GUIDONIA – Un bando fatto male. Le cui contraddizioni, nei passaggi di legge che dovevano portare «all’affidamento in gestione dei servizi relativi alle attività culturali del teatro Imperiale» sono emerse stamattina (9 novembre) nel corso della seduta commissariale di aggiudicazione. Risultato: tutto sospeso in attesa dei chiarimenti – di natura burocratica e normativa – che il presidente Dino Luzi ha avanzato alla stazione appaltante, ovvero lo stesso Comune di Guidonia Montecelio. Tecnicamente l’intoppo sarebbe nella formula di affidamento del servizio, di fatto – si legge nel verbale di rinvio –  non un trasferimento della gestione con annessi costi e ricavi, che comporterebbe zero spese per l’Ente, ma un semplice affidamento semplificato (e oneroso, circa 40mila euro l’anno) di appalto di servizi senza alcuna garanzia per l’Ente di pareggiare i conti tra entrate e uscite come obbliga il regolamento comunale sul funzionamento del teatro.

Spiega Giovanna Ammaturo, consigliere comunale della Lega: la questione non riguarda solo l’Imperiale ma anche il museo Lanciani. I luoghi della cultura comunale sono «beni patrimoniali dell’Ente» che non possono pesare sui conti pubblici ma anzi dovrebbero garantire un attivo di gestione, almeno pareggiare le uscite. Per ora l’affidamento non c’è stato. Ci vorrà ancora tempo per sciogliere i nodi procedurali mentre il teatro della terza città del Lazio resta al palo. E la stagione che doveva essere iniziata da un pezzo rinviata a data da destinarsi. 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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