L’ENNESIMO intoppo burocratico, una dimenticanza degli uffici comunali, forse l’errore di un singolo o peggio un atto volontario, l’amministrazione del pentastellato Michel Barbet finisce per la seconda volta in pochi giorni sotto la lente di Donatella Ibba, l’ex assessore all’Ambiente di Fonte Nuova, stavolta chiede perché il comune non abbia adempiuto, a termini di legge, alla pubblicazione della delibera del Mibact di istituzione del vincolo archeologico nell’area dell’Inviolata, dove insiste il Tmb. La manchevolezza procedurale per Ibba si rileverebbe dalla carte della Regione Lazio, in particolare dalla determina di chiusura del procedimento autorizzativo del TMB del 15 gennaio scorso. In merito, scrive in un comunicato l’ex assessore a capo di una associazione ambientalista (Cittadini per Fonte Nuova è nostra), del “vincolone del Mibact”, procedimento di interesse archeologico chiuso dal ministero nel settembre 2016, si sarebbero perse le tracce nei corridoi del comune di Guidonia Montecelio che risulterebbe inadempiente per mancata pubblicazione della delibera, un vizio formale che avrebbe impedito alla Regione di recepirne gli effetti sui criteri di salvaguardia introdotti per quell’area.

La pubblicazione, obbligatoria per Legge, è del resto menzionata nello stesso atto del Mibact: “La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale provvederà alla trasmissione al comune di Guidonia Montecelio (RM) del numero della Gazzetta Ufficiale contenente la presente dichiarazione, unitamente alla relativa planimetria, ai fini dell’adempimento, da parte del Comune interessato, di quanto prescritto dall’ art. 141, co. 4 del d.lgs.vo n. 42/2004 e ss.mm.ii.”

Quindi per Ibba, il parere favorevole al Tmb, mai revocato in sede di conferenza dei servizi in Regione, sarebbe la seconda contraddizione “posta in essere dall’attuale maggioranza del comune di Guidonia” sulla strada di una azione concreta di contrasto alla apertura dell’impianto. La mancata pubblicazione della delibera, fatto ancora più grave, rappresenterebbe per l’ex assessore un nulla osta all’ampliamento “del sito della discarica esistente”, e un ostacolo alle operazioni di messa in sicurezza dell’area della vecchia discarica, dove “in caso di adempimento si sarebbero potuti eseguire solo lavori di rinaturalizzazione e ripristino paesaggistico, previa autorizzazione di questo ministero”.

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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