LA QUESTIONE  delle responsabilità penali e civili degli amministratori pubblici è stata di recente molto dibattuta. Il presidente dell’Anci (associazione nazionale comuni d’Italia) Antonio Decaro, sindaco di Bari, ha chiesto perfino una revisione del Tuel. Quel testo unico degli enti locali che, introdotto nell’ordinamento con il decreto legislativo 267 del 2000, ha rivoluzionato la gestione degli Enti Locali. Le responsabilità penali e contabili di sindaci, assessori, consiglieri comunali. Un argomento quantomai d’attualità che Francesco Petrocchi, avvocato ma soprattutto per trent’anni amministratore locale, ha trattato approfonditamente nel suo  «Prontuario del consigliere comunale, guida per orientarsi negli enti locali». Un manuale dato alle stampe con l’obiettivo di fornire uno strumento di conoscenza a chi vuole cimentarsi con l’amministrazione pubblica.

Proprio alcuni dei capitoli del libro riguardano le responsabilità cui vanno incontro sindaci e assessori nei ruoli di governo, i consiglieri comunali nella funzione di indirizzo e controllo dell’azione amministrativa. Un dedalo di leggi, alcune configgenti, che intrecciano gli effetti del Tuel, senza una adeguata preparazione rischia di trasformare la vita dell’amministratore locale in un incubo. Lo racconta bene Petrocchi in questa fase di promozione del libro, quando incontra centinaia di colleghi consiglieri e assessori, e indugia sulle insidie nascoste dietro la gratificazione di un’elezione centrata. L’autore spiega come, superata la «candidite» e soddisfatte le legittime aspirazioni, si rischi di ritrovarsi per anni impelagati in vicende giudiziarie assurde, tipo l’abuso d’ufficio, o contabili come a lui stesso accaduto quando faceva l’assessore al Comune di Mentana. Tutta vita vissuta insomma quella raccontata in un libro ricco di aneddoti, paradossi e lacune del sistema. Ne consegue che fare l’amministrazione locale è davvero difficile e bisogna arrivarci con una adeguata preparazione. È autentica convinzione dell’autore che, sul  piano delle responsabilità, la politica e la gestione burocratica si confondano troppo, e che troppo spesso l’avventura dell’eletto si trasformi in un azzardo giustificabile, ancora, solo con l’amore incondizionato per la politica. 

Come detto, nel libro c’è tutta l’esperienza maturata da Petrocchi in trent’anni di attività politico amministrativa: prima al Comune di Mentana, come consigliere e assessore, all’opposizione e al governo, poi nel quinquennio alla già Provincia di Roma da consigliere. C’è anche tanta narrazione, fondata su fatti realmente accaduti nelle stanze della politica e negli uffici comunali, due ambiti che la legge tende e a tenere separati che ma intersecano obiettivi comuni e comuni responsabilità. Ecco allora che il manuale diventa importante nel fornire elementi di conoscenza politica e tecnica, uno strumento di orientamento tattico e normativo per svolgere al meglio il ruolo pubblico. Frutto non solo dello studio, ma anche dell’esperienza, del vissuto. Un libro diverso dalle altre pubblicazioni, quelle di chi ha frequentato gli enti locali solo dal punto di vista burocratico e professionale e non da rappresentante del popolo.

«Prontuario del consigliere comunale, guida per orientarsi negli enti locali» è infatti ricco di episodi, di schemi di atti, di suggerimenti e di approfonditi riferimenti normativi e giurisprudenziali ma sempre supportati da storie realmente accadute. Insomma, Petrocchi ci tiene proprio a sottolineare l’importanza  degli amministratori locali nella democrazia italiana e degli enormi sacrifici che sono chiamati a fare. «Spesso i cittadini non sanno che questo lavoro viene svolto in maniera onoraria e senza retribuzione alcuna sottraendo tempo al lavoro e alla famiglia – dice-. A Mentana per esempio il gettone di presenza è di 19 euro e io ho rinunciato già dallo scorso mandato. Purtroppo l’immagine del politico viene vituperata per colpa di poche mele marce, a discapito della maggior parte delle persone che sono preparate e disponibili. Le amministrazioni locali sono rimaste semplicemente la trincea, l’avamposto in cui si percepisce il reale bisogno dei cittadini e in cui si è costretti letteralmente a inventare soluzioni sul filo delle interpretazioni normative. Tutte le persone che aspirano ad avere importanti ruoli politici dovrebbero partire dal basso e fare un’esperienza da consigliere comunale. Questa credo sia la migliore palestra politica, perché il rapporto diretto con i cittadini ti inchioda alle tue responsabilità»

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AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

1Commento
  • Decini Giovanni

    Sono pienamente d’accordo con lAvv. Petrocchi, un sindaco è il primo responsabile della sua comunità ha enormi responsabilità, personalmente alcune di queste glie le toglierei, come ad esempio la protezione civile

    marzo 11, 2021

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