TIVOLI – Come una mosca, adesso sbatte imprigionata nel bicchiere capovolto. Laura Cartaginese si sente all’angolo ma reagisce all’ufficialità dell’investitura di Marco Innocenzi (il candidato sindaco di Fratelli d’Italia e Forza Italia e di 4 liste civiche nella coalizione di Centrodestra) sottintendendo la sua contrarietà e rivelando l’esistenza di un «suo» Cdx di riferimento, fatto da Lega, Udc, Noi Moderati + liste civiche. Una coalizione gemella e alternativa. Grazie a una nota stampa diffusa martedì 20 febbraio dai media locali, si sono potute conoscere queste strabilianti novità, introdotte dal Cartaginese pensiero nella discussione che, a Tivoli, precede di qualche mese le elezioni. Come la persistenza in vita di un tavolo di trattativa che «pertanto è e rimane aperto a tutti coloro, movimenti e partiti, che vogliano aderire dando priorità alla competenza, alla partecipazione ed alla condivisione». In una logica unitaria del Cdx, riproposta localmente con lo schema esistente al governo del Paese e alla Regione Lazio, l’appello alle ri-aperture sembrerebbe rivolto agli alleati di FdI e FI, affinché rinneghino la candidatura già benedetta di Innocenzi, rimuovendo così l’ostacolo alla ripresa di un dialogo pacificatorio, ma quando si tratta di Cartaginese l’uso del condizionale è d’obbligatorio. Lei, potrebbe già guardare altrove.

Nella «sua» Tivoli, la consigliera regionale leghista, ha infatti abituato un po’ tutti alla destrutturazione di partiti, alleanze. Preferiti perfino al civismo di Giuseppe Proietti nelle amministrative di cinque anni fa. Il cambiamento di idee e di fronti è nel suo dna politico dai tempi di Forza Italia, lasciata per la Lega del massimo consenso, quando il partito di Matteo Salvini (nel 2019) veleggiava ancora sulle percentuali elettorali oggi di Fratelli d’Italia: più o meno il 30%. Tra gli addetti ai lavori, le voci di un suo imminente ritorno nella casa azzurra, continuano, poi, ad essere insistenti, seppur smentite dalla diretta interessata a più riprese. Da mesi, Cartaginese, sarebbe con un piede di nuovo dentro Forza Italia, nonostante sia stata incaricata dal Carroccio regionale a trattare le candidature nella «sua» Tivoli in vista delle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno.

Proprio lo scompiglio portato dalla sua nomina a commissario della Lega Tivoli (come la scelta di indicare Eligio Rubeis suo vice e delegato alle trattative nei tavoli elettorali), è stato uno dei principali motivi di attrito con i leghisti (ormai ex) locali, fuggiti a gambe levate e diventati grandi sostenitori di Marco Innocenzi. In questo quadro, le lacerazioni nel Cdx diviso a metà, saranno di difficile, se non impossibile, ricomposizione. Anche perché Cartaginese ha tutt’altro che abbandonato l’idea di schierare il «suo» candidato sindaco, l’avvocato Emanuele Di Lauro, tra i principali protagonisti del civismo proiettiano in uscita da Palazzo San Bernardino (è presidente del consiglio comunale). Lo ha introdotto nella Lega, convinto il gruppo di consiglieri e assessori di riferimento a fare altrettanto, ha promesso loro mari e monti, e, si sa, nelle faccende a sfondo elettorale ogni promessa è debito. Cartaginese può solo, a questo punto, muovere ogni insistenza possibile per mettere Di Lauro a capo del Cdx unito deciso da lei. Fino a ricorrere agli espedienti più diversi per aggirare e superare gli impedimenti. In effetti, qualche stratagemma, s’è pure intravisto recentemente. Già il giorno della ufficialità della candidatura di Marco Innocenzi, presentata alla stampa con una pubblica conferenza all’hotel Cristallo di Villa Adriana lo scorso 15 febbraio, circolava un sondaggio pro candidato della Lega/Cartaginese.

Il «sondaggio» pro/Lega proposto da EtruriaNews, hanno votato in 2.224

Una consultazione informale, priva di qualunque valore scientifico, lanciata da un sito di informazione (Etrurianews.it) che chiedeva ai lettori, ovunque disseminati nel mondo, di scegliere l’aspirante sindaco di Tivoli preferito. Sondaggio chiuso il 20 febbraio, dove Di Lauro «doppia» i click del concorrente Innocenzi. Quando si dice la forza delle «manine» amiche, accorse a sostegno della causa leghista: provare a dimostrare una presunta, maggiore attrattività elettorale. Le elezioni, però, non si vincono su internet, men che meno con i giochetti degli smanaccioni da pc richiamati a raccolta. Fuorvianti della realtà delle cose. Questo, almeno, Laura Cartaginese lo sa. Conosce i meccanismi e sa far di conto (in coppia con Rubeis sono imbattibili coi numeri). Con Di Lauro al comando di una coalizione composta da Lega, Udc, Noi Moderati + civiche (troppe e presenti in tutti gli schieramenti, dunque inflazionate) non si canta messa. Al ballottaggio, che con alta probabilità deciderà le amministrative, così strutturati non ci si arriva. Ecco allora lo scenario delle alleanze alternative fatto circolare ancora sui media.  Se artatamente lo dirà il prossimo futuro. La Lega? Laura Cartaginese?. Possono «valutare un ibrido politico mettendo da parte ideologismi di sorta per costituire un cartello elettorale sperimentale con il Partito Democratico e Azione». Più che altro, un «pizzino» per Forza Italia e Fratelli d’Italia

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AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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