GUIDONIA – Le denunce del padre dell’assessore accendono accendono altri fari sul bando di gara dei rifiuti (già chiacchierato) che vale 100 milioni (l’affidamento è settennale), la cui scadenza per la presentazione delle offerte è fissata al 1 ottobre. Più in generale, nel mirino di Salvatore Mazza (NE ABBIAMO SCRITTO QUI: Amministrazione Lombardo, gravi irregolarità e abusi di potere: le denunce shock arrivano dal padre dell’assessore) è finita la gestione complessiva del settore Ambiente del Comune di Guidonia Montecelio, attraverso la ormai nota (e famigerata) lettera/nota densa di accuse protocollata dal padre dell’assessore Andrea Mazza, delegato dal sindaco Mauro Lombardo proprio ad occuparsi di rifiuti, ambiente, cimitero e cave. Un genitore contro il figlio, sembra essere questa la situazione paradossale che nella terza città del Lazio non finisce di fare discutere.

È di ieri (24 settembre) la notizia della richiesta di convocazione di un consiglio comunale straordinario avanzata dalle opposizioni consiliari. Insomma, le 24 pagine descrittive nei dettagli di anomalie, presunti abusi di potere, interferenze nella gestione degli appalti, discussi incarichi professionali affidati con la tecnica della pesca nel mazzo hanno gettato un’ombra sul settore la cui responsabilità non può ricadere soltanto e direttamente sul ruolo dirigenziale, principalmente finito nel tritacarne, ma indirettamente anche sul figliolo Andrea, il quale da oltre un anno siede sulla poltrona di assessore all’Ambiente e non può dirsi un passante per caso in quegli uffici, dove regolarmente si reca per portare le linee di indirizzo del vertice politico amministrativo qual è il sindaco Mauro Lombardo.

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Si sottolineino d’ora in avanti, i passaggi più controversi della nota/lettera, tralasciando tuttavia i nomi a tutela della privacy di quanti, ricoprendo un incarico apicale, sono stati tirati in ballo e che a loro volta potrebbero avere deciso di ricorrere alla autorità giudiziaria per essersi sentiti diffamati. Il cronista può e deve, però, circostanziare i fatti: con una gara d’appalto di quel valore in corso di svolgimento e una società esplicitamente citata da Mazza padre, che potrebbe essere tra i partecipanti. Una vicenda connotata da numerosi chiaroscuri ma relativamente facile da ricostruire. In essere da mesi se non da almeno due anni. Da quando, cioè, l’amministrazione Lombardo decise di non esercitare la opzione di rinnovo di ulteriori due anni alla Tekneko di Avezzano (Aq), che attualmente seppur in proroga tecnica gestisce il servizio di igiene urbana, decidendo di fatto di andare a nuova gara. Mazza nella nota parla di una «diceria» che gli sarebbe stata riferita, secondo la quale «la società accreditata per l’aggiudicazione della gara ancora in corso sarebbe la omissis di Salerno». Passa poi sotto la lente una serie di incarichi professionali affidati sotto soglia e direttamente a società e liberi professionisti che tecnicamente hanno avuto l’incombenza di preparare la documentazione di gara, fissando i requisiti che i possessori dovranno poter dimostrare per concorrere all’appalto. Mazza cita dunque una serie di atti di competenza dirigenziale, le determine, che avrebbero consentito il formalizzarsi di questi incarichi di natura professionale, scelti a suo dire con il criterio della vicinanza «amicale» ed extra ufficio ad altro dirigente, assegnato ad altro settore, distante per deleghe da quello tecnico dell’Ambiente. Circostanze che, se vere, getterebbero un’ombra sull’intera procedura di preparazione alla gara di appalto poi affidata, per la fase di aggiudicazione, alla centrale unica di committenza della Città Metropolitana di Roma, ignorando così l’esistenza di una convenzione in essere tra il Comune e la IX Comunità Montana del Lazio, ente che dal 2021 viene incaricato dalla stazione appaltate a svolgere le gare.

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Una decisione del dirigente, stranamente assunta in assenza di un indirizzo politico della giunta. Un quadro di stranezze sulle quale Salvatore Mazza indugia a lungo senza tralasciare alcun dettaglio. Arrivando a sostenere, a proposito di chi prende le decisioni che «chissà, magari sottobanco in qualche riunione molto riservata e stretta si decide cosa fare?», invitando quindi il sindaco e l’amministrazione a fare le cose come si deve e con maggiore trasparenza. Insomma, la faccenda sembra assai seria e dalle indiscrezioni sarebbe già sul tavolo della Procura di Tivoli. Oggi, giovedì 25 settembre, se ne discuterà nella commissione Trasparenza presieduta dal consigliere comunale dem Mario Lomuscio prima di sbarcare in aula per la discussione che potrebbe avvenire perfino a porte chiuse per tutelare quell’amministrazione Lombardo sulla quale Mazza padre ha gettato quintalate di ombre. (to be continued)

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AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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