GUIDONIA – Il dado è tratto e lo si scopre scorrendo i contenuti della nota di aggiornamento al Dup (Documento unico di programmazione) 2024/26 licenziata dalla giunta venerdì 1 dicembre 2023. Il Comune di Guidonia Montecelio procederà a una nuova gara d’appalto (affatto necessaria e frutto della discrezionalità amministrativa) per assegnare il servizio di igiene urbana di durata quinquennale e del valore di oltre 66 milioni di euro. Ad istruire le procedure di gara, già nelle prossime settimane, potrebbe essere un nuovo dirigente tecnico da assegnare proprio al settore Ambiente. Figura che, l’amministrazione rosso civica, intende individuare attraverso un bando di selezione per curricula e colloqui, pubblicato ieri (lunedì 11 dicembre) all’albo pretorio online dello stesso Comune. Si cercano ingegneri, meglio se con specifiche competenze ambientali. In palio, un posto di lavoro con contratto nazionale della dirigenza, di carattere fiduciario, da attribuire secondo le modalità previste dall’articolo 110 del Tuel (Testo unico degli enti locali, dlgs 267 del 2000). Attualmente, la posizione al vertice del settore Ambiente è scoperta. Assegnata in via temporanea all’altro dirigente di nomina politica occupato ai LL.PP, Annalisa Tassone, sempre meno gradita, raccontano però i rumors di Palazzo, al sindaco civico Mauro Lombardo, che con proprio decreto l’aveva incaricata non più tardi di un anno fa e che ora potrebbe procedere con una revoca, totale o in parte, delle deleghe precedentemente attribuite. 

La via di una nuova gara da intraprendere nei prossimi mesi non era una scelta obbligata. Il vecchio appalto aggiudicato dal Comune nel 2021 all’associazione temporanea d’impresa Tekneko-Fratelli Morgante di Avezzano (L’Aquila) si avvia alla naturale

scadenza triennale il prossimo 27 maggio, ma avrebbe potuto garantire una continuità contrattuale negli anni 2024/26 qualora l’amministrazione avesse esercitato la clausola di rinnovo biennale già prevista nel Disciplinare di gara del 2021. 

Leggi anche  Rifiuti, l’opzione di rinnovo vale più di 22milioni: intorno all’appalto manovre (politiche) e un giallo

Una opzione di rinnovo (questo sito d’informazione indipendente se n’è occupato in modo approfondito), del valore di 22.391. 516, 54 euro. A beneficiarne, sarebbe stato ancora il consorzio avezzanese, in quanto, aggiudicatario dell’appalto originario, svolto nel 2021 per il tramite della Centrale unica di committenza della IX Comunità Montana del Lazio con la formula dei 3 anni + 2. Il contratto relativo al triennio venne stipulato il 27 maggio del 2021 e la scadenza naturale è prevista, in pari data, nel 2024. C’era poi il rinnovo opzionale dei «+ 2 anni» niente affatto automatico. Il Comune di Guidonia Montecelio avrebbe dovuto determinare la sua volontà di continuare per altri due anni con Tekneko «almeno 6 mesi prima della scadenza del contratto triennale». Vale a dire: entro e non oltre lo scorso 27 novembre. L’amministrazione, nella sua ampia capacità discrezionale, ha invece deciso di non esercitare la opzione di rinnovo producendo gli atti amministrativi conseguenti, aprendo così la strada ad una nuova gara.

I nodi irrisolti sulla mancata internalizzazione del servizio di igiene urbana

Nel consiglio comunale dell’8 giugno 2022, l’ultimo del quinquennio 5Stelle, una maggioranza allargata al Partito democratico aveva votato e approvato una delibera di indirizzo politico dal titolo inequivocabile: «Presa d’atto dello studio di fattibilità e del progetto di internalizzazione del servizio di igiene urbana del Comune di Guidonia Montecelio. Espressione di volontà di attuazione del progetto e avvio procedura di internalizzazione».  Gli intenti erano ancor più espliciti nel testo dell’atto: è volontà dell’Ente iniziare a gestire in house il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento parziale dei rifiuti dal momento della scadenza del contratto triennale previsto a maggio 2024. Tale volontà è rimasta cristallizzata all’8 giugno del 2022. Quando il Pd governava con i 5Stelle. Oggi i democratici sono in maggioranza con i civici di varia connotazione politica (vincitori delle elezioni comunali di un anno e mezzo fa), occupano la giunta con il loro assessore Alberto Cuccuru e hanno cambiato idea sull’internalizzazione approvata convintamente ai tempi in cui, con il M5S, erano una sola anima. Nei mesi scorsi, i dem sembravano tornati propensi a lasciare il servizio a Tekneko per ulteriori 2 anni, poi, qualcosa deve essere cambiato.

Il «giallo» della scomparsa dello schema di delibera consiliare n.44

Un provvedimento di «revoca» dell’atto politico, licenziato dall’aula l’8 giugno 2022, era iscritto tra i punti in trattazione a novembre 2022 in commissione Ambiente. Ossia, i consiglieri membri (tra cui quelli del Pd) dovevano decidere, dopo approfondita discussione, se sostituire le precedenti espresse volontà con altre di tenore opposto da sottoporre successivamente al voto del consiglio comunale sotto forma di un nuovo schema di delibera. Il punto era arrivato all’attenzione della commissione, su proposta del suo presidente Maurizio Remoli, consigliere eletto nella lista «Guidonia Montecelio Domani». Qui nasceva anche un giallo. Non si è mai scoperto chi, nell’ambito gestionale dell’assessorato all’Ambiente, con tempi sospetti, avesse già redatto la proposta di delibera (la numero 44 ECCOLA, CLICCA E LEGGI) preconfezionandola il 28 settembre 2022. Dell’atto, poi, non si è più saputo nulla, sommerso sotto una coltre di silenzio. Resta il mistero: chi aveva ispirato quella proposta di delibera?. Paola De Dominicis, vicesindaco competente sul Verde pubblico, eventuali e varie, non poteva essere l’ispiratrice in quanto non annoverava, né annovera ancora oggi, quella ai rifiuti tra le sue deleghe. Pur fregiandosi del titolo di assessore all’Ambiente, non decide né promuove singolarmente proposte di delibere di consiglio comunale. Il sindaco Mauro Lombardo ha trattenuto per sé la delega ai rifiuti e,  tra le innumerevoli incombenze a lui riconducibili, non c’era certamente quella di suggerire atti che sarebbero stati d’interesse, semmai, della Presidenza del consiglio comunale, di Erik D’Alisa. Insomma, un grande caos di competenze sembrava caratterizzare, a quei tempi, l’intera vicenda. Ora, dopo il silenzio durato un anno, la scelta dell’amministrazione rimasta sotto traccia di voler bandire una nuova gara d’appalto (a valenza europea) tutt’altro che indispensabile e che porta con sé un inevitabile incremento dei costi. In un Ente sottoposto a procedura decennale di riequilibrio finanziario è forse Materia per la Corte dei Conti?.

Leggi anche Igiene urbana, l’appalto che «scotta» nelle lettere del Dec. E i civici divisi stanno (apparentemente) a guardare

Leggi anche  Caos rifiuti, i numeri al ribasso dell’appalto e le denunce del Dec su cui è sceso il silenzio

 

 

AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato.