LE TURBOLENZE che rischiano di travolgere il partito in uno tsunami senza ritorno si registrano nel sud del Lazio. A Frosinone e Cassino, a Latina e provincia dove la Lega salviniana sta completando la campagna acquisti. Sui cellulari dei big la parola dissolvimento non è un tabù, e Forza italia nella regione è ai minimi di sempre. Nicola Ottaviani, il sindaco di Frosinone è ormai a un passo dalla Lega, diversi consiglieri eletti nei comuni di quella provincia anche. Come per Antonello Iannarilli, l’approdo è Direzione Italia. L’altra gamba del progetto salviniano degli architetti, Giorgia Meloni e Raffaele Fitto che vogliono, dopo l’ampliamento, accogliere a bordo Giovanni TotiAlfredo Antoniozzi, nel Lazio addirittura il numero uno azzurro, il potente segretario e senatore forzista Claudio Fazzone.

Nel clima di «si salvi chi può» dalla nave che affonda, proprio l’uomo di Fondi ha diramato gli ultimi disperati appelli a una nuova unità, un richiamo alla inversione di tendenza per salvare il salvabile. In due diverse interviste rilasciate a distanza di pochi giorni a Gianluca Trento di Ciociaria Oggi, Fazzone non nasconde la drammaticità del momento, senza risparmiarsi l’ennesimo duro attacco ai vertici nazionali, al «cerchio magico» di Berlusconi, ma anche l’auspicio di un ritorno alla politica nei territori. Nella lettura degli analisti, forse un preludio all’addio ma solo dopo averle tentate tutte. «Non è una questione di slealtà nei confronti di Silvio Berlusconi e di Antonio Tajani. Il punto è che Forza Italia va cambiata, rifondata».

La novità di giornata, nel clima di disfacimento azzurro, è anche la picconata del consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, destinatari Tajani e Fazzone: o si fa il congresso il 10 marzo, oppure tanti saluti. L’ultimatum prima di prendere la direzione della Lega o di Fratelli d’Italia, con al seguito uno stuolo di seguaci tra gli amministratori della sua terra di elezione, la ciociaria.

Da una parte l’esodo nelle aree dove storicamente il partito è forte, dall’altra l’incertezza, rischiano di distruggere (anche) quel che resta in termini di risorse e classe dirigente nei territori della provincia di Roma. Dove la solita lega ha fatto incetta di amministratori eletti a vario titolo nelle liste civiche, in Forza italia e Fratelli d’Italia. A questo punto deve decidere Antonio Tajani è il refrain in casa azzurra. Il nodo sono i congressi. ma chi li deve convocare?  Fazzone ha spiegato a Ciociaria Oggi che «non può fare le convocazioni dei congressi provinciali fin quando non avremo la platea ufficiale degli iscritti. Poi, prima dell’assemblea provinciale, vanno svolti i congressi comunali. In ogni caso non è che i congressi servono solo a nominare i coordinatori. Il punto è proprio questo. In tanti guardano a certi appuntamenti soltanto per le caselle. Il partito ha bisogno di altro». Confusione totale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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