GUIDONIA – Sulla terza pretendente vige il riserbo assoluto. Negli uffici della Cultura cittadina i rumors però quel nome lo sussurrano: Tor Bella Monaca.  Indiscrezioni, anticipazioni oltre la coltre di mistero che avvolge la terza delle tre proposte arrivate al protocollo dell’Ente per l’affidamento dei servizi teatrali. Bando di gara aperto e chiuso, in via di aggiudicazione anche se con i  tempi ancora incerti. I bene informati tuttavia rilanciano: la stagione dell’Imperiale potrebbe entrare nel circuito dei «Teatri in Comune», quel sistema teatrale «pubblico e plurale, nato sotto il coordinamento del Teatro di Roma per volontà dell’amministrazione capitolina 5Stelle», già comprensivo delle esperienze locali di Ostia, Tor Bella Monaca, Teatro Villa Pamphili. Una realtà culturale di «cintura», periferica quanto basta, che potrebbe inglobare  il Cartellone del sito guidoniano all’indomani dell’aggiudicazione di gara.  

L’Obiettivo era già nelle parole del delegato capitolino alla Cultura Luca Bergamo all’indomani dell’insediamento: arrivare a una formula aggregativa di palcoscenici «in Rete»; «ciascuno con le proprie vocazioni e specificità» che è la principale finalità della politica culturale a 5Stelle della capitale. Sotto quale forma giuridica la struttura romana, nella organizzazione, sia sbarcata a Guidonia è top secret. Se con una singola associazione o un raggruppamento che potrebbe aver incluso Forza 9 per il teatro, soggetto culturale vicino ai 5Stelle già assegnatario della scorsa, fallimentare gestione dell’Imperiale. È invece fatto certo che l’associazione sia presente singolarmente e con una propria proposta. La terza pervenuta a palazzo è infine quella del duo Anna Greggi e Gennaro D’Avanzo.

Spetterà ora alla commissione di gara aggiudicare il servizio. Mentre sarebbe stato individuato il presidente mancante, la figura esterna di grido nel mondo culturale italiano, necessaria a guidare l’Ente nella scelta. Se è vero che tutte le strade (di questi tempi) portano a Viterbo, approdo prediletto per dirigenti in fuga dalla terza città del Lazio, proprio dalla Tuscia arriverebbe il 46enne esperto di faccende teatrali, già incaricato con apposita determinazione non ancora pubblicata all’albo pretorio online. Si tratta di Massimiliano Capo, da oltre 20 anni  impegnato nel mondo della «comunicazione e in particolare di comunicazione sociale, con lunga esperienza in ambito politico e associativo». Si legge ancora nel curriculum: «Nel corso degli anni ho scritto per diverse testate, locali e nazionali, sul tema delle politiche dello sviluppo, di rete e più in generale di temi culturali». Cercando in Rete si apprende anche di un incarico di tesoriere provinciale dei Ds (Democratici di sinistra) già qualche anno fa, quando a regnare da quelle parti era Ugo Sposetti, il responsabile nazionale dei conti di D’Alema e Veltroni. Il viterbese, terra per contabili, esperti teatrali e dirigenti in fuga.

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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