GUIDONIA – Bioristoro non è contro il pasto da casa ma contro l’utilizzo promiscuo dei refettori comunali, da contratto appannaggio esclusivo dell’appaltatore. Questo è il passaggio dirimente di una faccenda complicata all’inverosimile dall’amministazione 5Stelle e diventata nel tempo un pasticcio (non di pasta), per mancanza di soluzioni pratiche utili a superare le inevitabili criticità. Bioristoro del resto aveva annunciato le sue intenzioni all’indomani della introduzioni del panino di mamma. Da consumare all’interno delle aree destinate ai pasti dei vari istituti scolastici. Una soluzione giudicata da subito inadeguata dalla società appaltatrice. Né le linee guida fornite dalla Asl potevano essere sufficienti a garantire gli standard di sicurezza a tutela della salute dei piccoli alunni. Dunque una strada obbligata dalle norme la impugnazione al Tar di tutti gli atti del caso, ivi compresi quelli prodotti dall’Ente, principalmente della direttiva dell’11 novembre 2017, diramata dalla direzione della azienda sanitaria locale, contestata nel merito (e formalmente) dalla società Bioristoro in almeno tre circostanze con il sindaco Michel Barbet e l’assessore Elisa Stani, confutazione rimasta, è il caso di dire, lettera morta.

Le direttive interne adottate dai dirigenti scolastici sulle delimitazioni all’interno dei refettori da destinare al pasto da caso, non potevano d’altro canto ritenersi efficaci sul piano legale a sollevare da qualsivoglia responsabilità la Bioristoro. Né arrivava a supporto delle lagnanze della società, una determinazione dirigenziale del comune di recepimento dei contenuti di quelle stesse direttive, una negazione giocata dall’Ente a salvaguardia del contratto in essere con Bioristoro, che in caso contrario avrebbe corso il rischio di aprire altri fronti di rivendicazione da parte della società. La mancata assunzione di responsabilità, come la ricerca di soluzioni pratiche alternative, sono quindi i fattori critici che ricadono sulla gestione del duo Barbet-Strani. Che in un primo momento aveva tentato la strada di lasciar consumare il pasto da casa in aula, salvo poi accorgersi delle ripercussioni discriminatorie della scelta. Con i ragazzini catalogati in di serie a e b, in violazione della Costituzione italiana prima che delle leggi ordinarie in materia. Un caso bello e buono di approssimazione e non solo amministrativa.

Ora il sindaco, come ha abituato un po’ tutti, dal suo profilo Facebook scrive che il comune si costituirà al fianco delle famiglie e contro la Bioristoro nella udienza del prossimo 6 febbraio. Ma scarica ogni responsabilità del pastrocchio sugli istituti scolastici che “nella propria autonomia decisionale, hanno scelto di permettere l’ingresso del pasto da casa e hanno approvato regolamenti interni per consentire a tutti gli alunni di consumare insieme il pasto senza discriminazione alcuna”. Poi aggiunge: “La Asl ha fornito le proprie indicazioni in materia igienico sanitaria e il comune sulla scorta di tali indicazioni ha chiesto alla Bioristoro la modifica delle scia. Successivamente la Bioristoro, nonostante abbia provveduto alla modifica delle suddette scia, ha presentato ricorso al Tar contro il comune e contro la Asl, al fine di ottenere l’annullamento di quanto sin qui fatto”. Il comune per Barbet è quindi (e improvvisamente) “un soggetto terzo stante l’autonomia decisionale degli istituti scolastici e dei genitori e le indicazioni della Asl competente”. Pertanto è bene che i cittadini interessati sappiano che “fatto il comune tutto quanto era nelle proprie facoltà, all’udienza che si terrà il 6 febbraio, sarà la sovraordinata autorità di un giudice a decidere definitivamente sulla possibilità o meno di continuare a consumare il pasto domestico nelle scuole di Guidonia”. Insomma, dopo il pastrocchio la resa politica. Ma senza il riconoscimento degli errori.

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua venticinquennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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