ROMA – Domenica 12 marzo. Francesco Rocca, il presidente della Regione Lazio eletto a febbraio 2023, nell’ultimo momento utile rispetto ai tempi previsti dallo Statuto regionale (10 giorni dalla proclamazione del governatore) è riuscito a presentare la squadra di governo. Lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa convocata nella tarda mattinata. Non è stato facile mettere d’accordo i partiti del centrodestra su uno schema di intesa che mostrava evidenti squilibri a favore di Fratelli d’Italia e che ha escluso subito l’Udc da qualunque ambizione. Ma anche soddisfare le esigenze interne al principale partito del Cdx, caratterizzato dalla presenza di quattro componenti ciascuna più forte dei partiti cosiddetti minori della coalizione, ha comportato scelte che avranno ripercussioni sull’organizzazione burocratica della struttura regionale. Già nei prossimi giorni, la giunta, dovrà adattare la macrostruttura dell’Ente (l’insieme di uffici, settori e dipartimenti) alla nuova forma data agli assessorati con un rimescolamento delle deleghe tutt’altro che organico. Come, ad esempio, è stata la scelta di accorpare Bilancio e Agricoltura nello stesso assessorato, piuttosto che concentrare i Trasporti e il Demanio e Patrimonio sotto le competenze di un unico delegato. Un bilanciamento necessario a quietare le correnti di Fratelli d’Italia, che potrebbe comportare una fase di caos nei lavori dell’amministrazione regionale intesa come organo di indirizzo politico chiamato ad interagire con la struttura burocratica dell’Ente.         

La giunta Rocca, nomi e deleghe

Roberta Angelilli (Fd’I), espressione della corrente che fa capo ad Andrea Augello, è il nuovo vicepresidente della Regione Lazio con deleghe allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione;

Giancarlo Righini (Fd’I), meloniano di ferro, prende le deleghe al Bilancio e Programmazione Economica,  Politiche Agricole, Caccia e Pesca e Parchi e Foreste;

Giuseppe Schiboni (FI) prende le deleghe al Lavoro, Università, Scuola, Formazione, Ricerca e Merito;

Elena Palazzo (Fd’I) è il nuovo assessore ad Ambiente (che include aree protette e biodiversità), Transizione Energetica, Sport e Turismo;

Manuela Rinaldi (Fd’I), prende le deleghe ai Lavori Pubblici e Politiche della Ricostruzione nel cratere di Amatrice (Rieti);

Simona Baldassare (Lega) va alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili e della Famiglia e Servizio Civile;

Fabrizio Ghera (Fd’I), fedelissimo del vice presidente della Camera Fabio Rampelli prende le deleghe a Mobilità e Trasporti, Viabilità e Infrastrutture, Tutela del Territorio,  Economia Circolare, Demanio e Patrimonio;

Massimiliano Maselli (Fd’I), vicino alla componente di Luciano Ciocchetti, va all’ Inclusione Sociale e Servizi alla Persona;

Pasquale Ciacciarelli (Lega), è il nuovo assessore all’Urbanistica e Politiche Abitative, Case Popolari e Politiche del Mare;

Luisa Regimenti (FI) prende le deleghe a Personale, Sicurezza Urbana e Enti Locali. Lo schema sul quale si è trovata la quadratura del cerchio è quello di 6 assessorati in quota Fd’I (più l’interim alla Sanità rimasto a Rocca), 2 a Forza Italia e 2 alla Lega. 

Trattative ad oltranza e liti

Lavori frenetici, trattative e colloqui, ma anche le liti accese come quella riportata dai radar, esplosa dentro Forza Italia nella tarda serata di venerdì che avrebbe fatto slittare di 24h la presentazione della squadra inizialmente annunciata per sabato 11 marzo. Le fibrillazioni tra gli azzurri sarebbero ancore alte, il segretario regionale Claudio Fazzone si è detto molto contrariato per la bassa qualità delle deleghe finite agli esponenti di Forza Italia, partito che più di tutti ha fatto un passo indietro per consentire a Rocca di chiudere l’accordo. Una questione di metodo ma anche di merito che ha messo le fazioni azzurre una contro l’altra: da una parte Fazzone e il ministro Tajani, numero due del partito a livello nazionale, che propendevano per la scelta di una donna d’area, inizialmente il nome era quello di Maria Spena, dall’altra la new entry (sempre più ingombrante), rappresentata dal senatore e presidente della Lazio Claudio Lotito, che fino all’ultimo istante avrebbe tentato di imporre la guidoniana Arianna Cacioni, candidata in ticket con l’eletto Giorgio Simeoni ma rimasta fuori dall’aula della Pisana. «A Roma ho vinto io» il biglietto da visita del senatore sbandierato sotto il naso del ministro, «Io sono Tajani e rappresento il partito» la risposta stizzita al culmine del battibecco, riportato dai rumors con dovizia di particolari.

Pare che il nodo sia stato sciolto a favore di Luisa Regimenti, con l’intervento mediatore di Silvio Berlusconi in persona. Anche se l’entrata in giunta della parlamentare europea eletta con la Lega, toglie uno scranno a Forza Italia al parlamento di Bruxelles e lo consegna al Carroccio. Partito che, rispetto alle previsioni della vigilia, è riuscito a strappare in extremis le deleghe più pesanti dell’Urbanistica, Ater e Politiche Abitative da consegnare al suo Paquale Ciacciarelli, inizialmente accreditato di competenze ben più  modeste. Il consigliere di Guidonia Montecelio Arianna Cacioni, vicina a Lotito, potrebbe restare in corsa per uno degli incarichi di sotto governo in via di assegnazione. Disponibili ci sono i 4 posti da «sottosegretario» che il Lazio vorrebbe introdurre sul modello di Regione Lombardia, modificando lo Statuto regionale. E ancora, le presidenze e i posti nei consigli di amministrazione delle società partecipate e controllate come Astral, Lazio Crea, Cotral e via discorrendo. Al momento, dall’alto del 34% ottenuto alle elezioni regionali, Fratelli d’Italia governa con una maggioranza monocolore l’aula della Pisana (22 consiglieri su 30 dei seggi assegnati al Cdx) e dai posti di maggiore rilevanza nell’esecutivo dove concentra deleghe di primissimo piano. Inoltre, nella prima seduta del consiglio regionale convocata lunedì 13 marzo, ha eletto Antonello Aurigemma Presidente dell’assemblea: i due vice sono Pino Cangemi (Lega) – per lui si tratta di una riconferma, ricopriva la stessa carica dall’opposizione a Zingaretti – e Daniele Leodori (Pd).  


Simone di Ventura - 720
AUTORE: Elisabetta Aniballi

Blogger e Giornalista professionista. Nella sua trentennale carriera ha maturato esperienze prevalentemente nella carta stampata senza mai nascondere l'amore per la radio, si occupa inoltre di comunicazione politica e istituzionale.

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