Guidonia – Strada spianata per il Cdx in maggioranza, Lombardo ci sta ma vuole rifare il candidato sindaco nel 2027
GUIDONIA – Una «mozione di sfiducia» al sindaco Mauro Lombardo aperta alle forze politiche di centrodestra sconfitte alle elezioni comunali nel 2022 e collocate (ancora) formalmente all’apposizione. Un modo «per fare chiarezza sulla composizione dell’aula e sui numeri reali della maggioranza consiliare». Insomma, un modo per lasciarsi alle spalle «il groviglio» del chi sta con chi e definire così, una volta per tutte, anche il perimetro di quel che resta delle minoranze. Emanuele Di Silvio, capogruppo del Partito democratico, lancia la proposta in apertura di seduta, durante la discussione dei cosiddetti preliminari. È martedì 11 giugno, dallo spoglio delle elezioni europee dove il Pd guidoniano ha consolidato un 21% abbondante di consensi sono trascorse solo poche ore. Forte del risultato e consapevole del ruolo di forza di opposizione (con la Lega) del Partito democratico, l’intento di Di Silvio è quello di fare uscire allo scoperto i colleghi consiglieri di Fratelli d’Italia e Forza Italia che, nelle ultime assemblee, hanno non solo tenuto il numero legale ma perfino votato favorevolmente alcuni provvedimenti della maggioranza civica che sostiene il sindaco. Una ambiguità che non è passata inosservata.
Non è un mistero che Mauro Lombardo sia culturalmente e politicamente legato al partito di Fratelli d’Italia dentro il Raccordo anulare, amico personale del ministro Francesco Lollobrigida con cui collabora fuori da Palazzo Guidoni e dai confini cittadini. Anche un sostanzioso pezzo di consiglieri comunali eletti in maggioranza con la lista civica «Il Biplano» è storicamente legato al partito di Giorgia Meloni e al sindaco, un altro si è avvicinato più recentemente. Sono tanti, almeno 8, e sono un tutt’uno con i due eletti di Fratelli d’Italia nel ’22, Adalberto Bertucci e Augusto Cacciamani, collocati ancora dall’altra parte dell’aula, di fatto, però, parte integrante dell’ossatura portante della maggioranza un tempo solo civica.
Nel novero non va meno considerato il forzista Alfonso Masini, unico rappresentante degli azzurri in aula, con crescente evidenza sempre più in sintonia con le posizioni del partito di Giorgia Meloni in città. Cacciamani, Bertucci e Masini, nessuno dei tre si è detto disponibile a firmare la mozione di sfiducia proposta dal Partito democratico. Il forzista con la motivazione che «sciogliere l’amministrazione è sempre una sconfitta per i cittadini». Di fatto, la proclamazione di una nuova maggioranza di centrodestra finalmente palesata. E benedetta dallo stesso Lombardo. «Sono pronto a valutare e discutere le aperture che arrivano dal Cdx», ha detto in aula il sindaco, riferendosi alla possibilità di un riadattamento della giunta a stretto giro, dettato dalle nuove esigenze di una maggioranza così larga.
Ma l’obiettivo principe di Lombardo resta l’ottenimento anticipato di una sua riconferma tra tre anni. Allo scadere naturale della consiliatura, previsto nel 2027, vuole essere ancora lui il candidato sindaco, stavolta senza maschere civiche ma direttamente con la divisa del centrodestra. Una opzione ottennale che gli attuali partiti di governo sul territorio dovranno pesare anche nel rapporto con la Lega di Alessandro Messa, da sempre estranea alle maggioranze mutevoli. «Mai in mio nome» ha più volte ripetuto il consigliere del Carroccio riferendosi alla ipotesi di portare la Lega in maggioranza e nella giunta Lombardo. Farà opposizione al fianco del Partito democratico in una composizione davvero inedita per la politica non solo cittadina.
