TIVOLI – Sfascia e rabbercia di continuo, la caratteristica è tipica del personaggio. Dentro e fuori dai partiti, a seconda dei momenti storici e delle opportunità personali, Laura Cartaginese ha l’indubbia capacità di far discutere la politica intorno alla sua figura in quel di Tivoli, la città natale, ma anche nella vicina Guidonia Montecelio, mai tralasciata negli anni quanto a trame elettorali. Perfino troppo neutra nei rapporti con gli avversari politici del calibro di Marco Vincenzi del Partito democratico, la capogruppo della Lega al consiglio regionale del Lazio, da mesi, lavora alla costruzione dei suoi personalissimi castelli di carta con le figurine del proiettismo che fu. Una trasfigurazione degli impianti di potere che per un decennio hanno tenuto in piedi il sindaco civico di Tivoli Giuseppe Proietti e che ora, la Nostra, intende riciclare in blocco in quel centrodestra che vorrebbe allineato ai governi della Regione Lazio e di Palazzo Chigi. Una operazione di maquillage ovviamente respinta dai partiti che rappresentano la coalizione a livello locale, dove la linea (imprescindibile) è «mai  con coloro che hanno governato e governano il Comune con Proietti». 

Finiti i giochi delle trattative, non più tardi di una settimana fa, Fratelli d’Italia, Forza Italia e alcune liste civiche d’area chiudevano il patto elettorale indicando la candidatura a sindaco di Marco Innocenzi del partito di Giorgia Meloni e consumando una rottura con la Lega di Laura Cartaginese e del vice commissario comunale del Carroccio Eligio Rubeis.

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Sembrava finita lì, o quasi, viste le residue capacità di manovra per riaprire trattative e sanare divergenze insormontabili ai tavolini tiburtini. Almeno prima del comunicato stampa (pubblicato da Tiburno.Tv mercoledì scorso) del “non tolleriamo fughe in avanti” a firma Cartaginese e Angelo Valeriani, segretario provinciale leghista. La partita, annunciavano dal partito di Matteo Salvini ai livelli superiori, è tutt’altro che chiusa e «la decideremo noi ai tavoli regionali del centro destra dove continuano le riunioni in vista delle elezioni amministrative che coinvolgeranno molti comuni del Lazio».

«In quest’ottica – continuava la nota – va avanti il lavoro per arrivare a un percorso condiviso, come ribadito anche ieri dai rappresentanti di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Unione di Centro, per continuare quanto di buono sta facendo il Governo nazionale e regionale. Da parte nostra c’è la massima disponibilità ad arrivare il prima possibile a delinearlo in tutti i comuni chiamati a rinnovare le amministrazioni. La strada resta quella dell’unità e la cosa migliore, soprattutto in questa fase, è evitare pericolose fughe in avanti che non fanno bene a nessuno ma rendono solo più complesso un dialogo che invece continua su più livelli. Non è tempo di nomi o veti ma di idee condivise e noi siamo a disposizione». Messaggi, neanche troppo subliminali, rivolti agli esponenti del Cdx locale. Con il seguente significato: qualunque scelta fatta fin qui è priva di valore, le decisioni si prenderanno altrove, ai tavoli dove Cartaginese pensa di poter spendere tutto il suo peso di consigliere regionale. E dove la Lega di Claudio Durigon è pronta a pretendere (su Tivoli) la candidatura a sindaco del Cdx per Emanuele Di Lauro, attuale presidente del consiglio comunale a maggioranza civica, e un posto in lista e (nella coalizione) per i consiglieri Alessandro BaldacciFederica Unisoni e Simonetta D’Ignazi, gli assessori proiettiani Maria Luisa Cappelli Domenico Cecchetti, tutti recentemente entrati nella Lega dietro spinta della stessa Cartaginese e dopo il loro addio al civismo ma non all’amministrazione Proietti.

La capogruppo leghista, si sa, è maestra nei giochi delle carte o delle tre carte, brava com’è a rimescolare il mazzo. Cinque anni fa, in occasione delle elezioni comunali che avrebbero riconfermato Giuseppe Proietti sindaco di Tivoli, non esitò a parcheggiare fuori dalle urne il suo partito – in quel momento (Forza Italia) – dirottando le candidature più robuste nelle liste civiche a sostegno di Proietti e dividendo inesorabilmente il centrodestra. Ora che l’era civica sembra tramontata e quella dei partiti è tornata di moda, almeno a destra con la vittoria della Regione Lazio un anno fa, la Nostra ha cambiato strategia per continuare di garantire ai suoi seguaci consiglieri uscenti un posto al sole. Nel Lazio, non solo Tivoli, nel turno dei prossimi 8 e 9 giugno andranno al voto importanti Comuni dell’area metropolitana di Roma e della regione. Trattative complicate, al momento, sono in corso per sciogliere il nodo del candidato sindaco di Cassino (provincia di Frosinone), in ballo, anche le decisioni da assumere su Civitavecchia e Monterotondo, altre due importanti città della provincia di Roma dove il centrodestra è diviso sulla scelta dei nomi da indicare. Mentre mancano 4 mesi alle urne. (foto di copertina dal web).

     

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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