specie di «cordone sanitario» intorno a Lombardo? Se lo chiede Emilio Ammaturo che, accompagnato dai nipoti, voleva assistere allo storico evento ma che è stato lasciato fuori senza troppe spiegazioni. Eppure, sottolinea questo cittadino molto noto in città, se è vero che la ristrutturazione costata 2,5 milioni di euro è merito del privato presidente del Guidonia Calcio, Mauro Fusano, è altrettanto vero che la spesa di 500mila euro per l’omologazione del campo in erba sintetica è stata a carico della Regione, quindi di tutti i cittadini. Lo stadio è stato omologato per il campionato di Serie C, questo consente al Guidonia Montecelio 1937 FC di disputare le proprie gare interne nel proprio impianto.
«Il giorno dell’equinozio d’autunno 2025 – racconta Ammaturo – sarebbe stato ricordato dai guidoniani come il giorno della inaugurazione del ristrutturato stadio comunale di Guidonia Montecelio. Un impianto ora omologato per il campionato di Serie C ed ampliato con fondi privati intorno al manto erboso già rinnovato con i soldi della Regione Lazio. Ma alle 16.00 non c’erano i cittadini, il pubblico: la gente, i bambini, le grida, l’allegria di quel particolare momento. Una “cerimonia privata” riferivano le solerti addette. “Non si può entrare”, ha ribadito un poco atletico personaggio qualificatosi come Digos parato dietro al cancello verniciato da poco. A nulla sono valse le istanze di chiamare il sindaco e far presente la maleducazione verso i contribuenti e la città».
«Mentre passavano i minuti oltre un centinaio di persone sono andate via amareggiate e indispettite – aggiunge Emilio Ammaturo -. Tutti avevano letto l’evento inviato sui social con i loghi del Comune di Guidonia Montecelio e della Società Guidonia Montecelio 1937 FC con la firma del sindaco Mauro Lombardo e del presidente Mauro Fusano. Tutti avevano pubblicizzato l’evento quanto l’invito degli atleti a presenziare alla prima partita nel rinnovato stadio alle 18.30 contro il Rimini». Per Ammaturo si è trattato di «un appuntamento mancato con la storia della città che sussiste, vive e si tramanda solo alla presenza dei veri unici ed autentici attori della cronaca: i cittadini».
«È venuto a mancare il collante tra la politica e la gente comune quella che paga i biglietti per entrare allo stadio e i contribuenti che hanno dato del loro con Irpef e tasse alle istituzione per la costruzione dello stadio e quant’altro. Non è privata l’inaugurazione di uno stadio della terza città d’Italia e 58^ della Nazione. È mancata la narrazione insieme al racconto, cronaca, esposizione, ricostruzione, vicende, fatti, avvenimenti, gesta, passato: si chiama storia della città. Tra tanti – conclude Ammaturo – un cittadino era intervenuto ed aveva portato i due nipotini con cui aveva fatto una foto davanti allo stadio comunale per far ricordare ai congiunti il momento visto anche i problemi di salute. Gli è stato impedito di partecipare insieme a tutti gli altri alla storia. Peccato».
